… Ti ricordo che se qualche libertà ci ha fatto uscire dall’oscurantismo medievale è grazie a tanti sacrifici umani che sono costati la vita di tantissime donne e che ogni giorno segnano quella di altrettante… Le donne hanno spalle forti, nervi saldi e cuore robusto. Le donne non hanno paura…

COME DA SOTTO UNA SCHIACCIASASSI…

… E’ la prima volta che scrivo su questo blog, e non conoscevo la storia della Montanelli. E’ proprio vero che quando uno/a osa far valere i propri diritti in questo paese viene messo in un angolo…

… Mi rendete orgogliosa della mia femminilità. Noi non siamo solo massaie rassegnate o veline da portarsi a letto.

… Ma questo successo per Di Pietro avviene però proprio in una fase di polemica interna per via della censura e della deiscriminazioni per Wanda Montanelli, di cui questo blog è una delle poche espressioni di libera comunicazione…

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… avete letto quanta attenzione dai giornali dell’estero? Sono decine e decine di testate, alcune molto importanti. Da noi invece…le donne, sono solo donne… (collegamento nella homepage)

SECOLO D’ITALIA
del 3 luglio 2008 (pag.6) Frecciaa 38 - da: WANDA MONTANELLI BLOG

secolo - da: WANDA MONTANELLI BLOG

SECOLO D’ITALIA
La legione straniera di Antonio Di Pietro

IL COYOTE

Aprile 21, 2008
Wanda Montanelli è al suo quarantesimo giorno di sciopero della fame. La foto che vedete era di prima che iniziasse. Noi che la sosteniamo siamo estremamente preoccupate, cosa che ci ha spinte a scrivere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha prontamente risposto, dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che per fortuna, abbiamo un capo dello Stato molto sensibile alle tematiche della dignità umana e del rispetto delle specificità femminili e delle pari opportunità. Purtroppo non siamo in grado di dire la stessa cosa degli altri politici. E ancora, purtroppo, non siamo in grado di dire altrettanto degli altri giornali italiani. Ho specificato italiani perché quelli stranieri si sono occupati moltissimo della protesta di Wanda. Consultate il suo blog e vi troverete rimandi a giornali da tutto il mondo. Ma ciò che è notizia per gli altri non è notizia per l’Italia. Come mai? Le ipotesi sono molte e nessuna e lusinghiera per lo stato di salute della nostra informazione. Io sono giornalista e ho diretto diverse testate nella mia carriera. Non capisco come mai se Marco Pannella sciopera è – legittimamente – una notizia. Se invece sciopera Wanda non lo è. Non capisco perché l’abito della Carfagna è una notizia e 40 giorni di sciopero della fame non lo sono. Non capisco, ma proprio per questo rivolgo dalle colonne del Coyote una domanda agli altri giornali, radio e tv: ditemi anche un solo motivo, tranne quello che mi viene in mente. Femministi sì, a chiacchiere, o meglio a patto di non disturbare il manovratore.

MONTANELLI A NAPOLITANO, CONTINUO DIGIUNO

(AGI) – Roma, 21 apr. – Grazie Presidente per la sua apertura ma continuo il mio digiuno: tutto il resto e’ chiuso al mio grido di dolore, la mia protesta recepita da Lei, non trova in ambiti istituzionali, politici e mediatici i diritti di cittadinanza. Cosi’ Wanda Montanelli responsabile nazionale della Consulta donne dell’Italia dei Valori (Idv), risponde al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con una garbata, amara lettera in cui lo ringrazia del suo interesse ma evidenzia “l’anomalia di un paese non libero di esprimersi”. Si’, proprio cosi’: “un Paese non libero di esprimersi” dice la Montanelli giunta al 41esimo giorno dello sciopero della fame contro la discriminazione delle donne nella politica. Nella sua lettera al Presidente della Repubblica, la Montanelli spiega di aver sempre apprezzato “l’attenzione” che il Capo dello Stato ha posto al problema di “deficit di democrazia paritaria” che c’e’ in Italia. Cita, quindi, la frase che Napolitano ha pronunciato in occasione della celebrazione della giornata della Donna 2008 quando ricordando l’art.3 della Costituzione disse che non si puo’ privare il nostro paese delle “formidabili risorse femminili” e che l’obiettivo e’ “rimuovere gli ostacoli” che impediscono “il pieno sviluppo della persona umana, senza distinzioni di sesso, di razza”, dei talenti e delle aspirazioni delle donne”. In quell’occasione “Napolitano ha rilevato esservi in gioco questioni di liberta’ e di democrazia – continua la Montanelli – chiamando in causa le donne a lavorare per la causa delle donne”. La Montanelli, dunque, non recede dalla sua battaglia, anzi. “Il Presidente sa bene che il problema esiste in forma seria con alte e durissime pareti di che ci confinano ed emarginano – dice ancora l’esponente Idv – e si puo’ toccare quasi con mano la segregazione femminile anche per come i mezzi di comunicazione di massa stanno trattando il mio caso”. E mette poi l’accento sul rilevante “dato di ineguaglianza” che dimostra che esiste “un vero e proprio apartheid parallelo all’aspra competizione in politica che vede soccombere anche dal punto di vista mediatico, dell’informazione, le donne indipendenti”. L’amara diagnosi della Montanelli continua: “c’e’ qualcosa che impedisce di scrivere, parlare, intervistare liberamente una donna esponente nazionale di un partito, che fa lo sciopero della fame da 40 giorni?”, si chiede la Montanelli che vorrebbe che ci fossero “segnali di cambiamento” nei confronti di una forma di “esistenza sociale e politica” che registra dati di “normalita’”, che non ci discosti troppo dalla “avanzatissima Spagna”, e dagli altri paesi europei. “Sono si’ debole per le mie condizioni fisiche – conclude la Montanelli – e in attenta riflessione sul suo autorevole invito ad interrompere il digiuno, tuttavia l’anomalia di un corpo non alimentato e’ un modo estremo per manifestare liberta’ di dissenso, e misurare contemporaneamente quanto vale un’esponente politica che mettendosi in gioco nel totale delle sue prerogative intellettuali, sociali, culturali, risulta inascoltata dal dibattito politico piu’ generale”.

GRAZIE NAPOLITANO, MA SOLA IN MIA PROTESTA

Roma, 21 APR (Velino) – Giunta al 41esimo giorno di sciopero della fame Wanda Montanelli, responsabile della Consulta Donne Idv e del dipartimento Politiche di Genere, ha risposto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e in una garbata e amareggiata lettera di ringraziamento dichiara di “aver sempre apprezzato l’attenzione che la massima carica dello Stato ha verso il problema del deficit di democrazia paritaria in Italia. Cita, tra tante, la frase di Napolitano pronunciata in occasione della celebrazione della giornata della Donna 2008, quando ha espresso la convinzione che non si puo’ privare il nostro paese delle ‘formidabili risorse femminili’ e che l’obiettivo da perseguire e’ quello di ‘rimuovere gli ostacoli’ che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, senza distinzioni di sesso, e di razza, e quindi dei talenti e delle aspirazioni delle donne, come e’ scritto nell’articolo 3 della Costituzione repubblicana. In quell’occasione Napolitano ha rilevato esservi in gioco questioni di liberta’ e di democrazia chiamando in causa le donne a lavorare per la causa delle donne”.
“Il presidente – continua Montanelli – sa bene che il problema esiste in forma seria con alte e durissime pareti che ci confinano ed emarginano e si puo’ toccare quasi con mano la segregazione femminile anche per come i mezzi di comunicazione di massa stanno trattando il mio caso – che misura oggi – in itinere con un gruppo di studio – l’importante dato di ineguaglianza dimostrando che esiste un vero e proprio apartheid parallelo all’aspra competizione in politica che vede soccombere anche dal punto di vista dell’Informazione le donne indipendenti. C’e’ qualcosa che impedisce di scrivere, parlare, intervistare liberamente una donna esponente nazionale di un partito, che fa lo sciopero della fame da 40 giorni?”. È quanto si chiede Montanelli che vorrebbe che ci fossero “segnali di cambiamento verso una forma di esistenza sociale e politica che registra dati di ‘normalita”, che non ci discosti troppo dalla avanzatissima Spagna, e dagli altri paesi europei”.
“Sono si’ debole per le mie condizioni fisiche e in attenta riflessione sul suo autorevole invito – conclude Montanelli rivolta al capo dello Stato – ad interrompere il digiuno, tuttavia l’anomalia di un corpo non alimentato e’ un modo estremo per manifestare liberta’ di dissenso, e misurare contemporaneamente quanto vale un’esponente politica che mettendosi in gioco nel totale delle sue prerogative intellettuali, sociali, culturali risulta inascoltata dal dibattito politico piu’ generale. La mia protesta recepita da lei, illustre presidente della Repubblica, non trova in altri ambiti istituzionali, politici e mediatici i diritti di cittadinanza”

MESSAGERO VENETO – CRONACA DI PORDENONE
Venerdì 18 aprile 2008
Quote rosa: un fallimento

Tre donne elette nel neo-consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia: il 3 per cento è un dato che significa la caduta verticale delle pari opportunità”. Conti in passivo sul “rosa” sbiadito della politica, quelli che segnala Francesca Costa responsabile di settore di Italia dei Valori, a bilancio dell’election-day. “Nel parlamentino di Trieste rappresenteranno tutte le migliaia di donne elettrici friulane soltanto Alessia Rosolen del Pdl, Annamaria Menosso del Pd e Mara Piccinin della Lega nord”.
“il 40 per cento delle liste dei candidati donna – continua- non basta per dare parità reale alla vita politica. Le donne che ci rappresenteranno a Roma sono pochissime e, in attesa dei dati ufficiali, si leggono due nomi friulani: Maria Antonietta Coscioni e Tamara Blòazina per il Pd”.
L’articolo 51 della Costituzione che prevede pari opportunità uomo-donna nelle cariche elettive, cade nel vuoto. “Un altro fattore è preoccupante – vuole riflettere sui risultati, Costa – : 2 anni fa c’erano sette partiti diversi. Nel 2008 a rappresentarci a Madama e Montecitorio ci saranno esponenti dei tre partiti Pdl, Pd e Lega”.
I confronti all’Europa si fanno. “Sono 9 le ministre e 8 i ministri nel neo-governo di Zapatero in Spagna – indica la Costa-. Berlusconi faccia come il premier spagnolo e porti l’Italia a livello europeo: giro il consiglio di Wanda Montanelli, responsabile nazionale della politica di genere dellìitalia dei valori in sciopero della fame dall’11 marzo e impegnata in una lotta storica sui nostri diritti. È un’emergenza democratica, quella che riguarda le donne e non possiamo continuare a fare gli struzzi. Dobbiamo scommettere sull’uguaglianza, in Friuli e a Pordenone”.
(Chiara Benotti)

ITALIA on line
Di Pietro e i digiuni

“Interrompere quanto prima il digiuno”. E’ la richiesta che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolge, con una lettera, a Wanda Montanelli, leader delle donne dell’Italia dei Valori, arrivata al 37esimo giorno dello sciopero della fame per protestare contro “la scarsità” di opportunità date da Antonio Di Pietro alle donne del partito e per la mancanza di considerazione verso “l’impegno femminile” nella politica e nella società italiane. Napolitano ricorda nella lettera i suoi pronunciamenti sul tema delle pari opportunità con i quali si sottolinea come, tra l’altro, “il punto non sia tanto quello di norme di legge quanto di modifiche nella vita democratica dei partiti che – precisa il Capo dello Stato – esprimono poi le candidature”. Napolitano poi riconosce che “gli esempi positivi” di donne che hanno raggiunto responsabilità, anche di governo, sono “ancora molto limitati”. La Montanelli, che ha ripetutamente rifiutato il ricovero in ospedale consigliatole dai medici che seguono l’evoluzione delle sue condizioni di salute, spiega: “valuterò ora con la massima attenzione e con il rispetto che si deve alla prima carica dello Stato, il parere del Presidente Napolitano”.
Edizione n. 890 del 19/04/2008

CORRIERE DELLA SERA
Napolitano a Montanelli: basta digiuno

È la richiesta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Wanda Montanelli (foto), arrivata al 37esimo giorno di sciopero della fame per protestare contro «la scarsità» di opportunità date da Di Pietro alle donne dell’ Italia dei valori.
Pagina 8
(19 aprile 2008) – Corriere della Sera

LA STAMPA.IT
E ora le donne denunciano
Denunciati Antonio Di Pietro per discriminazione e Giuliano Ferrara per diffamazione

Flavia Amabile
Di Silvio Berlusconi va apprezzata la sincerità. A proposito di Zapatero e delle sue donne-ministro pensa – e dice – ‘è un governo troppo rosa’. Da Madrid gli hanno risposto invitandolo, più o meno diplomaticamente, a farsi i fatti suoi però dal futuro premier italiano nessuno si aspettava qualcosa di diverso tanto è vero che fin dall’inizio della campagna elettorale aveva chiarito: nel suo governo ci saranno quattro donne, non una di più, e per carità non nove come a Madrid!
Di sicuro diventerà ministro Stefania Prestigiacomo, per le altre le trattative sono in corso. An propone Giulia Buongiorno alla Giustizia, Mara Carfagna dovrebbbe andare alle Pari Opportunità, la quarta si vedrà. Insomma se quello di Zapatero è un governo troppo rosa, il suo sarà di un azzurro intenso, con lunghe strisce di verde Lega, qualche tocco di nero An e uno spruzzetto rosa in fondo.
Vediamo il Parlamento, ora. L’Arcidonna ha fatto alcuni calcoli e trovato un lieve miglioramento rispetto alle elezioni di due anni fa. Per il momento si sa che le donne che siederanno nei seggi della Camera sarebbero 133, il 21,1%del totale. Al Senato, invece, le donne elette sarebbero 55, il 17,4% del totale. L’Italia, secondo l’Inter-Parliamentary Union, passerebbe così dal 67° al 50° posto nella classifica mondiale per presenza di donne in parlamento. Nel 2006 le elette erano state 109 alla Camera (il 17,3%) e 45 a Palazzo Madama (il 14%). Andando di questo passo, fra una ventina d’anni si potrebbe arrivare alla soglia minima promessa già da tempo: il 30%.
Se la media è quella che è ,non tutti i partiti sono nelle stesse condizioni. Walter Veltroni non è andato molto lontano dal 33% di donne tra i banchi del Pd annunciato in campagna elettorale. Ha portato 65 donne alla Camera su 217 deputati (il 29,9%) e 36 donne al Senato su 118 senatori (il 30,5%).
Berlusconi, invece, proprio perché sincero quando si tratta di donne, pur tra le tante promesse che ama elargire, su di loro non si è lasciato sfuggire granchè, e ha portato 54 donne alla Camera su 276 deputati (19,5%) e 13 al Senato su 147 senatori (8,8%). Terzo partito in classifica la Lega Nord con un 16,7% di donne, poi l’Italia dei Valori con un 6,6% infine l’Udc con il 5,6%.
Questa è la realtà. C’è chi riesce a conviverci e chi invece ha deciso di passare alle vie penali. Wanda Montanelli è in sciopero della fame da 36 giorni per protestare contro Antonio Di Pietro. Ve ne avevo parlato alcuni giorni fa. Ma ha anche intrapreso una causa civile citandolo in giudizio per discriminazione (art. 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee) e con relativo danno esistenziale, un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 ‘Promozione delle Donne alla politica’ non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro.
La sua è una battaglia che va avanti da due anni ma che ora sta assumendo proporzioni diverse. C’è la denuncia e ci sono altre attività in vista. ‘E’ ora che si prenda coscienza della gravissima anomalia italiana – spiega – Ci si deve render conto, una volta per tutte che in Italia le donne sono tante, competenti e preparatissime: non voglio più sentire questa scusa che viene propinata da anni per giustificare l’arretratezza dell’Italia a fronte delle piu’ progredite democrazie europee’.
Wanda Montanelli ricorre in tribunale e in numerosi tribunali italiani stanno arrivate anche le denunce contro Giuliano Ferrara annunciate un mese fa sulla falsariga della denuncia-pilota presentata a Milano dall’avvocato Sami Behare.
Qualcosa potrebbe cambiare da un punto di vista legale anche nei casi di violenza domestica. Qualcuno ricorderà Barbara Cicioni, incina di otto mesi e mezzo, assassinata in Umbria nella sua camera da letto. Ad essere accusato è il marito, in molti riferiscono di botte, liti. Il processo è iniziato a marzo. Per la prima volta in un’aula di tribunale oltre alle altre accuse si è introdotto il concetto di’femminicidio’ e quindi che la violenza non è un fatto privato ma sociale: la donna viene uccisa in quanto donna, perché non accetta di ricoprire il ruolo che l’uomo o la società vorrebbero impersonasse.
Vignetta ‘Berlusconi e le sue donne in Parlamento’

MONTANELLI A BERLUSCONI, FAI COME ZAPATERO

(AGI) – Roma, 16 apr. – Se il centro-sinistra ha mancato e ancor piu’ clamorosamente l’Idv, di riconoscere la presenza e il ruolo della donna in politica, nonostante l’ammirazione ‘a parole’ per il socialista Jose’ Luis Zapatero, la speranza e’ che qualcosa di ‘rosa’ venga ora da Silvio Berlusconi. “Faccia come Zapatero, segua il suo esempio e porti l’Italia a livello degli altri paesi europei”, dice la leader delle donne dell’Idv, Wanda Montanelli, in sciopero della fame da 36 giorni per protestare contro ‘la discriminazione’ subita da Antonio Di Pietro. “Spiace pero’ sentir dire al presidente Berlusconi che in Italia non e’ possibile applicare, sulle pari opportunita’, il modello Zapatero”, aggiunge la Montanelli il cui sciopero della fame continua ad esser oscurato dai media italiani e seguito da quelli d’oltralpe e d’oltreoceano. La Montanelli ha anche intrapreso una causa civile contro Di Pietro citandolo in giudizio per discriminazione (art. 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee) e con relativo danno esistenziale, un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 “Promozione delle Donne alla politica” non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro. “E’ ora che si prenda coscienza di tale gravissima anomalia italiana – aggiunge la Montanelli – Ci si deve render conto, una volta per tutte che nel in Italia le donne sono tante competenti e preparatissime: non voglio piu’ sentire questa scusa che viene propinata da anni per giustificare l’arretratezza dell’Italia a fronte delle piu’ progredite democrazie europee”. Insomma, “non possiamo continuare a nasconderci dietro a un dito, ignorando che da noi esiste un’emergenza democratica che riguarda tutte le donne, specie quelle non sostenute da lobby di potere, da mariti o amanti, spesso emarginate anche se – osserva la Montanelli – estremamente valide e impegnate”. E soprattutto “non possiamo permetterci il lusso – avverte la Montanelli – di criticare il governo coraggioso e avanzatissimo di Zapatero che in poco tempo ha portato la Spagna avanti a noi: la realta’ come ha sostenuto la segretaria per le relazioni internazionali del Psoe, Elena Valenciano, e’ che in Italia come in Spagna ci sono fin troppe donne preparate, occorre solo credere e scommettere sull’uguaglianza”. Di qui l’invito-speranza, “Berlusconi ci ripensi – conclude la Montanelli – si accorgera’ di quante donne in gamba sono oggi tenute in ombra, confinate nel deserto delle opportunita’: segua pertanto l’esempio di Zapatero”. La Montanelli, infine, ha lanciato un messaggio di emergenza democratica su ‘You Tube’ e domani sara’ ospite dei giornalisti associati della Stampa estera, per parlare, con la ex senatrice Tana De Zulueta, della discriminazione delle donne italiane in politica.

www.ilvelino.it

16 apr (Velino) – “Se il centrosinistra ha mancato e ancor più clamorosamente l’Idv, di riconoscere la presenza e il ruolo della donna in politica, nonostante l’ammirazione ‘a parole’ per il socialista Josè Luis Zapatero, la speranza è che qualcosa di ‘rosa’ venga ora da Silvio Berlusconi”. Lo afferma Wanda Montanelli, leader delle donne dell’Idv. “Faccia come Zapatero, segua il suo esempio e porti l’Italia a livello degli altri paesi europei – aggiunge Montanelli, in sciopero della fame da 36 giorni per protestare contro “la discriminazione” subita da Antonio Di Pietro -. Spiace però sentir dire al presidente Berlusconi che in Italia non è possibile applicare, sulle pari opportunità, il modello Zapatero”. Montanelli ha anche intrapreso una causa civile contro Di Pietro citandolo in giudizio per discriminazione e con relativo danno esistenziale, un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 “Promozione delle donne alla politica” non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro. “È ora che si prenda coscienza di tale gravissima anomalia italiana – aggiunge la Montanelli -. Ci si deve render conto, una volta per tutte che in Italia le donne sono tante, competenti e preparatissime: non voglio più sentire questa scusa che viene propinata da anni per giustificare l’arretratezza dell’Italia a fronte delle più progredite democrazie europee. Insomma, non possiamo continuare a nasconderci dietro a un dito, ignorando che da noi esiste un’emergenza democratica che riguarda tutte le donne, specie quelle non sostenute da lobby di potere, da mariti o amanti, spesso emarginate anche se estremamente valide e impegnate”. E soprattutto “non possiamo permetterci il lusso di criticare il governo coraggioso e avanzatissimo di Zapatero che in poco tempo ha portato la Spagna avanti a noi: la realtà come ha sostenuto la segretaria per le relazioni internazionali del Psoe, Elena Valenciano, è che in Italia come in Spagna ci sono fin troppe donne preparate, occorre solo credere e scommettere sull’uguaglianza. Berlusconi ci ripensi – conclude la Montanelli – si accorgerà di quante donne in gamba sono oggi tenute in ombra, confinate nel deserto delle opportunità: segua pertanto l’esempio di Zapatero”.

SPOPOLA SU MEDIA SPAGNOLI CASO MONTANELLI

(AGI) – Roma, 14 apr. – Cresce in Spagna, su quotidiani, agenzie e siti internet, l’interesse per lo sciopero della fame iniziato l’11 marzo da Wanda Montanelli, responsabile Consulta Donne Idv, contro “la desertificazione delle opportunita’ femminili” e “la discriminazione” delle donne. E se giovedi’ se ne parlera’ anche alla stampa estera, “una donna in sciopero della fame contro il trattamento riservato alle donne dall’Idv – dice la Montanelli – non trova spazio nei mezzi di comunicazione italiani”. ‘Oscurato’ in Italia, dunque, spopola sui media spagnoli il ‘caso’ Wanda Montanelli: dopo la Cnn, Estrella Digital e Diario de Leon che ha titolato ‘El nulo papel de la mujier’ e’ la volta di Europa Press, El Eco Diario; Hispanidad, decano de la prensa digit espanola; El economista; Hispavista Noticias; Periodista Digital; Pagina de Inicio Mexico; Sigio XXI; Terra; Meneame che raccontano la storia della “miembro del pequeno partido Italia de los Valores que desde hace 32 dias esta’ realizando una huelga de hambre para protestar por la falta de oportunidades que tienen las mujeres en el mundo de la politica, pidio’ hoy a los candidatos italianos “aprender” del presidente espanol Jose’ Luis Rodriguez Zapatero, cuyo Gobierno estara’ compuesto por una mayoria femenina”, come ha scritto Europa Press.
(AGI) – Roma, 14 apr. – Europa Press in un servizio dall’Italia ha riportato alcuni passi di una dichiarazione della Montanelli sulla grande novita’ del Governo spagnolo del socialista, Jose’ Luis Zapatero: “imparino i nostri politici dall’avanzatissima Spagna e ad esempio prendino Zapatero che ha avuto il coraggio di comporre – da detto la Montanelli – un governo di 9 donne e 8 uomini dando al gentil sesso ruoli e dicasteri-chiave come il vicepremierato e la Difesa”. In Spagna Zapatero, “presenta un governo fatto a maggioranza di donne, in Italia una donna che da piu’ di un mese in sciopero della fame per protestare contro la discriminazione e il trattamento riservato dall’Idv alle donne e non trova – ha precisato la Montanelli – spazio nei mezzi di comunicazione”. Questa poi la conclusione: “temo che abbia ragione chi dice che noi continuiamo a guardarci i nostri piedi mentre tutto il mondo va avanti, il divario tra noi e gli altri si sta facendo davvero imbarazzante”. E queste affermazioni sono finite sui mass media spagnoli: “Montanelli pidio’ a los politicos de su pais tomar nota de lo que esta’ ocurriendo en la “avanzadisima Espana” cuyo recien investido presidente “ha tenido el coraje de componer un Gobierno de nueve mujeres y ocho hombres dando al gentil sexo papeles y ministerios clave como la vicepresidencia o el Ministerio de Defensa”, srive Europa Press e poi “tengo miedo” continua que “nosotros continuemos mirandonos los pies mientras todo el mundo avanza hacia adelante”. Wanda Montanelli inicio’ su huelga de habre para protestar por la falta de candidatas mujeres en su propio partido y en el mundo politico italiano en general, lo que constituye un ejemplo de la “desertificacion de las oportunidades femeninas”.
“Italia de los Valores es uno de los dos pequenos partidos que se han unido a la lista del principal partido del centro-izquierda el Partido Democratico (PD), que se presentara’ a las elecciones generales de manana – prosegue il servizio di Europa Press – Su lider es Antonio Di Pietro, que suena como posible ministro de Justicia en caso de que el PD gane las elecciones. Antes de dedicarse a la politica, trabajo’ como magistrado y lidero’ la operacion ‘Mani pulite’ (manos limpias), que a principios de los 90 desenmascaro’ – conclude – una escandalosa trama de corrupcion politica”. A fianco della Montanelli, ‘felicissima’ per come i media spagnoli stanno seguendo la sua vicenda, si e’ pero’ schierato un drappello di donne, Daniela Brancati ed-direttore del Tg3 e capolista Ps al Comune di Roma, Anna Rossi e Francesca Costa, docenti universitarie, l’imprenditrice e giornalista Griselda Lagostena Bassi e il presidente dell’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunita’, Aura Nobolo, che ha scritto una lettera-appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perche’ si pronunci sulla questione. “Siamo molto preoccupate per la salute” della Montanelli che non intende interrompere ne’ recedere” si legge nella lettera da da questa protesta. “Nonostante le nostre insistenze – precisano le sostenitrici dell’esponente Idv – la Montanelli ha deciso di proseguire ad oltranza, fino a quando non rilevera’ un segnale che confermi che la sua protesta e’ stata recepita”. La Montanelli ha anche intrapreso una causa civile contro Di Pietro citandolo per il suo caso di discriminazione (art. 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee e delle altre) con relativo danno esistenziale, pari ad un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 “Promozione delle Donne alla politica” e non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro. “Le chiediamo – conclude la lettera a Napolitano – di voler prendere in considerazione le nostre preoccupazioni esprimendo pubblicamente un Suo parere affinche’ cessi questo assordante silenzio e siano restituiti i diritti di cittadinanza politica e la dignita’ a tutte le donne d’Italia”.

DELT@iltuogeneed’informazione
Imbarazzante il divario con la Spagna, politici italiani prendano a modello Zapatero

(Roma) “Mentre in Spagna Zapatero presenta un governo fatto per la maggior parte di donne, in Italia, nello stesso momento, una donna che digiuna da oltre un mese a causa della desertificazione delle opportunità femminili, non trova spazio nei mezzi di comunicazione”. Lo sottolinea Wanda Montanelli, responsabile nazionale del Dipartimento Politiche di Genere e presidente della Consulta Donne dell’Italia dei Valori, da 32 giorni in sciopero della fame per protestare contro la discriminazione e il trattamento riservato da Antonio Di Pietro alle donne del partito.
“Politici italiani – esorta l’esponente Idv – imparate dall’avanzatissima Spagna e prendete ad esempio l’illuminato José Luis Zapatero che ha il coraggio di comporre un governo di 9 donne e 8 uomini, affidando al “gentil sesso” ruoli e dicasteri-chiave, come il vicepremierato e la Difesa.
Temo che abbia ragione Beppe Grillo quando dice che noi continuiamo a guardarci i nostri piedi mentre tutto il mondo va avanti. A questo punto però – è l’amara considerazione finale di Montanelli – il divario tra noi e gli altri inizia a farsi davvero imbarazzante”.
La Spagna, presentando un esecutivo dove le donne sono più numerose degli uomini, e dove alla difesa è stata nominata una futura mamma, si conferma all’avanguardia in tutta Europa. L’anomalia, quella dell’esclusione delle donne da alcuni posti di responsabilità restiamo noi, e chissà se i vari appelli – l’ultimo riguarda un’iniziativa promossa dalla Casa Internazionale delle donne, che in occasione dell’Assemblea del 10 aprile ha invitato ad inviare al Presidente della Repubblica cartoline elettorali, per denunciare come “Con arroganza e unilateralmente siamo state “scippate” nelle ultime due tornate elettorali della possibilità di scegliere una persona da votare”. Da qui l’invito a dare un voto, “mutilato” ma a darlo, chiedendo contemporaneamente al Presidente della Repubblica che impegni tutta la sua autorevolezza affinché la situazione cambi.
Intanto, aspettando i risultati delle elezioni, guardiamo con orgoglio e forse anche con una punta d’invidia al miracolo operato da Zapatero – il secondo – rappresentato dalle donne che ha voluto in squadra e che vogliamo ricordare: oltre alla già citata Ministra della Difesa: Carme Chacon(che va ad aggiungersi allo sparuto gruppo di colleghe che attualmente risultano in Europa a capo della Difesa, Vlasta Parkanova, nella Repubblica Ceca, e Anne-Grethe Strom-Erichsen, in Norvegia, mentre il precedente più noto resta quello della francese Michele Alliot-Marie, dal 2002 al 2007), Ministra delle Infrastrutture: Magdalena Alvarez, Ministra dell’ Educazione e Sport: Mercedes Cabreara, Ministra dell’ Agricoltura e Ambiente: Elena Espinosa, Ministra della Pubblica Amministrazione: Elena Salgano, Ministro della Casa: Beatrix Corredor, Ministra dell’ Innovazione e Scienza: Cristina Garmendia, Ministra dell’Uguaglianza: Bibiana Aido
Oltre alla nomina di Chacòn, barcellonese di 37 anni, – prima donna in Spagna a guidare un ministero “pesante” – laureata in giurisprudenza, ministra della Casa nel primo governo Zapatero, un ruolo assai delicato, per l’aumento dei prezzi che ha reso anche in Spagna l’abitazione uno dei primi problemi dei cittadini e delle cittadine, a Zapatero va tutta la nostra ammirazione per la coraggiosa scelta di aver investito la 31nenne Bibiana Aldo del compito di combattere la discriminazione e la violenza di genere e a promuovere attivamente la presenza femminile nel mondo del lavoro. Come vicepremier rimane la già apprezzata Maria Teresa de la Vega. Un incarico difficile da immaginare nel nostro Paese, che, “in quanto a pari opportunità resta dietro l’Uzbechistan, con le donne – come ricorda anche Montanelli – che non vengono inserite nelle liste e quando succede vengono messe nell’angolo, a forza di mobbing, nell’ambito della sfera politica attiva, ma poi vengono anche OSCURATE se qualcuna di loro OSA fare una qualche INIZIATIVA. nessuno ne parla… ma posti come i blog, youtube, o le nostre menti, non sono governabili”.
Info: http://www.comitatoperwandamontanelli.com/

MONTANELLI, L’ITALIA IMPARI DA ZAPATERO

(AGI) – Roma, 12 apr. – Imparino dall’avanzatissima Spagna e ad esempio prendino Jose’ Luis Zapatero che ha avuto il coraggio di comporre un governo di 9 donne e 8 uomini dando al gentil sesso ruoli e dicasteri-chiave come il vicepremierato e la Difesa. Suona cosi’ l’invito rivolto ai politici italiani a guardare alla Spagna ‘socialista e laica’ di Zapatero da Wanda Montanelli che da 32 giorni digiuna, dice, “a causa della desertificazione delle opportunita’ femminili”. “In Spagna Zapatero presenta un governo fatto a maggioranza di donne – aggiunge la Montanelli – in Italia una donna che da piu’ di un mese in sciopero della fame per protestare contro la discriminazione e il trattamento riservato dall’Idv alle proprie donne, non trova spazio nei mezzi di comunicazione”. Ma la vicenda Montanelli non e’ sfuggita ai media spagnoli che se stanno occupando: dalla Cnn a Estrella Digital a Diario de Leon che titola ‘El nulo papel de la mujer’. A fianco della Montanelli si e’ poi schierato con un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perche’ “cessi questo assordante silenzio e siano restituiti i diritti di cittadinanza politica e la dignita’ a tutte le donne d’Italia”, un drappello di donne, Daniela Brancati, Aura Nobolo, Francesca Costa, Griselda Lagostena Bassi e Anna Rossi. “Temo che abbia ragione chi dice – precisa la Montanelli – che noi continuiamo a guardarci i nostri piedi mentre tutto il mondo va avanti”. E con molta amarezza, conclude: “il divario tra noi e gli altri si sta facendo davvero imbarazzante”.

DONNE SCRIVONO A NAPOLITANO SU DIGIUNO MONTANELLI

(AGI) – Roma, 8 apr. – Nel giorno in cui la responsabile della Consulta Donne dell’Idv, Wanda Montanelli, tocca il record del 2006 di 27 giorni senza alimentarsi, un drappello di donne, da Daniela Brancati, capolista del Ps al Comune di Roma, ad Aura Nobolo, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunita’ (Onepro), a Francesca Costa e Anna Rossi, entrambe docenti della Consulta Donne Idv, chiede l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perche’ “cessi questo assordante silenzio e siano restituiti i diritti di cittadinanza politica e la dignita’ a tutte le donne d’Italia”.
Nella lettera-appello al Presidente della Repubblica si dice “ci rivolgiamo a Lei quale supremo garante della liberta’ democratica di espressione e dei principi costituzionali di uguaglianza e di promozione delle pari opportunita’ tra donne e uomini. Sapendo quanto ad Ella stia a cuore la questione dello squilibrio persistente in Italia a danno delle donne nella rappresentanza politica auspichiamo un Suo pronunciamento su una vicenda da troppo tempo tenuta sottaciuta dalla gran parte dei mezzi di informazione di massa”.
E’ dall’11 marzo che la Montanelli – si legge nella lettera-appello al Presidente della Repubblica – ha cominciato lo sciopero della fame contro “il deserto” delle opportunita’ per l’impegno femminile in politica, chiedendo il riconoscimento dei diritti di cittadinanza femminile in applicazione degli articoli 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee e delle altre tra cui la 157/99 sulla “Promozione delle Donne alla politica”.
“Il blog di Wanda http://www.comitatoperwandamontanelli.com/ e’ attivissimo e riceve quotidianamente centinaia di messaggi di solidarieta’ da parte di uomini e donne che non tollerano oltre questo scarso rispetto per la componente femminile e ritengono sia giunta l’ora di colmare il colpevole ritardo che separa il nostro Paese da tutte le piu’ progredite democrazie del mondo”, recita la lettera-appello. “Lo sciopero della fame di Wanda e’ a favore della presenza femminile in politica e nei gangli vitali delle istituzioni, percio’ – scrive il drappello di donne al Presidente della Repubblica – ha ancora senso adesso, nonostante il tempo per presentare le candidature sia ormai scaduto e una volta di piu’ si e’ constatato, analizzando la composizione delle liste, lo scarsissimo peso che le donne hanno nella politica italiana”.
“La Dottoressa Montanelli ha anche intrapreso una causa civile contro l’On. le ministro Antonio Di Pietro, citandolo, fra l’altro, per il suo caso di discriminazione con relativo danno esistenziale – si legge nella lettera-appello – Ma questo non e’ sufficiente a interessare la stampa, e pochi giornali dedicano attenzione allo sciopero della fame di Montanelli. Un numero di certo assai inferiore a quello che si muove quando un uomo digiuna per protesta”. Cosi’ conclude la lettera-appello a Napolitano. “Siamo molto preoccupate, dopo 24 giorni di digiuno, per la salute della Dottoressa Wanda Montanelli che, ha gia’ confermato, non intende interrompere ne’ recedere da questa sua protesta dignitosa. Nonostante le nostre insistenze, la Montanelli ha deciso di proseguire ad oltranza, fino a quando non rilevera’ un segnale che confermi che la sua protesta e’ stata recepita.
Siamo preoccupate, Signor Presidente, perché la Montanelli, oltre che donna impegnata nel sociale e nella politica, e’ una donna e una mamma energica e vitale che sta rischiando la propria vita. Il disinteresse della maggior parte dei media per la sua lotta, non fa che umiliare ancora di piu’ il suo essere inteso come persona umana”.

MONTANELLI (IDV) AL VENTIQUATTRESIMO GIORNO DIGIUNO

(AGI) – Roma, 4 apr. – E’ arrivata al ventiquattresimo giorno di sciopero della fame per protestare contro Antonio Di Pietro che “ha negato” a lei e ad altre donne dell’Idv “sia l’accesso al Parlamento che la disponibilita’ dei fondi previsti per legge per la promozione della politica al femminile”. Wanda Montanelli e’ dimagrita di otto chili e la sua salute e’ a rischio ma non desite dalla sua protesta. “Continuero’ a digiunare fino a quando le istituzioni non si responsabilizzeranno di fronte al problema dell’inadeguata presenza di donne nei luoghi decisionali”, fa sapere la responsabile della consulta donne dell’Italia dei valori. “Trovo indecente che in Italia la preponderante parte dei mezzi di informazione si ostini a tener sottaciuta la questione femminile come se dovessimo tutti rassegnarci – continua la Montanelli – ad avere una democrazia incompiuta e come se fosse normale che le donne non riescano a emergere”. Ormai, “tranne qualche agenzia di stampa e rare eccezioni di quotidiani, non c’e’ tra i mass media chi abbia il coraggio di dedicare una riga alla mia protesta e di affrontare il problema delle pari opportunita’ – conclude la Montanelli – e’ ora che chi puo’ intervenga, per il bene del Paese e dello stato di salute della nostra democrazia: e’ questo un processo storico che non si puo’ piu’ rimandare”.

IL GIORNALE, n. 77 del 2008-03-30 pagina 10

da Roma
Wanda Montanelli, lei è responsabile della Consulta Donne dell’Italia dei Valori ed è al decimo giorno dello sciopero della fame contro Di Pietro, come sta?
«Ho un po’ di capogiri e sonnolenza, ma continuerò a oltranza, finché Di Pietro non restituisce alle donne i loro diritti. Adesso che parlo mi sento già meglio».
Perché il digiuno?
«Non ho altri mezzi per rendere visibile l’umiliazione a livello politico, umano e sociale mia e delle donne del partito, oltre che di alcuni uomini che per anni si sono rimboccati le maniche per costruire mattone su mattone quella casa comune che è l’Italia dei Valori. Anche se digiunassi per un anno non raggiungerei la stessa umiliazione».
Cosa è successo?
«Noi in questo partito ci abbiamo creduto e ora registriamo con disappunto il fatto che Di Pietro inserisca persone della società civile, esterne al partito, perché le prime persone della società civile siamo noi: facciamo questo lavoro nel partito da molti anni con lo spirito del volontariato, lavorando di notte, le domeniche, le feste comandate».
Cosa risponde a chi potrebbe pensare che la sua sia un’iniziativa personale contro Di Pietro?
«Io sto facendo questo sciopero perché in questo partito manca la democraticità e contro la discriminazione delle donne. Ho iniziato il digiuno dopo la pubblicazione delle liste dei candidati proprio perché la mia iniziativa non fosse strumentalizzata».
Di Pietro cioè sta candidando soltanto uomini?
«Ha candidato un numero esiguo di donne, ma sono in condizione di non eleggibilità nelle liste, una presa in giro. Di Pietro non ha ascoltato le proposte delle donne per seguire la logica delle candidature della società civile. I candidati mi sembrano gli iscritti ad un club del golf per soli uomini».
Lei digiunò anche due anni fa per lo stesso motivo, allora Di Pietro intervenne. Ora l’ha chiamata?
«No, non mi ha chiamata questa volta. Di Pietro mi ha deluso per questo atto discriminatorio nei confronti delle donne, mi ha fortemente deluso, e non solo me, ma tante donne del partito».
Quante candidate volevate?
«Avevo chiesto di mettere in lista sette magnifiche donne, con passione, cultura, talento politico. Niente, zero. Come si fa a sopportare un’umiliazione di questo tipo? La risposta in pratica è stata: state zitte, arrangiatevi».
Lei parla di discriminazione delle donne nell’Italia dei Valori in generale, non solo per le liste, perché?
«Quando ci sono le assemblee nazionali del partito noi donne non abbiamo diritto di parola. Io credo ancora nell’Italia dei Valori perché è fatta di tante persone, uomini e donne perbene, ma questo si scontra con logiche verticistiche e maschiliste».
C’è chi vuole scioperare con lei per solidarietà?
«Ho avuto molte offerte da persone del partito. Molte sono mamme di famiglia. Io ho detto no. Basta che io accetti e loro sono pronte a farlo. Mi hanno chiamata molte donne del centrosinistra e anche del centrodestra».
Però c’è una donna candidata nell’Italia dei Valori, già deputata: Silvana Mura.
«Non dimentichiamo che è la tesoriera del partito, ha un ruolo di grande responsabilità. Ed è una sola».
È vero che ha recentemente citato in giudizio Di Pietro?
«Sì, una causa civile, contro la sua gestione discriminatoria nei confronti delle donne e mia, per il mio ruolo, ma anche per l’umiliazione inflittami come persona».
Perché dal 2006 ha continuato a credere in Di Pietro?
«Perché credo sempre in un ravvedimento. Ho scritto istanze a Di Pietro, ho chiesto di mediare. Ho parlato con Leoluca Orlando».
Proseguirà con lo sciopero della fame anche a Pasqua?
«Sì, non gliela do vinta a Di Pietro e alle persone che mal lo consigliano, porterò ancora avanti a lungo questa battaglia».

WANDA MONTANELLI, SCIOPERO FAME PER PIU’DONNE IN POLITICA

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Wanda Montanelli, presidente della Consulta Donne dell’Italia dei Valori, e’ alla seconda settimana di sciopero della fame per protestare contro un partito che ”discrimina la componente femminile”. L’esponente dell’Idv, infatti, ha aperto con il suo leader Antonio Di Pietro un contenzioso legale per denunciare una gestione del partito che non tiene conto delle pari opportunita’. ”Occorre una presa di coscienza collettiva da parte di tutte le istituzioni italiane, e a maggior ragione da parte di Antonio Di Pietro, sul problema della scarsa rappresentativita’ femminile in quasi tutti i luoghi decisionali” dichiara l’esponente dipietrista. ”Una presa di coscienza – aggiunge – che ancora non vi e’ stata, malgrado l’importante e innegabile passo in avanti fatto recentemente con l’elezione di Emma Marcegaglia al vertice di Confindustria. Dobbiamo cambiare modo di pensare e smetterla di assumere sulla questione un unico punto di vista, magari ripetendo a pappagallo frasi come: ‘Anche voi donne, pero’, datevi da fare’. Non c’e’ nulla di piu’ falso e irritante. Le donne si danno da fare. Si impegnano come e piu’ degli uomini, con competenza e intelligenza in politica come nella societa’, ma senza mai o quasi mai venir premiate. Io sono la prova provata di questo stato di cose. Ma non solo io. Il blog visitatissimo mi sostiene e presenta una realta’ Idv altrimenti invisibile”. ”E il prossimo sabato 29 marzo – annuncia Wanda Montanelli – in una conferenza stampa che avra’ luogo alle ore 11.30 presso la Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara a Roma spieghero’ i motivi che mi hanno indotto a portare il mio caso di discriminazione nelle aule del Tribunale civile di Milano”.

WANDA MONTANELLI, DI PIETRO MASCHILISTA PRONTA DENUNCIA

(AGI) – Roma, 22 mar. – E’ all’undicesimo giorno dello sciopero della fame, fortemente provata e sofferente ma fermamente decisa a vedere riconosciuto dalla giustizia il suo ‘esser donna’ messo in discussione dalla gestione di Antonio Di Pietro che non esita a definire ‘maschilista’. Cosi’ Wanda Montanelli, responsabile del dipartimento Pari Opportunita’ dell’Idv, parla della sua lotta contro “lo scarso rispetto” della componente femminile ed annuncia di aver portato il suo caso di discriminazione, con relativo danno esistenziale, nelle aule del Tribunale civile: e il 29 prossimo i suoi legali spiegheranno in una conferenza stampa l’esposto presentato. “Andar via dall’Idv dopo dieci anni di impegno e lavoro? Non ci penso neanche – spiega la Montanelli – voglio che cambino le cose nel partito e per questo mi sono rivolta al giudice: il mio digiuno e’ una protesta civile, non violenta contro la gestione maschilista di Di Pietro dell’Idv”. Gia’ nel 2006 la Montanelli fece il primo sciopero della fame e per quell’iniziativa ebbe da Di Pietro “un cesto di fiori e la promessa che ci sarebbe stata in futuro piu’ attenzione per le donne: le stesse cose poi me le disse Prodi”. Passano due anni e come ricompaiono le candidature, quindi le liste per Camera e Senato “ecco che le donne spariscono di nuovo: non si tratta di quote rosa ma di riconoscimento di un impegno e di un lavoro, riconoscere che anche le donne possono stare nella politica e possono esser candidate – aggiunge la Montanelli – Le donne sono persone umane”. E sul blog della Montanelli arrivano attestati di simpatia e solidarieta’ di tante donne e anche uomini dell’Idv. “Si’, e’ un fatto che mi fa piacere”, conclude la Montanelli. Ma attestati di solidarieta’ le arrivano anche da altri partiti. “Potra’ contare sulla mia piena solidarieta’ politica ed umana”, precisa Daniela Brancati, capolista nella lista socialista per Grillini sindaco. “Sono costernata nel prender atto che i media – aggiunge la Brancati – stiano ignorando la protesta, che rappresenta invece il malessere di tutta la categoria femminile. Insieme, nonostante le differenze che ci dividono politicamente, e nonostante che la lista del Ps alle comunali veda una massiccia presenza di donne, a partire da me che sono capolista, organizzeremo dibattiti ed incontri perche’ l’Italia non rimanga come al solito fanalino di coda sulla scena internazionale – conclude la Brancati – rispetto alla partecipazione delle donne nei partiti”.

WANDA MONTANELLI, SCIOPERO FAME ANCHE A PASQUA

(ANSA) ROMA, 21 MAR – Continua anche a Pasqua il digiuno di Wanda Montanelli, la responsabile nazionale del Dipartimento Politiche di Genere e della Consulta Donne dell’Italia dei Valori che protesta per il trattamento riservato da Antonio Di Pietro alle donne del partito. ”Nonostante la pesante censura di parte dei mass media – dichiara l’esponente dipietrista giunta oggi al decimo giorno di sciopero della fame – la mia battaglia non violenta per aumentareù i livelli di democraticita’ dell’Italia dei Valori proseguira’ anche nelle festivita’ pasquali. E’ per me un durissimo sacrificio ma lo continuero’ nello spirito di chi sa che e’ un atto quasi dovuto se si vuole che in questo paese qualcosa davvero cambi”.

WANDA MONTANELLI CONTINUA DIGIUNO PER DONNE IN LISTA

(ANSA) – ROMA, 17 MAR – Wanda Montanelli, responsabile nazionale del Dipartimento Politiche di Genere dell’Italia dei Valori e’ arrivata al 6/o giorno di sciopero della fame per protestare contro la scarsa attenzione riservata alla componente femminile e contro le candidature ”imposte dall’alto dal leader del partito, Antonio Di Pietro”. ”Sono anni – aggiunge Montanelli – che noi dipietriste e dipietristi ci battiamo per far crescere nella considerazione popolare il partito, raccogliendo firme per referendum, partecipando a tavoli programmatici, organizzando convegni e promovendo iniziative. Anni di sacrifici per costruire la comune ‘casa’ dell’Italia dei Valori per poi dover prendere atto che tutto e’ risultato vano e non ci viene riconosciuta cittadinanza politica. Vorrei chiedere al presidente Di Pietro se ha informato i neodeputati e senatori Idv del fatto che si stanno accomodando in una casa costruita da altri?”. ”Ecco, sappiate che in Idv la mancata candidatura di noi interni, a vantaggio di personalita’ senz’altro rispettabilissime ma totalmente estranee al nostro percorso politico, viene vissuta come la classica goccia che fa traboccare il vaso”, conclude.

WANDA MONTANELLI IN SCIOPERO FAME, E’ CLUB DI SOLI UOMINI

(ANSA) – ROMA, 13 MAR – ”Il mio digiuno e’ una protesta civile e non violenta contro la concezione di Di Pietro di un’ Italia dei Valori somigliante sempre piu’ a un Club del Glf piuttosto che a un partito”. Lo afferma Wanda Montanelli, responsabile del dipartimento pari opportunita’ dell’Idv, che oggi si trova al secondo giorno di sciopero della fame contro lo ”scarso rispetto della componente femminile interna e le modalita’ di definizione delle liste di candidature”. Per Montanelli, ”i nuovi parlamentari dell’Idv formalmente in carica soltanto dal 13 aprile ma de facto nominati lunedi’ scorso, sembrano gli iscritti ad un club per soli uomini. Sono stati presentati al presidente, hanno fornito le loro credenziali di appartenenti all’alta societa’ e sono stati insindacabilmente selezionati per l’inserimento in Parlamento. Insomma mi pare sia stata seguita l’intera procedura per l’affiliazione a un club del Golf, nel solco della migliore tradizione ottocentesca. Le donne, ma anche gli uomini, che negli ultimi dieci anni si sono spesi per costruire il partito sono invece stati gettati via come scarpe vecchie. Ecco perche’ il sacrificio dello sciopero della fame e’ l’unica via rimasta per sensibilizzare le coscienze verso un problema la cui soluzione non e’ piu’ procrastinabile”.

WANDA MONTANELLI (IDV): PARI OPPORTUNITÀ, DIGIUNO ANCORA

(DIRE) Roma, 12 mar. – Wanda Montanelli torna a fare lo sciopero della fame. A distanza di due anni dall’ultima protesta, la leader delle donne dell’Italia dei Valori intraprende un nuovo digiuno “per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema delle pari opportunita’”. E spiega: “Ho atteso la pubblicazione delle liste dei candidati per fugare ogni possibile dubbio sulle finalita’ dell’iniziativa che, evidentemente, non possono essere strumentali all’ottenimento di un seggio parlamentare”. Per la dipietrista “in Italia continua a esistere un problema grave e insoluto di diritti di cittadinanza politica e di leggi costituzionali disattese”. Montanelli parla di “protesta pacifica ma anche alta e forte” e dice che e’ “difficile comprendere, fatta eccezione per pochi casi, quali grandi meriti sociali, umani e politici abbiano evidenziato i neoparlamentari ieri nominati”. L’Italia, conclude “e’ ancora mortificata al 68° posto, a distanza siderale dai ‘soliti’ Paesi scandinavi. Al 67° si collocano, ex-aequo, Uzbekistan e Tagikistan”.

WANDA MONTANELLI: ITALIA ANCORA IN DEFICIT DI DEMOCRAZIA,
RICOMINCIO LO SCIOPERO DELLA FAME

Roma, 12 mar – Wanda Montanelli torna a fare lo sciopero della fame. A distanza di due anni dall’ultima clamorosa protesta, la leader delle donne dell’Italia dei Valori intraprende un nuovo digiuno “per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema delle pari opportunità”.
“Ho atteso la pubblicazione delle liste dei candidati e inizio lo sciopero oggi – fa sapere l’esponente dipietrista – per fugare ogni possibile dubbio sulle finalità dell’iniziativa che, evidentemente, non possono essere strumentali all’ottenimento di un seggio parlamentare. In Italia continua a esistere un problema grave e insoluto di diritti di cittadinanza politica e di leggi costituzionali disattese, e l’Idv ha dimostrato ancora una volta di non considerare le eccellenti donne impegnate nella politica di partito degne di rispetto e considerazione. Le offerte in lista sono misere e senza possibilità di sbocco. Avevo chiesto che almeno sette donne fossero in testa di lista. Questo non è avvenuto, e registro l’ennesimo rifiuto di accettare legittime istanze sul diritto di tribuna.
Ricomincio questo mio sacrificio per difendere un’idea di uguaglianza e giustizia. Decisa a lottare fino in fondo perché non finisca come la prima volta, con un mazzo di fiori e una lettera piena di promesse non mantenute”. “La mia – aggiunge Montanelli – è una protesta pacifica ma anche alta e forte, per aprire le coscienze sul problema dei parlamentari ‘nominati’ dalle segreterie politiche, alla stessa stregua dei membri di un qualsiasi governo. Occorre riflettere su cosa è diventata oggi la competizione elettorale e sulla perdita dei valori e del senso logico e morale di investire sull’impegno e lavoro di persone serie dotate di talento politico, preferendo, per ragioni che non sto qui a indagare, realizzare un parlamento di ‘miracolati’ dell’ultima ora.
Francamente – continua Montanelli – mi risulta difficile comprendere, fatta eccezione per pochi casi, quali grandi meriti sociali, umani e politici abbiano evidenziato i neoparlamentari ieri nominati, tali da far ritenere indispensabile la loro presenza in ruoli decisionali per la vita di tutti.
La verità è che l’Italia continua a pagare un deficit democratico che la discosta da tutti i più progrediti Paesi del mondo. E purtroppo non è un’opinione di Wanda Montanelli: appena otto giorni fa sono stati resi noti i dati internazionali dell’Unione Interparlamentare (Uip) sulle presenze femminili nei parlamenti di tutti gli stati. L’Italia è ancora mortificata al 68° posto, a distanza siderale dai ‘soliti’ Paesi scandinavi. Al 67° si collocano, ex-aequo, Uzbekistan e Tagikistan”.

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