Tredici mesi di reclusione a una molestatrice seriale. Per la stessa accusa aveva già patteggiato la pena di un anno

Una passione travolgente, talmente travolgente da “costarle” una condanna a 13 mesi di reclusione e un contestuale ordine di ricovero in una struttura psichiatrica adeguata per altri 6 mesi. Tutto questo per placarla, per metterle un freno.
Così ha deciso ieri mattina il giudice Laura Barresi sul casodi una studentessa universitaria di 22 anni, perdutamente innamorata di un uomo – un musicista affermato -, che non ha mai minimamente ricambiato le sue irrefrenabili attenzioni. Il pm Massimo De Bortoli aveva chiesto la condanna a un anno.
La passione amorosa della protagonista di questa vicenda è stata così travolgente che – dopo aver patteggiato pochi mesi fa per l’accusa di stalking la pena di un anno, promettendo solennemente al giudice che si sarebbe data una calmata -, ha invece continuato la propria azione senza tregua e pace nei confronti dell’uomo. Tanto da spingere il pm Massimo De Bortoli ad aprire un nuovo procedimento al termine del quale il giudice Barresi ha disposto appunto una perizia psichiatrica condizionandola al rito abbreviato. Il consulente tecnico d’ufficio, lo psichiatra Calogero Anzallo, ha rilevato nella sua perizia la parziale incapacità della giovane donna, che si trova dallo scorso gennaio agli arresti domiciliari e, dovrà rimanerci fini al prossimo inverno. Poi, come detto, sarà ricoverata in una struttura adatta a placare la sua travolgente passione. La giovane donna è stata difesa dall’avvocato Giulio Dibacco. Parte civile in rappresentanza della vittima dello stalking, l’avvocato Tiziana Benussi.
Anche questa volta nel poderoso capo d’imputazione figura una lunga serie di episodi di stalking. La ragazza ha seguito in bicicletta il suo bersaglio, spaventando a morte anche la compagna che in quel momento si trovava con lui. Poi se l’è presa con lo scooter Kymco di proprietà dell’uomo, che era parcheggiato all’esterno del locale “Borgo San Quirino”, dove la vittima aveva trascorso la serata. In un’altra occasione, una sera di Ferragosto, la molestatrice seriale ha assistito a un concerto in una piazza dove l’uomo suonava, piazzandosi davanti a lui, a pochi metri. Ne è nato un parapiglia. La ragazza si è poi dileguata prima dell’arrivo dei carabinieri chiamati dall’uomo, per ricomparire però nei pressi della sua abitazione.
Qualche giorno dopo si è piazzata davanti al locale dove sapeva che lui avrebbe suonato con il suo gruppo. Anche in quel caso si è allontanata prima dell’arrivo dei carabinieri per ricomparire un’ora dopo, al termine del concerto. Si è messa al volante della sua auto e lo ha seguito. In un’altra occasione ancora lo ha braccato fino a piazza Unità. Lo ha deliberatamente incrociato passando per cinque volte davanti alla compagna dell’uomo.
Ma la vicenda, iniziata nell’aprile del 2014, ha avuto pure dei picchi più allarmanti. In particolare nel “dossier” figura un vero e proprio assalto alla casa dell’uomo di cui la ventiduenne era perdutamente innamorata. In strada la giovane donna si era messa a urlare come una furia, tanto da costringere chi si trovava all’interno dell’edificio a disattivare l’impianto elettrico. Di fronte a una simile scenata, l’uomo aveva cercato di calmare la giovane donna al citofono. Poi, quando lei lo aveva minacciato e la situazione si era fatta difficile, aveva chiamato i carabinieri. Ma non c’era stato nulla da fare. Qualche ora prima la ragazza lo aveva fotografato piazzandosi, proprio come successo nella scorsa estate, nei primi posti della sala dove l’uomo stava suonando. Sono stati mesi di persecuzione, insomma, a causa della quale lui ha dovuto perfino modificare le abitudini di vita, perché era arrivato a temere per la propria incolumità. In seguito la perizia e il nuovo processo. E ora la condanna. (25 /04/15, Corrado Barbacini)


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