Provincia di Pistoia

Un seminario in Provincia per rendere conto della prima sperimentazione sul territorio e presentare le Linee Guida per gli Enti Locali. Mercoledì 22 febbraio in Sala Nardi la tappa conclusiva di un percorso innovativo con i risultati dell’analisi del bilancio provinciale in ottica di genere
Il bilancio è uno strumento fondamentale attraverso il quale gli enti pubblici, non solo definiscono le linee di sviluppo socio economico del territorio, ma decidono anche le priorità di intervento in base ai bisogni della comunità, producendo effetti differenti a seconda che siano uomini o donne.
Si è parlato di questo, e non solo, nel corso del Seminario “Presentazione del Bilancio di Genere della Provincia e Linee Guida per i Comuni”, che si è tenuto oggi mercoledì 22 febbraio, dalle ore 15 alle ore 18, presso la sede della Provincia di Pistoia.
L’incontro, organizzato dalla Provincia di Pistoia in collaborazione con la Fondazione Giacomo Brodolini di Roma, rappresenta la tappa conclusiva di un percorso innovativo, previsto all’interno del Piano Straordinario per l’Occupazione Femminile, approvato dal Consiglio Provinciale a ottobre 2009.
Il seminario, infatti, è stato organizzato allo scopo di restituire i risultati della sperimentazione realizzata per la prima volta sul nostro territorio con l’analisi del bilancio provinciale in ottica di genere.
Con il termine bilancio di genere si intende il documento di bilancio che analizza e valuta in ottica di genere le scelte politiche e gli impegni economici-finanziari di un’amministrazione. Come il bilancio sociale anche quello di genere ha lo scopo di elaborare una valutazione della gestione delle risorse e dell’efficacia ed efficienza delle azioni e delle spese effettuate, nell’ottica della promozione di un’effettiva e reale parità tra donne e uomini, per assicurare che le necessità dell’intera collettività siano prese in considerazione adeguatamente e le politiche non siano neutre rispetto al genere, ma determinino un impatto differenziato.
La sperimentazione ha visto il coinvolgimento dell’Assessorato alla Formazione, Istruzione e Sviluppo Economico, dell’Assessorato al Lavoro, della Commissione Provinciale alle Pari Opportunità e dell’Assessorato alle Pari Opportunità che detiene il coordinamento politico, mentre il coordinamento tecnico è stato realizzato dall’ufficio Programmazione Integrata della Provincia di Pistoia.
L’attività è stata condotta dalla Fondazione Giacomo Brodolini di Roma a seguito dell’aggiudicazione di una gara per la realizzazione del servizio, che ha compreso non solo l’analisi di genere del bilancio ma anche l’organizzazione di alcuni momenti di sensibilizzazione sul territorio, per favorire la diffusione di una cultura delle pari opportunità.
A tale proposito, nel dicembre 2011 sono stati realizzati alcuni laboratori sul tema degli stereotipi di genere con il coinvolgimento del personale docente delle scuole superiori, mentre il 15 febbraio scorso si è tenuto un seminario rivolto al mondo delle imprese ed alle parti sociali, con la finalità di diffondere la conoscenza di finanziamenti per favorire l’adozione di misure di conciliazione nelle imprese.
Insieme ai risultati dell’esperienza nel corso del seminario sono state presentate le Linee Guida rivolte agli Enti Locali, un prodotto voluto dalla Provincia di Pistoia ed espressamente previsto nella gara, con lo scopo di promuovere presso i Comuni l’adozione del bilancio di genere e di contribuire alla diffusione di una cultura di parità.
I risultati della sperimentazione così come il materiale relativo ai seminari sono disponibili e scaricabili dal sito ufficiale della Provincia.
Al Seminario hanno partecipato i Sindaci, gli Assessori al Bilancio e alle Pari Opportunità, gli organismi di parità del territorio, le Parti sociali, dirigenti, funzionari e dipendenti dei vari settori delle Amministrazioni provinciali e comunali.
Dopo l’apertura dei lavori da parte di Chiara Innocenti, Assessore provinciale alle Pari Opportunità, è seguito l’intervento di Teresa Savino, della Regione Toscana che ha esposto alcuni dati relativi alla situazione occupazionale femminile e alle politiche per il lavoro in Toscana. A parlare del bilancio di genere nell’ Amministrazione Provinciale e dei principali esiti della sperimentazione, sono state Giovanna Vingelli e Barbara De Micheli, della Fondazione Giacomo Brodoloni, che hanno anche illustrato le linee guida per gli enti locali. Sono intervenute all’incontro anche Chiara Mazzeo, Consigliera Provinciale di Parità e Marianna Menicacci, Presidente della Commissione Provinciale Pari Opportunità. A chiudere i lavori l’intervento dell’Assessore all’Istruzione, Formazione professionale e Sviluppo Economico della Provincia, Paolo Magnanensi.
L’attività è stata finanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo, in attuazione del Piano Straordinario per l’Occupazione Femminile, approvato dal Consiglio con Deliberazione n. 243/2009 e dalla Giunta con Deliberazione n. 14/2010
“Il bilancio di genere rappresenta uno strumento innovativo, seppur non sufficientemente utilizzato, previsto anche dalla legge regionale sulla cittadinanza di genere – ha commentato l’Assessore provinciale, Chiara Innocenti – La sperimentazione realizzata dalla nostra Amministrazione, la prima avviata sul nostro territorio, ha permesso al nostro Ente di fare un passo avanti sul tema delle politiche di genere, non solo perché ha contribuito al miglioramento della conoscenza dell’impatto delle politiche in ottica di genere ma anche perché, attraverso la stesura delle Linee Guida rivolte agli Enti Locali, valorizza la funzione della Provincia quale Ente di coordinamento nel territorio”.
“Le tematiche dell’occupazione femminile rappresentano un interesse per il nostro Ente non tanto per motivi “etici”, quanto per la consapevolezza che le donne sono una leva dello sviluppo, così come i giovani – ha concluso l’assessore Paolo Magnanensi – Come messo in evidenza in molte ricerche la promozione dell’occupazione femminile determina un aumento moltiplicativo dell’occupazione (basti pensare all’effetto indiretto sulla domanda di servizi per la cura) nonché un migliore utilizzo del capitale umano (le donne in particolare quelle più giovani, sono più qualificate e laureate degli uomini) contribuendo a migliorare la competitività e l’innovazione delle imprese. A questo proposito nel Programma integrato delle Politiche del lavoro, della Formazione professionale e dell’Istruzione 2011 – 2013, approvato dal Consiglio Provinciale nel mese di febbraio, abbiamo inserito anche una serie di interventi volti a favorire l’occupazione femminile quali voucher di conciliazione ma anche l’occupazione giovanile quali i progetti di sviluppo professionale in azienda”.

Bilancio di Genere della Provincia di Pistoia.

Esiti dell’Analisi di genere e Linee Guida per i Comuni

I principali esiti della sperimentazione riguardato i seguenti settori del bilancio dell’Amministrazione Provinciale: Formazione, Lavoro, Istruzione e Sviluppo economico.

L’approccio metodologico adottato ha comportato le seguenti attività:
– analisi di contesto;
– analisi della documentazione relativa al bilancio consuntivo;
– attribuzione di una serie di codici alle singole voci di bilancio:

L’analisi di contesto ha riguardato i seguenti ambiti: istruzione e formazione professionale, mercato del lavoro, servizi per la conciliazione, imprenditoria femminile e analisi del personale. Sono emersi alcuni dati interessanti. In relazione all’istruzione,ad esempio, si rileva che un punto di debolezza del nostro territorio è rappresentato dal basso livello di istruzione della popolazione rispetto al dato nazionale e regionale (il 54% possiede la licenza media contro il 46% dell’Italia e della Toscana). Il dato mostra però differenze tra i generi, evidenziando che le donne del nostro territorio sono più istruite degli uomini, con uno scarto pari al 5% per le donne contro il12% degli uomini. Le donne pistoiesi si iscrivono di più all’Università (57%) prediligendo facoltà come Medicina ed Economia, in misura minore Matematica e Ingegneria. In relazione alla formazione emerge che le donne, nonostante in possesso di titoli di studio più elevati, si formano più degli uomini (le donne sono circa il 65% dei laureati e anche il 70% fra i “masterizzati”). In relazione al mercato del lavoro, infine, emerge la tendenza all’aumento del divario tra i generi nel tasso di disoccupazione, mentre si rileva una buona ricettività dei servizi per la prima infanzia (32,2%) in relazione alla conciliazione.
L’analisi successiva ha riguardato la selezione dei capitoli più significativi del bilancio consuntivo con le relative voci e l’applicazione degli indicatori di genere in base alla metodologia VISPO-R, elaborata dalla Fondazione Giacomo Brodolini.
Tramite questa classificazione è possibile rilevare quali siano gli effetti della spesa sui destinatari, e, se positivi, individuare in concreto l’effetto della spesa sulle donne.
Un esempio: in relazione alla Formazione Professionale gli indicatori hanno rilevato la presenza di un impatto positivo della spesa sulla struttura dell’occupazione e sullo sviluppo delle attività imprenditoriali per le donne (valore dell’indicatore 1 pari a 3).
L’analisi di genere del bilancio ha evidenziato che la Provincia di Pistoia rappresenta un esempio virtuoso nell’ambito delle politiche di genere, sottolineando al tempo stesso l’importanza di continuare a investire nella definizione di un sistema di raccolta dei dati “disaggregati per genere” e in attività di formazione e di diffusione della cultura del bilancio di genere, ad esempio attraverso le Linee Guida.
Le Linee Guida rappresentano un esito della sperimentazione. Si tratta di un prodotto fortemente voluto dalla Provincia di Pistoia al fine di diffondere la cultura del bilancio di genere presso gli Enti Locali, con la consapevolezza che in molti casi i Comuni rappresentano il primo referente dei cittadini e delle cittadine nell’accesso a beni e servizi pubblici.
Le Linee Guida costituiscono uno strumento agile e pratico per presentare e spiegare quali siano i passi fondamentali per realizzare il Bilancio di Genere secondo la metodologia impiegata nella sperimentazione.
In particolare, le Linee Guida contengono una serie di indicatori a cui far riferimento per un’analisi di contesto in ottica di genere: indicatori relativi all’analisi di contesto sociale, quali ad esempio l’indice di dipendenza o l’indice di vecchiaia, o ancora il tasso migratorio, indici che permettono di capire quali siano i bisogni delle famiglie e conseguentemente la possibilità per le donne di partecipare al mercato del lavoro. Vengono anche forniti esempi di indicatori relativi alla presenza femminile nelle istituzioni, nonché all’analisi di genere del personale di un Ente.
Una specifica sezione è dedicata all’applicazione degli indicatori di genere in base alla metodologia VISPO-R, elaborata dalla Fondazione Giacomo Brodolini, che permette una classificazione delle voci dei capitoli di spesa del bilancio al fine di valutarne l’impatto di genere.
In particolare l’obiettivo VISPO 1 riguarda “donne e benessere”, l’obiettivo VISPO 2 riguarda “donne e mercato del lavoro”, l’obiettivo VISPO 3 riguarda “Donne e conciliazione”, l’obiettivo VISPO 4 riguarda “Donne e spese generali”.
Ricordiamo che VISPO è un acronimo di Valutazione dell’Impatto Strategico delle Pari Opportunità, un concetto elaborato dal Dipartimento per la Pari Opportunità nel corso degli anni ’90 al fine di incorporare la dimensione di genere in tutti le azioni e gli interventi.
Uno specifico capitolo, infine, è dedicato ad un esempio concreto della sperimentazione realizzata nell’Amministrazione Provinciale.
Le appendici finali riportano la normativa di riferimento e un glossario di parole di parità. (22/02/2012, Provincia di Pistoia)

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