Secondo Datanalysis il cuore è un problema secondario
Roma, 19 giu. (Apcom) – Secondo un’indagine presentata a margine del XIV Simposio Internazionale sull’Arterosclerosi (ISA 06) in corso alla Fiera di Roma (18-22/06), il 30% delle donne non sa di essere stato già colpito da infarto o da altre malattie di cuore e non ritiene che elevati livelli dei valori del colesterolo nel sangue rappresentino un rischio per le malattie coronariche. Anche se, dice l’indagine, molte donne sono convinte che il colesterolo sia da tenere sotto controllo. L’indagine, che è stata condotta da Datanalysis, istituto di ricerca nell’area della salute, su un campione di mille donne da 50 anni in su, intervistate telefonicamente, ha confermato un dato già noto e cioè che le differenze fra uomo e donna esistono soprattutto in relazione ai sintomi, i cosiddetti “campanelli d’allarme”, “il fatto – ha spiegato Cesare Sirtori, presidente del congresso – è particolarmente preoccupante perché spesso all’osservazione dello specialista arrivano donne con infarti mai diagnosticati o già affette da scompenso cardiaco”. Più dell’infarto, ne ha paura solo il 12,7% delle intervistate, soprattutto nord Italia, le donne over 50 temono il cancro della mammella (33,6%) di esse, molte sono residenti nel Sud Italia e nelle isole. Seguono l’AIDS-HIV (12,3%) e l’ictus (12% nord Italia). Inoltre, per il 49,7% delle intervistate i disturbi dell’apparato cardiovascolare sono da imputare alla pressione alta; mentre solo il 10,5% reputa il colesterolo un elevato fattore di pericolo. In questo senso il 20% considera il fumo più pericoloso
dell’alimentazione scorretta (9,7%). Due donne su tre, tuttavia, pensano che controllare periodicamente i valori del colesterolo contribuisca a prevenire sia infarto che ictus. Ma da chi ottengono informazioni sul tema le donne al di sopra dei 50 anni? il 33%, dato uniforme su territorio nazionale, apprende dal medico di fiducia quello che c’è da sapere sul colesterolo; il 20,9% dagli specialisti; il 19,3% da quotidiani e riviste e il 20,5% da familiari e amiche. Il rischio cardiovascolare è percepito dalle donne maggiormente dopo la menopausa: per oltre la metà del campione aumenta
(51,3%), per il 10,7% diminuisce, per il 25,8% rimane uguale mentre il 12, 2% non sa. Tuttavia, secondo l’indagine, per le donne italiane i problemi legati al cuore restano un timore secondario: il 51% del campione pensa che queste patologie causino la morte più frequentemente tra gli uomini; il 24,8% ritiene che sia esattamente il contrario, mentre per il 20,3% non vi è differenza tra uomo e
donna. Differenze che però esistono relativamente ai sintomi, “il fatto è particolarmente preoccupante – conferma Sirtori – perché per le donne i sintomi sono meno avvertiti. Capita, quindi, allo specialista di vedere donne già colpite da infarto che rischiano di andare incontro a scompenso o altri danni vascolari. Nel maschio il 20%, nelle donne il 30%. Ma le conseguenze sono
gravi”. C’è inoltre un aggravante, secondo uno studio della dottoressa Viola Vaccarino pubblicato sul New England Journal , i medici ascoltano meno le descrizioni dei sintomi delle donne e per questo il trattamento farmacologico prescritto loro è meno accurato.

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