l’Italia dei Valori ha aderito, sin dalla sua costituzione, al Comitato di Appoggio all’Accordo di Ginevra per la Pace in Medioriente ed il nostro partito è stato invitato a partecipare alla prima riunione organizzativa, tenutasi a Roma il 28 gennaio u.s, e alla quale erano presenti anche una ampia ed articolata rappresentanza dei partiti dell’Ulivo, dei sindacati e di varie associazioni aderenti al Comitato. L’incontro è stato coordinato da Janiki Cingoli, Direttore del CIPMO (Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente), il quale, dopo un breve richiamo ai contenuti e alla rilevanza dell’incontro del 18 Dicembre in Campidoglio con Yossi Beilin e Yasser Abed Rabbo, primi firmatari dell’Accordo di Ginevra, ha introdotto alcuni temi programmatici per avviare un processo di pubblicizzazione nel nostro paese dell’Accordo attraverso attività, manifestazioni ed eventi di vario tipo. E’ stata ribadita l’assoluta necessità di mantenere una struttura leggera di coordinamento, ma, nel contempo, è stata evidenziata la necessità di acquisire un minimo di mezzi economici per sostenere il Comitato. Il dibattito che è seguito all’introduzione di Cingoli ha affrontato vari temi ed ha portato alle seguenti considerazioni ed attività da svolgere nel breve, medio e lungo periodo:
· Al Comitato hanno aderito per ora soltanto i partiti dell’Ulivo e Rifondazione, ma è emersa la volontà, condivisa dalla maggior parte dei presenti ed anche da me in rappresentanza dell’Italia dei Valori, di coinvolgere anche i partiti della maggioranza di Governo al fine di non connotare attraverso una sola parte politica un processo di pace che deve necessariamente prescindere dall’appartenenza politica e che deve porsi come azione prioritaria il raggiungimento degli obiettivi di pace dell’Accordo di Ginevra. Inoltre, l’iniziativa di Ginevra, che ricevuto l’apprezzamento ed il sostegno di personalità come il presidente americano Bush, Colin Powell, Tony Blair, Romano Prodi, Kofi Annan, non può essere riconducibile ad una logica di schieramento interno, Ulivo contro CdL. Considerata anche la rilevanza e l’incidenza presso i rispettivi governi Israeliano e Palestinese che gli estensori dell’Accordo si aspettano da manifestazioni ed eventi di sostegno in altri paesi, ha sicuramente maggiore peso ogni segno di supporto all’Accordo se proveniente dal mondo politico italiano nel suo insieme. Molti, come chi scrive, non si fanno illusioni in proposito (l’Accordo di Ginevra è stato firmato a Dicembre durante il semestre italiano di presidenza europea, ma il governo italiano lo ha praticamente ignorato), ma è comunque opportuno tentare di allargare il consenso politico anche ad altre forze oltre quelle dell’Ulivo e Rifondazione.
· Oltre ad esprimere una generale ed unanime disapprovazione alla costruzione del muro in Cisgiordania, in quanto ulteriore elemento di divisione, il Comitato ravvisa quantomeno che il muro non si debba realizzare sul territorio Palestinese, oltre i confini del 1967. La costruzione del muro si pone pertanto in posizione antitetica rispetto allo spirito ed ai contenuti dell’Accordo di Ginevra, che fa riferimento ai confini del 1967, e lo indebolisce nelle sue premesse essenziali. L’On. Calzolaio (DS) comunica che in Commissione Esteri è stato dato unanime parere favorevole perché si discuta a febbraio in Parlamento sulla questione del muro e si possa pervenire ad una mozione di appoggio all’Accordo di Ginevra. Il 23 febbraio ci sarà il pronunciamento della Corte de L’Aia sulla costruzione del muro e sarebbe opportuna anche una più chiara presa di posizione del Parlamento Europeo. A tale proposito sarebbe pertanto auspicabile anche da parte dei parlamentari europei italiani un segnale di contrarietà al muro.
· Il Comitato conviene che è necessario rendere disponibile, oltre al testo originale in inglese anche una traduzione integrale in italiano dell’Accordo di Ginevra. Attualmente alcuni partititi, tra cui l’IDV, hanno riportato sul proprio sito oltre al testo originale anche una sintesi in italiano, resa a suo tempo disponibile dalla redazione de l’Unità, ma la complessità del testo originale e la non facile lettura (50 pagine con riferimenti geografici e situazioni logistiche specifici e molto dettagliati) suggeriscono di produrre anche una sintesi di poche cartelle, possibilmente concordata con Beilin e Rabbo, da stampare, assieme al testo integrale in un libretto che andrebbe distribuito alle manifestazioni organizzate dal Comitato e ad associazioni e scuole interessate. La complessità degli accordi richiede anche una fase di formazione di persone che possano intervenire ai seminari di approfondimento e che siano in grado non solo effettuare una mera illustrazione tecnica degli accordi, ma anche di trasmetterne lo spirito e la consapevolezza che la pace in Medioriente è possibile e che l’Accordo di Ginevra è un valido strumento, condiviso da ampi settori della popolazione Israeliana e Palestinese, per pervenire a questo obiettivo.
· Molti degli intervenuti ritengono che, per una maggiore diffusione dell’Accordo di Ginevra nel territorio italiano, sia opportuno costituire una rete di comitati cittadini, almeno nelle città più grandi, per la realizzazione di iniziative locali. Personalmente ho dato la mia disponibilità ad esplorare la possibilità di costituire a Firenze un comitato cittadino di appoggio all’Accordo aperto a tutti i partiti, movimenti ed associazioni interessati con l’obiettivo di coinvolgere le istituzioni locali, Comuni, Province, Regione, nel processo di diffusione dell’Accordo attraverso la loro adesione al Comitato e la collaborazione nell’organizzazione di seminari di approfondimento, eventi e manifestazioni di supporto. Il Comitato ritiene preferibile che tali iniziative vedano coinvolte tutte le forze politiche che sostengono l’Accordo, ma che possano anche essere organizzate da singoli soggetti politici.
· Il Comitato è concorde sulla proposta di organizzare a Roma una grande evento-spettacolo che potrebbe tenersi in concomitanza con le manifestazioni per il 1 Maggio, se si troveranno gli opportuni accordi con gli organizzatori e i necessari spazi, o in altra data, probabilmente a Luglio o a Settembre. Ovviamente, la data del 1 Maggio si fa preferire per la visibilità che le manifestazione offre e per le tematiche che oltre a quelle tradizionali del lavoro saranno rivolte anche alla pace. Sebbene attualmente l’attenzione sia principalmente concentrata sulla situazione in Iraq, il tema della manifestazione potrebbe essere allargato all’intero Medio Oriente e quindi dare spazio anche all’Accordo di Ginevra. Indipendentemente dalla data in cui si terrà questo evento-spettacolo si prevede una presenza, almeno in video, di Beilin e Rabbo, e musicisti affermati italiani. Io ho suggerito di invitare anche artisti Israeliani e Palestinesi che potrebbero suonare anche uno o più brani musicali assieme.
· Infine è stato suggerito che il Comitato si attivi per avviare le procedure burocratico-amministrative che consentano la raccolta di fondi provenienti sia da donazioni spontanee che dalle manifestazioni.

Antonio Di Pietro – Presidente Nazionale IDV

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