ete2 - ETERNIT, PROCURA CONTESTA OMICIDIO VOLONTARIO

20/11/2014
La procura di Torino ha chiuso le indagini dell’inchiesta ‘Eternit bis’, che riguarda 256 morti avvenute a Casale Monferrato e Cavagnolo, dove si trovavano alcuni stabilimenti della multinazionale dell’amianto. Il provvedimento di 415 bis aggiorna la chiusura indagini già fatta dai pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace alcuni mesi fa. Il reato contestato a Stephan Schmidheiny nell’inchiesta Eternit bis, è di omicidio volontario continuato aggravato. Il giorno dopo la sentenza sul processo Eternit, che ha suscitato numerose polemiche e ha fatto scoppiare il caso ‘prescrizione’, oggi la Suprema Corte ha precisato in una nota che al centro della decisione c’era il disastro ambientale e non i morti.
“Oggetto del giudizio – si legge nella nota di piazza Cavour – era esclusivamente l’esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte, che ha dovuto però prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato, essendosi l’evento consumato con la chiusura degli stabilimenti Eternit, avvenuta nel 1986, data dalla quale è iniziato a decorrere il termine di prescrizione”. La Cassazione ha sottolineato dunque che “non erano oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata”.
Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti esprime, su Twitter, “profonda tristezza per sentenza #Eternit”. “Un abbraccio alle comunità e ai sindaci, con cui continueremo a lavorare per bonifica da amianto”, scrive.
Don Maurizio Patriciello, il parroco simbolo della Terra dei fuochi, all’indomani della sentenza della Cassazione che ha messo la parola fine al maxi processo di Eternit pronunciando una sentenza di prescrizione, prova dolore e rabbia. Prescrizione, “orribile parola”, “salvacondotto che mette al sicuro chi commette crimini – ha detto – Che vergogna! E che annunci patetici dalla politica!”. “Appena ho appreso della decisione della Cassazione – afferma all’Adnkronos – ho detto: ‘Signore, pietà’. E’ una cosa terribile questa sentenza, dà un senso di sofferenza immensa”.
Oggi il mondo della politica, con il premier in testa, chiede di cambiare le norme sulla prescrizione. “Sono annunci patetici – commenta don Patriciello -. Abbiamo intere campagne di amianto sbriciolato e nessuno fa niente. Mi chiedo: ma come fanno questi reati a cadere in prescrizione? Che cosa è la prescrizione se non un modo per mettere al sicuro chi commette crimini. Loro tutelati dallo Stato, mai le vittime. L’imputato ha diritto a tutte le garanzie, e ai famigliari delle vittime chi fornisce garanzie? Domande che rimarranno senza risposta”.
Il sacerdote della Terra dei fuochi racconta quello che i cittadini campani vivono nel quotidiano: “Respiriamo ogni giorno sostanze nocive interrate dalla camorra. In pochi mesi ho perso di cancro due familiari. E’ uno stillicidio, ma lo Stato dove sta? Prevale un senso di sofferenza immensa”

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