Obbligo di alternanza uomini-donne per le candidature

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 CAMERA OK FINALE A LEGGE SU QUOTE ROSA NEI CONSIGLI REGIONALI

Via libera definitivo della Camera alla legge sull’equilibrio di genere nei Consigli regionali: le nuove norme prevedono l’obbligo dell’alternanza di candidati uomini e donne tra i consiglieri regionali. I voti favorevoli al provvedimento sono stati 334, i contrari 91, 21 gli astenuti.
“La Camera vota la parità di genere nei Consigli regionali dove, troppo spesso, continuano a prevalere logiche volte a tutelare capibastone locali, ovviamente uomini. Alla legge – ha sottolineato la coordinatrice dell’associazione democratica Socialisti&Democratici Claudia Bastianelli – va affiancato anche un cambio di mentalità all’interno dei partiti. Inutile infatti proporre la doppia preferenza se poi in lista si preferisce inserire donne che non danno fastidio a quei capibastone. Il Parlamento italiano sta cambiando passo, il Partito democratico ha dimostrato maturità in merito, ora serve lo stesso coraggio anche nelle realtà regionali. Ci piacerebbe non servissero norme di garanzia, ma finché la battaglia culturale non sarà vinta anche grazie a questa legge almeno avremo una prima significativa rappresentanza di genere nelle assemblee regionali”.
“Ad oggi – ha evidenziato Oreste Pastorelli, deputato del Psi – nessun Consiglio regionale rispecchia la presenza femminile del nostro Parlamento, cioè il 30-31 per cento degli eletti. Sulle candidature, quindi, servono misure più stringenti se si vuole davvero centrare l’obiettivo della parità di genere nelle istituzioni. Con le disposizione messe in campo oggi facciamo qualche passo in avanti: ciò, però, non basta. Infatti – ha osservato – manca la regola della ‘inammissibilità delle liste’ qualora le regole che sovrintendono la composizione delle graduatorie non fossero rispettate. Se ne occuperanno i singoli Consigli regionali, si è detto. Ma la storia recente non induce all’ottimismo. Da sottolineare, poi, che le norme per le elezioni dei Consigli regionali sono caricate di una doppia responsabilità, poiché la riforma costituzionale che sta per completare il suo iter prevede che siano proprio i consiglieri a comporre il Senato. Ciò rende ancora più importante tale provvedimento”.
“La valorizzazione del ruolo delle donne nelle istituzioni, così come nella professione e nella vita delle aziende, è un problema reale per la democrazia. Non riusciamo tuttavia ad appassionarci – ha affermato il deputato di Democrazia Solidale-Centro Democratico Gian Luigi Gigli – al continuo tentativo di realizzarla con meccanismi di legge e con regolamenti. Siamo convinti infatti che ben più utile e necessario sarebbe dare alle donne strumenti per esercitare senza penalizzazioni il loro ruolo di madri insieme a quello professionale e istituzionale. Si tratta cioè di potenziare gli interventi per la conciliazione lavoro-famiglia, una previdenza che tenga conto della maternità, il potenziamento degli asili nido, gli aiuti alle gestanti. Il ddl sulle cosiddette ‘quote rosa’ nelle regioni è tuttavia un provvedimento positivo, anche se non certo risolutivo. E’ comunque un passo in avanti verso una completa parità di genere nelle cariche elettive e dunque per la concreta realizzazione di una democrazia compiuta”. (Roma, 3 feb. 2016)

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