Mi conforta la notizia che l’Europa ribadisca il no all’utero in affitto. Credo che tutte insieme possiamo riuscire a frenare la barbarie a cui non immaginavamo si potesse giungere quando abbiamo iniziato a chiedere diritti per le donne e pari opportunità. Che ora si pretenda di usare il corpo delle donne come un vuoto a perdere è inaccettabile e sconvolgente. Approfittarsi del bisogno e decidere che sia un diritto “comprare” un bambino staccandolo dal corpo e dal cuore materno dopo la nascita è un pensiero da megalomani egocentrici che non tiene conto del vero soggetto: il bambino. Proiettiamoci tra 15 -20 anni quando il bambino diventato adolescente e adulto chiederà conto e forse odierà chi lo ha fatto venire al mondo, non con un atto d’amore, ma con una forzatura da potere maschilista. Vorrei chiedere ad ognuno di questi uomini: Come vi sentireste voi se vi dicessero che siete nati dal mercato dei corpi, che vostra madre è stata considerata null’altro che un contenitore, che proprio nel momento in cui necessitava potenziare la simbiosi madre-figlio con l’allattamento, l’odore, il tepore, il suono delle voci e lo scambio d’affetto, qualcuno vi ha strappato a tutto questo perché ha ritenuto che pagando avesse il diritto di farlo. Con gli animali si usa più tatto nel portarli via alla madre. Confido che si riesca a porre fine a questa crudeltà. Continuiamo ad avere il coraggio delle nostre opinioni, di libertà delle donne, spezzando queste nuove catene che sigillano l’azione della nascita e della maternità alla stregua di un contratto con tanto di timbro notarile, come per l’acquisto di un immobile, con molti più vincoli previsti per l’acquisto immobiliare dove è ammessa – come in tutti i contratti – la recessione. Vorrei chiedere ad ognuno di questi uomini dall’io ipertrofico: Avete mai partorito un figlio dopo averlo cresciuto per nove mesi nel vostro ventre? No? Allora abbiate il buon senso di non parlare di cose a voi sconosciute. L’invidia di maternità si può superare solo chiedendo a Dio – se ci credete – di nascere donna la prossima volta. E se non credete in Dio, sappiate che questo non è compatibile con il vostro delirio di onnipotenza. Temo purtroppo che la vostra sia un’invidia più complessa, un’invidia di Dio.
(16 marzo 2016, Wanda Montanelli)
Consiglio d’Europa respinge la relazione Sutter: italiane determinanti


Scritto da Cecilia Sabelli
L’Europa ribadisce il suo no alla pratica dell’utero in affitto. La contrarietà viene espressa questa volta dal Consiglio d’Europa che con 16 voti contrari e 14 favorevoli, ha respinto la relazione Petra de Sutter che avrebbe riconosciuto agli stati membri dell’Unione il diritto di disciplinare, o vietare, la maternità surrogata a livello nazionale. A dare per prime la notizia, sono state su Twitter le deputate Milena Santerini (Demos) e Eleonora Cimbro (PD). Secondo quanto postato sui social, decisivi sono stati i voti delle italiane, in particolare di Cimbro e della senatrice Maria Teresa Bertuzzi.
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(firma la petizione) No all’utero in affitto: riprendiamoci la maternità! – Change.org


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