Sergio Romano ha commentato su “Panorama” un’esternazione preoccupata di Romano Prodi in merito agli episodi di criminalità giovanile che stanno dilagando nelle periferie delle città di tutto il mondo. Anche a Toronto non si scherza!
Il giornalista ha inflitto una punizione al “professore”, invitandolo ad andare dietro la lavagna e si è premurato di rilevare che ci sono gradazioni nella gravità di certe situazioni, all’apice delle quali ci sarebbe il Bronx, il quartiere di New York, tristemente famoso.
A me pare, invece, che la preoccupazione di Romano Prodi non sia infondata, ma sostanziata da fatti che si ripetono con troppa frequenza ovunque sotto lo sguardo indifferente dei più, finché non ci scappa il morto. Il cittadino è indifeso contro ogni tipo di violenza e, normalmente, dopo le indagini di prammatica, le cose ritornano come prima.
Si sorride di fronte alle “bravate” di nullafacenti che per gioco simulano guerriglie con pistole giocattolo e li si onora con la notorieta’ delle cronache locali.
Ci si limita a rassegnate alzate di spalla quando la privacy di oneste famiglie è violata da scorrerie di “bande”, alla ricerca di tesori nascosti.
Si assiste a continui episodi di sequestri di persona e,forse, sotto sotto si gode se a farne le spese sono individui che con operosita’ sono pervenuti a condizioni economiche decorose per se’ e per le loro famiglie. Forse si sottintende che si puo’ comprare tutto e che si deve “pagare” anche per l’incolumità fisica.
Si sfodera Freud, ci si anima di uno spirito da assistenti d’infanzia e non si considera che alla base di tutto sta sempre e solo l’educazione che pare la Cenerentola della nostra società.
Quelle madri che si compiacciono di esibire figli “firmati” da capo a piedi si chiedano invece che cosa fanno i rampolli quando loro lavorano duramente dal mattino alla sera per comprare il superfluo. E i padri dove sono?
I problemi esistono, è evidente, e sono vari e diversi per gravità; ma cerchiamo di non trovare giustificazioni per tutte le situazioni e cominciamo a dire ai nostri figli che fra il bene e il male esiste ancora una grande differenza.

Antonia Chimenti

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