“Un fatto che ci commuove e ci fa sentire l’affetto dell’Italia

Roma, 17 giu. (Apcom) – Yolanda Pulecio de Betancourt, madre della sfortunata Ingrid, da oltre sei anni in mano ai guerriglieri colombiani delle Frac, ha spedito una lettera di ringraziamento all’Unità che ieri aveva lanciato un appello alla comunità internazionale affinché venga assegnato alla senatrice franco-colombiana il Premio Nobel per la pace. Per “raccogliere attorno a Ingrid intellettuali e politici di ogni colore e tutti gli uomini di buona volontà”, scriveva il quotidiano.
“Si tratta di un fatto importante – scrive Yolanda insieme all’altra figlia, Astrid, sorella di Ingrid – che ci commuove e ci fa sentire, ancora una volta la solidarietà e l’affetto straordinario dell’Italia”. Le due donne ricordano poi il coraggio di Ingrid, rapita proprio a causa del suo impegno civile e politico e hanno voluto sottolineare come dall’ultima lettera ricevuta dalla prigioniera, emergano quella “determinazione e lucidità di analisi” che sempre l’hanno animata nonostante da anni sia costretta “a una vita disumana”.
Ieri l’Unità aveva stabilito un parallelo tra Ingrid e altre due donne “che le somigliano nel coraggio”, come Aun San Suu Kyi e Rigoberta Menchu. Birmania (oggi Myanmar) e Guatemala, comunismo dogmatico e capitalismo selvaggio. Il Nobel per la pace ha evitato a San Suu Kyi e a Rigoberta Menchu “emarginazioni più dolorose delle rinunce che continuano a sopportare”, un auspicio anche per Ingrid Betancourt. “Il Nobel potrebbe liberare Ingrid Betancourt per permetterle di ricostruire il progetto di pace che le armi e l’isolamento vogliono impedire”.

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