ginocchio di cristiana bullita - Ginocchio di Cristiana Bullita, Fefè Editore, 2024

Come scrive Calvino nella presentazione del suo Palomar, «uno non può parlare del proprio libro, che non dovrebbe richiedere altre parole da parte dell’autore». Così non parlerò di Ginocchio, uscito ad aprile presso Fefè Editore, all’interno della collezione Oggetti del Desiderio, curata da Lucio Saviani. Mi limito a riportare qui la quarta di copertina: «Il ginocchio ha una funzione ornamentale trascurata o sottaciuta. Eppure il ginocchio è bello! Francis Ponge scopre ne I piaceri della porta la bellezza di trovarsi in un mondo pieno di porte da aprire e da chiudere, così in questo volumetto Cristiana Bullita ci rivela la bellezza di trovarci in un mondo pieno di ginocchia che si flettono e si distendono, che ammiccano, si negano, lusingano, si offrono. Dalle ginocchia degli eroi greci a quelle di re e papi medievali, da Omero a Dante, da Neruda a Claudio Baglioni e Rita Pavone, da Sean Connery a Mary Quant, da Michelangelo a Kundera e Rohmer fino al Black Lives Matter, il panorama delle ginocchia contenuto in questo libro è infinito, multiforme, a volte esilarante, a volte eccitante, a volte inquietante».

Sulla serie filo-filosofica Oggetti del Desiderio, contenuta nella collana Superfluo Indispensabile e dedicata alle narrazioni dei luoghi del corpo, vorrei però spendere qualche parola. Il curatore, Lucio Saviani, è uno degli esponenti di maggior rilievo dell’ermeneutica in Italia e saggista raffinato. Professore nei licei e nelle università, valente conferenziere, è autore di testi pubblicati e tradotti in diverse lingue. Oltre ad aver nutrito e arricchito il discorso filosofico collaborando con personalità di spicco come Aldo Masullo e Massimo Cacciari, ha ripetutamente e felicemente varcato la soglia di ambienti culturali estrinseci alla filosofia ma contigui, e ha contribuito ad animarli e a innestarli con idee sempre originali e feconde attraverso rapporti di collaborazione con poeti (Pasquale Panella, Flavio Ermini e altri), artisti visivi, musicisti, attori e registi teatrali (Gianfranco Baruchello, Studio Azzurro, Osvaldo Coluccino, Cosimo Cinieri e altri). Gli Oggetti del Desiderio presenti nella collana sono – fino ad oggi e oltre a Ginocchio –, in rigoroso ordine alfabetico: Bocca, «l’organo più familiare, necessario, enigmatico e performativo del nostro corpo» (Aldo Meccariello); Cuore, «storia, metafore, immagini e palpiti» (Claudia Pancino); Faccia, «l’elemento distintivo di un individuo nell’ambito dei rapporti sociali» (Antonio Marturano); Lingua, «estetica della soglia» (Valeria Cantoni Mamiani); Lui, «Secondo te perché per dire che una cosa è brutta si dice che è una cazzata mentre per dire che una cosa è bella si dice che è una figata?» (Raffaele Mantegazza); Mani, «la più antica delle invenzioni» (Lucio Saviani); Naso, «Questo Naso è solo un titolo, è solo un naso. Si potrebbe dire che è il Naso in persona» (Pasquale Panella); Occhio, «storie di sguardi e di visioni» (Gino Ventriglia); Orecchio, «E poi esiste il terzo orecchio, quello che serve ad ascoltare il silenzio…» (Gigi Spina); Palpebre, «confine mobile tra visibile e invisibile» (Domenico Massaro); Peli, «Il pelo è misura di tutte le cose, straordinaria figura dialettica se messa in relazione con il suo contendente, il contropelo» (Francesco Forlani); Piedi, «Caro feticista, non pensare di essere il solo. E non pensare di essere solo. Anche io guardo sempre i piedi delle persone» (Laura De Luca). Insomma, da un editore coraggioso una piccola e deliziosa rassegna di pezzi di noi indagati dal pensiero speculativo, che allegramente si lascia scivolare con indispensabile ironia sul piano squisitamente fenomenico della viva e palpitante condizione umana. Buona lettura!

Cristiana Bullita

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