Il provvedimento passa con 143 sì. Lega, Sel e M5S non hanno partecipato al voto.

L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva con 143 sì e tre no il decreto legge con le misure per la sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, la protezione civile e il commissariamento delle Province. Lega Sel e M5S non hanno partecipato al voto. L’astensione al Senato avrebbe avuto il valore di voto negativo. Il provvedimento, già approvato dalla Camera dei deputati, diventa così legge. E sulla questione non è mancato il commento del premier Enrico Letta che così ha commentato:«Il Senato ha convertito in legge il decreto del governo sul femminicidio dopo un intenso e positivo lavoro. È un giorno davvero importante!».
COSA CAMBIA – L’approvazione del decreto ha rischiato di saltare per i numerosi emendamenti presentati, tra cui quello sul braccialetto anti stalking. E non solo. Molte, nei mesi scorsi, sono state le polemiche sull’impronta punitiva del decreto che non prevede lo stanziamento di fondi per la prevenzione e per il potenziamento dei centri antiviolenza. Poi, dubbi sono stati sollevati anche sull’irrevocabilità della querela. Una volta che è stata presentata querela infatti questa non può più essere ritirata in modo da sottrarre la vittima al rischio di nuove intimidazioni allo scopo di farla desistere. Altra novità è l’arresto in flagranza obbligatorio in caso di maltrattamenti su famigliari e e conviventi.


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