T.V.O., la televisione della provincia dell’Ontario, presenta una pubblica competizione, mirata a selezionare la migliore prestazione professionale di docenti universitari, filmati dalle telecamere nel corso della loro lezione. Il criterio in base al quale gli spettatori devono scegliere il migliore rispetta tre categorie: la chiarezza, l’energia, l’autorevolezza. E si assiste ad un vero e proprio spettacolo durante il quale, ad esempio, il professore di musica scrive nomi di compositori musicali alla lavagna, emette e fa emettere suoni agli studenti, fa scoltare melodie, si sposta da un lato all’altro della grande sala, esce dal suo spazio e sale con passo degno del migliore Nureev le gradinate dell’aula. Il professore di storia espone con chiaro eloquio strategie di guerra, introduce memorie di famiglia nella sua presentazione, con estrema fierezza, senza tradire emozioni, con un timbro di voce degno di Giancarlo Sbragia.
Emerge spontaneo un confronto con i ricordi vivi e presenti nella memoria. Il pensiero va ad aule meno imponenti, a Reggio Emilia, a Parma, ad Urbino, dove si memorizzano Dante e Petrarca, dove si leggevano Jean de Sponde, Philippe du Bartas, Joachim du Bellay, Baudelaire, Rimbaud, Apollinaire ed altri.
Si scoprivano tesori immensi sotto la guida discreta ma ferma di Sandro Chesi, Mario Richter, Mario Luzi.
Si scopriva che l’avventura dello spirito e dell’intelligenza comincia sui banchi di scuola, con l’aiuto dei veri maestri.

Antonia Chimenti

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