strumento utile o aleatorio?

red - IL 
 NUOVO REDDITOMETRO

L’Agenzia delle Entrate, pochi giorni fa con una circolare operativa ha reso note le norme sul nuovo redditometro, che rispetto a quanto accadeva prima, lo rende più severo all’apparenza, dal momento che lo scostamento tra reddito dichiarato e spese presunte si riduce da un quarto ad un quinto.
E’ sufficiente che lo scostamento si verifichi per un solo periodo di imposta, anziché due e che le spese siano sostenute con redditi dell’anno in corso, come se il risparmio non esistesse; dall’altro lato, è più garantista nel valorizzare il contraddittorio presso gli uffici dell’Agenzia, evenienza tuttavia necessaria data la mole e l’importanza dei dati.
Il nuovo redditometro 2013 non è certo una novità assoluta rispetto al precedente, ma si propone di offrire ai contribuenti garanzie maggiori, perché più sensibile a scovare i sospetti di evasione. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo l’Agenzia delle entrate definirà le liste dei contribuenti considerati a rischio e che saranno quindi sottoposti ad ispezione fiscale a partire proprio dal mese di marzo stesso. Le voci di spesa sotto l’occhio del Fisco sono oltre 100, mentre le tipologie familiari sono 11, moltiplicate per le cinque aree territoriali in cui e’ divisa l’Italia nel nuovo strumento fiscale. La soglia che fa scattare l’accertamento sintetico è uno scarto del 20% tra il reddito dichiarato e le somme spese nel medesimo anno d’imposta. Prima era del 25%.
Il Fisco non vuole sapere come e quanto spendiamo, ma se questa cifra corrisponde con i redditi che dichiariamo. Sono infatti i redditi nascosti, che possono essere rivelati da una spesa elevata, gli oggetti ricercati. Allora più che conservare scontrini e fatture, per quanto l’ordine sia sempre un vantaggio, è utile invece tenere traccia di tutte le fonti di reddito lecito, di cui l’Agenzia può non avere evidenza. Ad esempio, se ci fa prestare dei soldi, conviene farlo attraverso un bonifico, magari con una scrittura privata di accompagnamento.
Certamente lo spirito che anima la nuova circolare dell’Agenzia, conferma la volontà a combattere l’evasione fiscale, cercando di delineare il più possibile l’identikit del contribuente ideale, ma ne può mortificare la capacità di risparmio, che finora ha “salvato” dal vero baratro i cittadini e le imprese italiane.
Sicuramente è presto per valutarne gli effetti, perché molto dipenderà da come sarà usato dall’Agenzia, con quanta discrezionalità verrà applicato in un sistema di pressione fiscale insopportabile che sta schiacciando imprese e famiglie, dove si mettono spesso in discussione le spese da loro sostenute e mai quelle dello Stato o chi per esso.

07 ago / 2013, Stefania Perrelli
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