(ANSA) – ROMA, 19 nov – In Italia e’ condotto da donne un agriturismo su tre (33%), ma la percentuale sale al 42% nelle regioni del sud, scende al 39% nel centro Italia, al 3% nelle isole e tocca nel nord appena il 26%. Qui, il livello piu’ basso di guida femminile si incontra nel Trentino Alto Adige, con solo il 13%. E’ quanto emerge da una indagine della Coldiretti sulla base di dati Istat presentata in occasione della quarta edizione di Agrietour, in programma fino al 20 novembre ad Arezzo. Si tratta di una analisi che – precisa l’organizzazione agricola in una nota – se da un lato conferma l’elevato grado di presenza femminile nelle attivita’ agricole piu’ innovative come l’agriturismo, dall’altro sfata il luogo comune del maschilismo meridionale, come dimostra il fatto che si tocca il livello piu’ basso di donne alla guida di agriturismi nel Trentino Alto Adige con solo il 13%. ”In realta’ – rileva la Coldiretti – il contributo femminile e’ sempre determinante, va ben oltre a quello indicato dalla semplice intestazione dell’attivita’ ed ha accompagnato il forte processo di diversificazione degli agriturismi che hanno, in molti casi, allargato il proprio campo di attivita’ rispetto alla tradizionale offerta di alloggio e ristorazione”. Se, su un totale di oltre 13 mila aziende, sono quasi 11 mila quelle autorizzate per l’alloggio e 6.200 quelle per la ristorazione, ci sono -spiega la Coldiretti- circa 2.500 aziende che offrono degustazioni guidate e oltre 7.400 dove e’ possibile fare attivita’ diverse: dall’equitazione all’escursionismo, dalle osservazioni naturalistiche al trekking, dalla montain bike ai corsi di formazione. Le piu’ gettonate sono le attivita’ sportive, presenti in quasi 3.000 agriturismi, con la montain bike (2.101) che prevale sull’equitazione (1.364). Complessivamente, l’agriturismo italiano – riferisce la Coldiretti – puo’ contare su 13.000 aziende agrituristiche nazionali e per il 2005 si stima un fatturato complessivo attorno a 800 milioni di euro con circa 3 milioni di ospiti dei quali 600.000 stranieri. ”Di fronte ai primi segnali di stagnazione nelle presenze e alla crescita di ben il 34% del numero di agriturismi negli ultimi sei anni, l’obiettivo – precisa l’organizzazione agricola – deve essere quello di promuovere la vacanza in campagna. E, per rilanciare l’agriturismo, occorre approvare entro la fine della legislatura la legge quadro gia’ passata alla Camera per introdurre regole chiare a garanzia della qualita’ e dell’autenticita’ dell’offerta. Ma anche – continua la Coldiretti – tutelare gli imprenditori agricoli che intendono intraprendere una attivita’ che ha saputo attrarre molti giovani”.

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