(ANSA) – ANCONA, 14 NOV – Gli organi competenti si interessino affinche’ siano ”superate in tempi brevi le difficolta’ in cui si sono venute a trovare, dopo le note vicende della bambina bielorussa nascosta dai genitori adottivi, le famiglie che da anni ospitano i bambini provenienti dalla Bielorussia o che ne hanno chiesto l’adozione”. Lo chiede – in una lettera – il consigliere regionale marchigiano dei Repubblicani Europei Katia Mammoli. ”Non deve succedere piu’ – scrive fra l’ altro la Mammoli – un altro ‘caso Maria’, la bambina bielorussa nascosta dai genitori, ma non si possono neanche colpire migliaia di famiglie che hanno agito sempre nella legalita’ ”. La lettera – sottoscritta da tutte le donne che siedono nel consiglio regionale delle Marche, Adriana Mollaroli (Ds), Stefania Benatti (Margherita), Franca Romagnoli (An), Rosalba Ortenzi (Margherita), Graziella Ciriaci ( FI), Sara Giannini (Ds) e dall’ assessore Loredana Pistelli – e’ stata inviata al presidente del Comitato nazionale per i minori stranieri, alla Commissione adozioni internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per la solidarieta’ sociale e al Ministero per le politiche sociali e la famiglia. ”La situazione oggi – afferma la Mammoli – e’ quella che vede si’ la riapertura dei viaggi di risanamento, ma solamente per i bambini provenienti da famiglie, mentre quelli provenienti dagli orfanotrofi sono bloccati. Questo non e’ accettabile perche’ va a colpire proprio quei bambini che hanno piu’ bisogno”. Secondo le mittenti, occorrono garanzie affinche’ vengano predisposte delle linee guida sia per quanto riguarda la idoneita’ delle famiglie ospitanti che per quanto concerne l’ attendibilita’ delle associazioni che seguono l’iter burocratico relativo alla loro accoglienza. ”Appare inoltre fortemente in contrasto con quanto fatto sino ad oggi e con le convenzioni dell’ Onu – si legge ancora nella lettera -, la decisione di non far tornare in Italia quei bambini di cui la famiglia ospitante ne ha gia’ chiesto l’adozione. Come pure appare pregiudiziale la proposta di una turnazione delle famiglie che ospitano temporaneamente i bambini bielorussi, che sarebbero ogni volta costretti, ex novo, a instaurare un rapporto affettivo con la famiglia”. ”Sembra troppo da sopportare – concludono le firmatarie – ed ecco perche’ serve un impegno a livello nazionale per giungere ad un accordo intergovernativo che dia precise garanzie”. La lettera verra’ ora trasformata in una mozione da sottoporre al voto del Consiglio regionale.

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