07/08/09 da DGMag.it
Secondo uno studio reso noto da Economist e Nature, quando un Paese raggiunge livelli di sviluppo elevati la natalità riprende a crescere.
Nella ricerca, condotta da Francesco Billari dell’università Bocconi e da Hans Peter Kohler e Mikko Myrskyla della University of Pennsylvania, emerge come alcuni Paesi sviluppati abbiano già da anni invertito la tendenza alla riduzione della popolazione.
Per 107 paesi i demografi hanno messo in relazione il tasso di fertilità con l’indice di sviluppo umano, un indicatore utilizzato dall’Onu che tiene conto della speranza media di vita, del reddito medio e del livello di istruzione.
Secondo gli studiosi quando l’indice di sviluppo umano supera lo 0,86, il tasso di fertilità ricomincia a prendere quota; e in alcuni paesi con un alto indice di sviluppo (intorno allo 0,95), come Stati Uniti, Francia e Islanda, questo tasso si sta avvicinando all’obiettivo dei due figli per donna e alla sostenibilità demografica.
Con un tasso di 1,35 figli per donna, l’Italia è al ventinovesimo posto nella classifica dei figli per donna.

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