Nel 1997, in ottobre, accompagnata da Donina Lombardi, la figlia del compianto Johnny, dalla mia famiglia, da un gruppo di amici e dai cameramen della Chin Radio Tv International, ho incontrato la Signora Barbara Hall, allora sindaco di Toronto, nella cornice ultra-moderna del Palazzo Municipale. Donina, che faceva gli onori di casa, mi ha presentato al sindaco come autrice del volume “Veronica Gambara”. Il sindaco -una bella signora canadese dal fisico giunonico e dal portamento fiero ma non altezzoso- mi ha posto garbate ma precise domande sulla metodologia da me utilizzata per comporre l’opera; si è soffermata molto compiaciuta sul ruolo egemonico e prestigioso svolto da Veronica Gambara nella cornice cinquecentesca della piccola contea di Correggio, nonché sulle belle immagini di un volume dedicato ad Antonio Allegri, il pittore correggese che Veronica Gambara protesse. La signora Hall non fingeva interesse di circostanza. Si rammaricava soltanto del fatto che non esistesse la versione inglese del mio lavoro. Il libro è presente nelle biblioteche di Yale e di Harvard ed è stato fatto oggetto di commenti da parte di studiosi/e seri/e. Anche in Italia “Veronica” è circolata in ambienti politici, ma nessuno si è azzardato ad esprimere le sue impressioni, ne’, tantomeno, a porre domande, tranne che per meravigliarsi del fatto che una “studiosa” vivesse in campagna o, peggio ancora, per sottolineare con ironia disarmante il fatto che trovassi “chi” era disposto a pubblicare le mie ricerche. Evidentemente le persone si occupavano di cose meno frivole.
Antonia Chimenti

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