Lo storico accordo arriva anche grazie a un contributo della squadra maschile. Le ragazze guadagneranno almeno il doppio

Caroline Graham Hansen
di Luigi Offeddu
Meglio tardi che mai. Diceva l’ultima protesta, pochi giorni fa, sul sito Twitter dell’Unione mondiale delle calciatrici: «Sconvolgente: dormire sull’autobus, stipendi miseri, condizioni inaccettabili. Per favore sosteneteci». Ed ecco, l’appello è stato ascoltato, almeno per la parte economica e almeno nel Nord d’Europa: i calciatori della nazionale maschile norvegese hanno accettato di ridurre i loro compensi, dal 2018, per renderli uguali a quelli delle loro colleghe della nazionale femminile, da sempre assai inferiori, come nel resto del mondo. È una «prima» storica. In soldoni: i calciatori di Oslo, che fino a oggi hanno incassato come collettivo di squadra l’equivalente di circa 697 mila euro all’anno, anche quando hanno portato a casa punteggi e risultati peggiori rispetto alle colleghe, scenderanno a circa 639 mila euro, rinunciando fra l’altro a una parte degli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni commerciali; e le calciatrici raggiungeranno la stessa cifra, partendo però dagli attuali 330 mila euro, cioè da una paga che finora non ha mai raggiunto la metà.
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