ARTHUR MILLER/HAVEL: E’ STATO IL MAGGIOR DRAMMATURGO DEL XX SECOLO
Havel, anche lui uomo di teatro, ricorda l’amico e l’artista
Praga, 12 feb. (Ap) – L’ex persidente ceco Vaclav Havel ha reso omaggio oggi alla memoria di Arthur Miller, il drammaturgo americano deceduto all’età di 89 anni. Havel, grande scrittore di teatro a sua volta, ha definito Miller “il più grande autore di teatro di tutto il ventesimo
secolo”. Scrivendo dall’Austria, dove si trova in vacanza, Havel afferma: “sono stato molto colpito dalla notizia della sua morte, eravano amici dagli anni Sessanta. La sua morte è stata una grande perdita per la letteratura mondiale”.
ARTHUR MILLER: PRINCIPALI QUOTIDIANI USA RICORDANO DRAMMATURGO
Anche Broadway lo ha ricordato con un minuto di buio
New York, 12 feb. (Apcom) – Venerdi’ sera Broadway aveva spento le luci per un minuto per ricordare Arthur Miller, il drammaturgo americano scomparso all’eta’ di 89 circondato dai suoi famigliari a Roxbury in Connecticut. Oggi Miller, vincitore di un premio Pulitzer, commediografo noto in tutto il mondo per “Morte di un commesso viaggiatore” – il simbolo del fallimento dell’American Dream – e’ ricordato sulle prime pagine di tutti i quotidiani statunitensi come uno dei piu’ importanti drammaturghi della storia americana. Famiglia, moralita’, le responsabilita’ del singolo sono alcuni dei temi ricorrenti nelle sue opere. Da poco, scrive il Washington Post, aveva finito quello che ora e’ diventato il suo ultimo lavoro, “Finishing the Picture”. Certo era salito alla ribalta anche per le nozze con Marilyn Monroe nel 1956. In un’intervista rilasciata alla Knight Ridder alcuni anni fa, aveva dichiarato che era piu’ divertente “essere Arthur Miller a 80 anni che non a 50 perche’ la maggior parte delle cose non dura oltre 50 anni. Una delle gioie della mia vita e’ che le mie opere
sono durate”. Anche il New York Times definisce Miller la “voce morale” degli Stati Uniti, con una carriera costellata da grandi successi e premi come il New York Drama Critics Circle Award oltre che al Tony, l’equivalente letterario degli Oscar per la cinematografia. Ad influenzare il suo lavoro anche la Grande Depressione, un evento che ha avuto un impatto unico sulla storia americana. “Ha cercato di dare risposte alle cose che vedeva attorno a lui, ad un mondo che giudicava ricco di ingiustizie” dice di lui Robert Whitehead, uno dei produttori piu’ noti di Broadway. “Se avesse scritto anche solo “Morte di un commesso viaggiatore”, Arthur Miller “sarebbe comunque diventato il piu’ grande drammaturgo della storia americana” scrive in prima pagina anche il San Francisco Chronicle. Un uomo secondo il quotidiano della costa ovest che ha incarnato il sogno americano per aver sposato la donna dei sogni di milioni di uomini, Marilyn Monroe. Ma soprattutto per aver raggiunto il successo, quello descritto nel sogno americano, pur essendo figlio di immigranti provenienti dall’Europa (il padre dall’Europa dell’est, la madre dalla Germania). Una carriera incredibilmente lunga, oltre 50 anni di successi, Miller verra’ anche ricordato per aver abbracciato diverse cause legate ai diritti umani.
MILLER: SCRITTORI IRANIANI, CI HA DIFESI COMMOSSO OMAGGIO AL DRAMMATURGO SCOMPARSO
(ANSA) -TEHERAN, 13 FEB- Il ‘Centro per gli scrittori iraniani’ ha reso oggi omaggio al drammaturgo americano Arthur Miller, morto giovedi’, ricordandone tra l’altro il ”fermo sostegno” alla liberta’ di pensiero e di espressione dei colleghi attivi nella Repubblica islamica. In un comunicato pubblicato dall’agenzia Irna, l’organizzazione degli scrittori accomuna Miller a Jean Paul Sartre come un intellettuale che e’ ”sempre stato un sostenitore della liberta’ di pensiero e di espressione della comune famiglia umana”. ”Miller – aggiunge la nota – non ha nemmeno risparmiato il suo fermo sostegno per le vite e gli sforzi degli scrittori iraniani per la causa della liberta’ di espressione, pensiero e scrittura”. ”Arthur Miller – conclude il comunicato – ha protestato ripetutamente contro la carcerazione degli uomini di lettere e altri membri in difficolta’ del Centro per gli scrittori (iraniani), insieme ad altri rappresentanti dell’intellighenzia amante della liberta’ nel mondo”.
MILLER: UNA VITA SUL PALCOSCENICO DELL’AMERICA
ATTIVO FINO ALL’ULTIMO IN TEATRO, IMPEGNO CIVILE, AMORI
(di Alessandra Baldini)
(ANSA) – NEW YORK, 11 FEB – Arthur Miller, il leggendario commediografo che molti considerano il piu’ grande d’America, e’ morto a Roxbury, in Connecticut, nella fattoria che aveva acquistato nel 1958 quando era sposato con Marilyn Monroe. Lo scrittore aveva 89 anni, vissuti fino all’ultimo sul palcoscenico dell’America: nonostante l’eta’ e la malattia aveva continuato a scrivere a manifestare il suo impegno civile e a innamorarsi. Pochi mesi fa aveva occupato di nuovo le rubriche di gossip dei giornali con le voci dell’imminente matrimonio con Agnes Barley, una pittrice 55 anni piu’ giovane di lui. A uccidere Miller, autore di ‘Morte di un Commesso Viaggiatore’, del dramma storico metafora del maccartismo ‘Il crogiolo’ e di ‘Dopo la Caduta’ sul suo matrimonio con Marilyn, sono state complicazioni cardiache ma lo scrittore era gravemente malato di tumore a cui si era aggiunta un mese fa una debilitante polmonite. Dimesso in dicembre dallo Sloan Kettering Memorial Hospital, Miller aveva passato settimane a casa della sorella Joan Copeland, assistito da un’infermiera, ma alla fine aveva voluto tornare a Roxbury per morire. ”Ha combattuto tante battaglie, stavolta pero’ non sappiamo se ce la fara”, aveva detto ieri Joan al ‘New York Post’. Al capezzale dello scrittore si era radunata la famiglia: oltre alla sorella, la compagna Agnes e la figlia Rebecca, moglie dell’attore Daniel Day Lewis e lei stessa scrittrice e regista. Miller era nato nel 1915 a New York e la sua vita era stata segnata per sempre dalle esperienze della middle class americana colpita dalla Grande Depressione. Lo scrittore aveva visto il padre, un piccolo industriale dell’abbigliamento,finire in miseria negli anni Trenta come altri membri della sua famiglia.
IL FALLIMENTO DEL SOGNO AMERICANO – Queste esperienze lo portarono a scrivere il suo capolavoro, ‘Morte di un commesso viaggiatore’ che fece conoscere al mondo il personaggio di Willie Loman, simbolo del fallimento del sogno americano. ‘Death of a Salesaman’ debutto’ a Broadway nel febbraio 1949 con la regia di Elia Kazan e l’interpretazione di Lee J. Cobb: fece vincere a Miller il Pulitzer e ne stabili’ la fama come uno dei due maggiori commediografi americani del dopoguerra (l’altro era Tennessee Williams). Nel 1953, un altro lavoro cruciale: ‘Il Crogiolo’, che esploro’ l’isteria collettiva dei processi delle caccia alle streghe di Salem e fu letto in chiave politica
come una denuncia delle inchieste avviate dal senatore Joseph Mccarthy e della Commissione della Camera dei Rappresentanti sulle attivita’ anti-americane. Quattro anni dopo lo stesso Miller fu portato davanti alla Commissione e rifiuto’ di rivelare nomi di colleghi in odore di comunismo. La condanna che ne segui’ per disprezzo del Congresso lo trasformo’ in un eroe della sinistra americana.
MARILYN, UN AMORE E UN’OSSESSIONE – Ma Miller era anche un dongiovanni e nel 1956 aveva lasciato Mary Slattery, la prima moglie conosciuta al college e la madre di due dei suoi figli,per la star del momento, Marilyn Monroe. Dopo il divorzio da Marilyn, Miller si era sposato una terza volta con Inge Morath, ma Marilyn, a detta di tutti, fu il grande amore e la grande ossessione della sua vita: dopo il suicidio dell’attrice, Miller mando’ in scena ‘After the Fall’, ispirato a quel matrimonio e criticato dai fan per mancanza di rispetto alla grande diva. E’ e’ sempre Marilyn che aleggia su ‘Finishing the Picture’, l’ultimo lavoro teatrale dello scrittore andato in scena lo scorso ottobre a Chicago tra i fischi della critica e il disinteresse del pubblico. Le commedie di Miller, con la forte enfasi sulla famiglia, la moralita’ e la responsabilita’ personale, parlano della crescente frammentazione della societa’ americana. ”Molti dei miei lavori vanno alle origini, risalgono al punto da dove veniamo, perche’ oggi le famiglie non sono piu’ unite e la gente non vive piu’ a lungo nello stesso posto”, aveva detto lo scrittore in’intervista del 1988. Secondo Miller ”lo sradicamento e’ causa del malessere della societa’ di oggi: crea la sensazione che non ci possa essere nulla di permanente”.
DELUISIONE CON BROADWAY – I lavori teatrali di Miller non hanno condiviso questo destino di caducita’: nel 1999, 50 anni dopo aver vinto un premio Tony per il miglior lavoro teatrale ‘Death of a Salesman’ aveva vinto lo stesso premio per il miglior revival di Broadway. Miller, che allora aveva 83 anni, ando’ in persona a ritirare il premio: ”Essere vivo per riceverlo e’ gia’ un grande piacere”, aveva commentato sul palcoscenico. Negli ultimi anni tuttavia lo scrittore era rimasto deluso da Broadway e aveva accusato la macchina dello show business di New York di essere troppo assetata di soldi. Per questo nel 1991 il commediografo aveva fatto debuttare una nuova commedia ‘The Ride Down Mt. Morgan’ a Londra. Era tornato poi a Broadway nel 1994 con ‘Broken Glass’ un dramma su una famiglia disfunzionale che aveva ottenuto buone recensioni dai critici newyorchesi. Negli ultimi anni aveva continuato a scrivere: ”E’ la mia arte. Mi sembra di essere piu’ bravo che mai. Arrivi a una certa eta’ e ti concentri sull’essenziale scremando il superfluo”, aveva detto nel 1996. Nel 2002 il suo ‘Resurrection Blues’ aveva aperto al Guthrie Theater di Minneapolis: Miller aveva 86 anni.
(ANSA) – ROMA, 11 FEB – Arthur Miller e’ stato quasi esclusivamente un drammaturgo. La sua bibliografia e’ cosi’ soprattutto composta dai testi delle sue piece. In Italia sono pubblicati: ‘Erano tutti miei figli’ che nel 1947 gli diede il primo grande successo (Einaudi). Il capolavoro indiscusso ”Morte di un commesso viaggiatore” che gli guadagno’ il Pulitzer (Einaudi). ‘Il crogiolo’ del 1953 poco velata allegoria alla ‘Caccia alle streghe’ dell’America maccartista (Einaudi). ‘Uno sguardo dal ponte’ (Einaudi) tragedia con risvolti incestuosi in un ambiente di emigrati italiani. ‘L’orologio americano’ (Einaudi) affresco di vita americana durante la depressione. ‘Una specie di storia d’amore’ (pubblicato da Einaudi insieme ad altre commedie), ‘Vetri rotti’ dove ancora una volta si intrecciano psicanalisi, drammi storici sociali e personali (Einaudi), ‘Un nemico del popolo’ (Il nuovo Melangolo) ispirato all’omonimo dramma di Ibsen. ‘Discesa da Mount Morgan’ (Einaudi) una delle sue ultime piece e ‘Il Mondo di Mr Peters’ (Einaudi). Piu’ ridotta la sua produzione di narrativa anche se
all’inizio della sua carriera Miller scrisse il suo romanzo piu’ famoso ‘Focus’ del 1945 sul tema dell’antisemitismo nella societa’ americana (Mondadori). Si segnala anche ‘Una ragazza bruttina e altre storie’ (Mondadori). Uno dei suoi ultimi libri pubblicati in Italia e’ stato ‘I presidenti americani e l’arte di recitare’ (Bruno Mondadori) che riproduce un suo discorso sull’arte di recitare dei presidenti americani. Nel 1987 pubblico’ la sua autobiografia ‘Svolte. La mia vita’ (Mondadori). Sulla storia d’amore con Marilyn Monroe si segnala ‘Marilyn Monroe e Arthur Miller’ di Christa Maerker Pratiche).
ARTHUR MILLER: PIU’ DI SESSANT’ANNI DI LETTERATURA E CINEMA
(AGI/AFP) – New York, 11 feb. – Arthur Miller scrisse opere teatrali, romanzi, racconti, sceneggiature e soggetti per il cinema, lungo un arco di oltre sessant’anni. Nel 2001 aveva interpretato il ruolo dell’anziano padre in “Eden”, il film che il registra israeliano Amos Gitai aveva tratto dal suo racconto “Una ragazza bruttina”. Ecco un elenco delle sue opere principali.
DRAMMI 1936, “Onori all’alba”; 1944, “L’uomo che aveva tutte le fortune”; 1947, “Erano tutti miei figli”; 1949, “Morte di un commesso viaggiatore”; 1953, “Il crogiuolo”; 1955, “Memorie di due lunedi’”; 1955, “Un sguardo dal ponte”; 1964, “Dopo la caduta”; 1965, “Incidente a Vichy”; 1968, “Il prezzo”; 1972, “La creazione del mondo e altri affari”; 1977, “Il soffitto dell’arcivescovo”; 1981, “L’orologio americano”; 1982, “Elegia per una signora” e “Una specie di storia d’amore”; 1986, “Pericolo: memoria”; 1988, “Specchio a due direzioni”; 1991, “La discesa da Mount Morgan”; 1993, “L’ultimo yankee”; 1994, “Vetri torri”; 1998, “Il mondo di Mister Peters”; 2004, “Resurrection blues” e “Finire il quadro”.
LIBRI 1940, “Anni d’oro”; 1945, “Focus”; 1963, “La coperta di Jane”; 1967, “Non ti voglio piu'”; 1983, “Commesso viaggiatore a Pechin”; 1992, “Una ragazza bruttina”; 2000, “Echi infondo ai corridi. Saggi scelti, 1944, 2000”; 2001, “I presidenti americani e l’arte di recitare”.
SCENEGGIATURE E SOGGETTI CINEMATOGRAFICI 1961, “Gli spostati” (con Marilyn Monroe, Clark Gable, Montgomery Clift, regia di John Huston); “Un nemico del popolo” (con Steve McQueen, Bibi Andersson, regia di George Schaefer); 1980, “Fania” (con Vanessa Redgrave, Marisa Berenson, regia di Daniel Mann); 1989, “Alla ricerca dell’assassino” (con Debra Winger, Nick Nolte, regia di Karel Reisz); 1996, “La seduzione del male” (Il crogiuolo), con Daniel Day-Lewis, Winona Ryder, regia di Nicholas Hytner.
MILLER: IN UN RACCONTO LE ULTIME PAROLE SULLA MORTE PUBBLICATO SU RIVISTA ‘HARPER’S’
(ANSA) – NEW YORK, 13 FEB – Uno degli ultimi lavori scritti da Arthur Miller prima di morire contiene una riflessione sulla morte. Il racconto del commediografo, intitolato ‘Beavers’ (castori), sara’ pubblicato nel prossimo numero della rivista ‘Harper’s’. Nel racconto un uomo riflette sulla possibilita’ di uccidere un castoro che sta rovinando uno stagno nella sua proprieta’ e in corso d’opera contempla la propria morte: ”Non credeva nella sua morte”, ha scritto Miller: ”Era giovane e si sentiva immortale”. Il grande commediografo e’ morto giovedi’ a 89 anni nella sua fattoria in Connecticut. Nonostante la malattia debilitante (un tumore e la polmonite complicata da scompensi cardiaci) aveva continuato a scrivere fino all’ultimo. Miller stava lavorando a una antologia con la Library of America e elaborando i suoi diari per trarne un libro. Un altro racconto postumo dello scrittore apparira’ sul prossimo numero della ‘Southwest Review’, una rivista letteraria pubblicata dalla Southern Methodist University di Dallas. Il racconto, intitolato ‘The Turpentine Still’, e’ ambientato ad Haiti.

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