Dopo la responsabile agli Esteri Margot Wallström parla Asa Regnér, che guida le Pari opportunità. Entrambe non hanno voluto però dare indicazioni sull’identitià dei colleghi

Margot Wallstrom (ap)
di Andrea Tarquini
LA PRIMA a denunciare il caso è stata la settimana scorsa la ministra degli Esteri, Margot Wallström, unendosi all’iniziativa internazionale #metoo. Ieri ha fatto sentire la sua voce la titolare del dicastero delle Pari opportunità, Asa Regnér. Entrambe politiche svedesi socialdemocratiche di alto rango, entrambe palpeggiate e pesantemente molestate da colleghi di pari alto rango di altri Paesi membri dell’Unione europea in occasione o a margine di vertici Ue.
Né Margot Wallström né Asa Regnér fanno nomi. Anzi, non dicono nemmeno di quali Paesi siano originari i molestatori. Ma lo scandalo esplode, e diffonde imbarazzo e sospetti in tutta la Ue. Tanto che il Parlamento europeo discuterà e voterà domani una risoluzione sugli abusi sessuali nelle istituzioni comunitarie. «Ci sono relazioni di molestie anche all’interno del Parlamento Ue – ha denunciato la capogruppo dei Verdi, Ska Keller – ma non basta parlarne, dobbiamo mettere per iscritto cosa vogliamo fare come Ue». Anche la Commissione si muoverà. (24 ottobre 2017)
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