STUPRATA IN STRADA: INDAGINI NEL QUARTIERE DEGLI IMMIGRATI
DIFFUSO L’IDENTIKIT DEL VIOLENTATORE, FORSE SUDAMERICANO
(ANSA) – LA SPEZIA, 29 NOV – Controlli a tappeto fra gli extracomunitari dei quartieri del centro, da parte dei carabinieri della Spezia, nel tentativo di rintracciare lo stupratore dall’accento spagnolo che domenica mattina alle 6,30 ha brutalizzato un’infermiera ventenne. In particolare, vengono passati al setaccio i frequentatori della zona del quartiere umbertino: nato alla fine dell’Ottocento per ospitare le centinaia di operai arrivati da tutta Italia per costruire l’arsenale della Marina Militare, ed occupato oggi prevalentemente da immigrati. L’identikit elaborato dai militari grazie alla testimonianza di un passante che aveva visto in faccia l’aggressore pochi minuti prima della violenza, ha consentito di definire una fisionomia abbastanza precisa: un metro e settanta, pantaloni jeans sdruciti, bomber arancione, carnagione olivastra. Sulla pronuncia sudamericana dell’uomo, che pure parlava bene italiano, e’ stata chiara e precisa la testimonianza della giovane vittima. ”Ci sentiamo tutte in lutto – afferma la delegata alla sanita’ della Cisal, Donatella Riccio – chi lavora come infermiera ed e’ costretta a fare orari particolari deve poter essere certa di operare in piena sicurezza. Non possiamo nasconderci il fatto che la presenza di un notevole numero di persone che arrivano dall’estero senza lavoro e opportunita’ possa generare una frustrazione dalla quale nascono poi episodi simili. Questa storia sembra simile a quella di Bologna. La strada che si percorre a piedi alla Chiappa, e’ buia e isolata. Si e’ offerto al bruto la vittima, e anche il ‘piatto’: un’area oscura e lontano dagli sguardi. E’ inaccettabile”. Parla di ”sacche di poverta”’ il presidente della circoscrizione II Mario Parenti, pur negando che il quartiere della Chiappa sia una zona socialmente degradata. E se dalle donne delle istituzioni di sinistra viene l’invito ”ad uscire e non chiudersi in casa”, An pone il dito sul problema della presenza extracomunitaria: ”nessuno intende cavalcare questa vicenda, ma qualcosa bisogna pur fare per regolamentare le situazioni a rischio, che gli spezzini non intendono piu’ subire”. Dalle colleghe di lavoro della ventenne, sale l’indignazione: ”Ci sentiamo tutte violentate. Non si puo’ accettare che una ragazza esca di casa per andare al lavoro e venga stuprata. Occorre un intervento serio della citta”’. La giovane violentata, spiegano le colleghe, e’ ”una bella ragazza all’antica, semplice, legatissima ai genitori”. E’ ancora sotto choc. Domenica mattina avrebbe dovuto entrare in servizio alle 6,45. Si era presentata invece ”in lacrime, disperata, e aveva raccontato solo di dover andare via, di non poter restare”. L’arrivo dei carabinieri, della pubblica assistenza e dei familiari ha fatto rapidamente capire che non si trattava di una caduta o di uno scippo.
VIOLENZA SESSUALE: CINQUE CASI IN DIECI GIORNI
VIOLENTATA PER UN’INTERA NOTTE, ARRESTATI 3 ALBANESI
Milano, 29 nov. (Adnkronos) – Cinque casi di violenza sessuale nel giro di una decina di giorni, senza contare quelli che non vengono denunciati, sono il ‘bollettino’ delle cronache di novembre iniziato con Bologna per arrivare a Milano, passando da Genova, La Spezia e Roma. Nel capoluogo emiliano, mercoledi’ scorso, pochi minuti dopo le 20.30, una giovane universitaria friulana viene aggredita e violentata da un maghrebino di vent’anni, con qualche precedente per rissa, che colpisce la donna alle spalle fino a farla cadere per poi trascinarla in un giardino condominiale e violentarla. La scena viene ripresa da una telecamera di un vicino distributore di benzina, mentre viene ignorata dalle decine di auto che sfrecciano a pochi metri dal luogo dell’aggressione. Prima di abbandonare la giovane a terra, l’uomo non le risparmia un’ultima scarica di pugni e calci in faccia. Sebbene sotto shock, la ragazza non si sottrae alle domande degli investigatori e dopo una attenta e minuziosa ricerca tra le foto segnaletiche di pregiudicati, riconosce
il suo aggressore.
Le cronache proseguono con l’aggressione subita venerdi’ scorso da una bambina di 13 anni a Genova. L’uomo ha seguito la sua giovane vittima all’uscita da scuola fin sotto il portone di casa. Sul pianerottolo l’ha aggredita, spinta contro il muro e mentre si spogliava la minacciava di morte. La ragazzina ha trovato pero’ la forza di reagire mettendosi ad urlare. A questo punto l’uomo, con numerosi precedenti e gia’ noto come il ‘maniaco dell’ascensore’, e’ riuscito a scappare. Sempre in Liguria, ma questa volta a La Spezia, domenica mattinae’ stata stuprata una giovane infermiera di 20 anni. Stava andando a lavorare quando e’ stata aggredita, gettata a terra e violentata tra le auto in sosta. Ancora sconosciuto l’autore della violenza, ma una mano agli inquirente la potrebbe dare un operaio che aveva cercato di mettere in guardia la donna avertendola di essere seguita.
L’operaio, che si era anche offerto di dare un passaggio alla donna, in caserma ha fornito un identikit dell’aggressore, carnagione olivastra, forse un maghrebino o un sudamericano, alto circa un metro e settanta di eta’ compresa tra i 25 e i 30 anni. Tutti particolari che coincidono con la descrizione fatta dalla vittima. A Roma, invece, ieri e’ stata la volta di una donna rumena, di vent’anni, barista, tramortita a pugni e violentata da un connazionale dopo essere scesa da un autobus nella zona San Paolo. L’uomo, dopo aver abusato di lei, l’ha rapinata del cellulare e degli anelli, ma grazie alla descrizione della donna e’ stato fermato mentre stava tranquillamente bevendo in un bar della zona.
Le cronache di abusi sessuali sulle donne proseguono con gli arresti di oggi a Milano dove tre albanesi e una giovane russa sono stati denunciati per violenza di gruppo. Vittima una giovane prostituta rumena, costretta a subire violenza per una notte intera da un albanese di 22 anni al quali gli altri tre complici avevano offerta la vittima come per una sorta di regalo. Nel frattempo e’ ancora polemica per il caso di Biella dove Debora Rizzati, di 25 anni, e’ stata uccisa esattamente una settimana fa dal suo molestatore, lo stesso uomo che l’aveva violentata dieci anni fa e che era stato piu’ volte denunciato dalla stessa vittima.

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