ITALIANE RAPITE: SONO DUE VOLONTARIE DI “UN PONTE PER”

(AGI) – Roma, 7 sett. – Si chiamano Simona Pari e Simona Torretta, entrambe di 29 anni, le due volontarie italiane di “Un Ponte per…” rapite a Baghdad. Le due giovani lavoravano a un progetto in collaborazione con l’Unicef per il programma Farah e in particolare si occupavano della realizzazione di scuole e di attivita’ integrative. A riferirlo e’ la stessa organizzazione di volontariato, istituita nel 1991, che promuove attivita’ a sostegno della popolazione irachena.

TORRETTA COORDINATRICE RICOSTRUZIONE BIBLIOTECA BAGHDAD

Roma, 7 set. – (Adnkronos) – Simona Torretta, una delle due italiane rapite oggi a Baghdad, e’ la coordinatrice di un progetto per la ricostruzione della biblioteca della capitale irachena. ”Stiamo cercando di raccogliere circa 300.000 euro, anche grazie a un importante contributo giunto dalla Regione Lombardia. Ci proponiamo di organizzare la schedatura computerizzata di libri e documenti,
predisporre un corso di informatica per i bibliotecari piu’ qualificati e aiutare la ristrutturazione delledificio” -aveva testimoniato all’inizio della scorsa estate, ricordando che la biblioteca, che ha 108 dipendenti, poteva contare su un bilancio pari a soli 82mila euro.

LE DUE ITALIANE PRELEVATE NELLA SEDE ONG “UN PONTE PER”
Due giorni fa, due razzi avevano colpito nelle vicinanze

Roma, 7 set. (Apcom) – Simona Pari e Simona Torretta sarebbero state sequestrate all’interno della sede di Baghdad dell’ong italiana “Un ponte per…”. Lo ha riferito l’inviato della Rai nella capitale irachena. Si tratta, ha sottolineato, della prima volta che un commando di guerriglieri entra nella sede di un’organizzazione non governativa per prelevare direttamente degli ostaggi stranieri.
Due giorni fa, si è fatto notare, due razzi avevano colpito un muro adiacente l’edificio che ospita l’organizzazione. A posteriori, questo potrebbe essere letto come un segnale
sottovalutato.

TALIANE RAPITE: SERVENTI LONGHI (FNSI), GRAVE PREOCCUPAZIONE

(AGI) – Roma, 7 set. – “Bisogna fare tutto il possibile per ottenere la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta. Questa vicenda non deve concludersi come quella tragica di Enzo Baldoni”. Lo afferma il segretario della FNSI, Paolo Serventi Longhi secondo il quale “non sono tollerabili dichiarazioni draconiane ed incaute sul ruolo dell’Italia in Iraq, non e’ accettabile alcuna sottovalutazione dei rischi che le due giovani corrono, ci si astenga da ogni facile ottimismo sulla
loro sorte”. La Federazione della Stampa Italiana, prosegue Serventi Longhi, esprime “gravissima preoccupazione per questo nuovo atto di brutale violenza terroristica che colpisce due giovani donne, militanti pacifiste e collaboratrici di testate giornalistiche. Il loro lavoro al servizio della pace e di una informazione completa e corretta e’ la ragione prima di questo sequestro che deve cessare al piu’ presto. Il Governo italiano deve fare la sua parte – conclude il segretario della Fnsi -, attivare tutti gli strumenti per ottenere il risultato sperato e operare, da subito, per garantire una reale sicurezza a tutti i cittadini italiani che per un motivo o per l’altro si trovano in questo momento in Iraq”.

ITALIANE RAPITE: MAMMA TORRETTA, LE AVEVO DETTO ‘VIENI VIA’

(AGI) – Roma, 7 set. – “Mi ha chiamato la Farnesina, pero’ ancora niente. L’ho saputo un’ora fa, sono appena tornata dall’ufficio a casa. Ho sentito l’ultima volta Simona due giorni fa. Mi ha tranquillizzato. Io le ho detto, Simona, vieni via, questo e’ un avvertimento’: e’ caduto un missile vicino alla loro sede. Io ero terrorizzata, l’avevo interpretato nel modo giusto. Simona era un po’ preoccupata, ma cercava di mostrarsi calma. Doveva tornare alla fine del mese, aveva un esame, lei fa antropologia. Io le ho detto ‘rientra subito’ ma lei ha risposto che mancavano solo tre settimane”. Cosi’, la mamma di Simona Torretta a “Studio aperto”. “Non penso niente, so solo che ho un dolore terribile, devo sperare che tutto si risolva. Spero che non le facciano del male, e’ gente cattiva. L’unica cosa che si puo’ fare e’ pregare” ha concluso.

LE DONNE FACCIANO SENTIRE LA LORO VOCE

Roma, 8 set. (Adnkronos) – Le donne italiane, ma anche quelle arabe, facciano sentire la loro voce per favorire la liberazione delle due Simone. Lo chiede la Commissione Nazionale Pari Opportunita’. Lucia Borgia, vice presidente della commissione, esprimendo ”sgomento e ”angoscia”, per il sequestro delle due volontarie italiane, fa affidamento ”sulla sollecita mobilitazione del governo, delle istituzioni italiane ed internazionali a tutti i livelli”, assicurando da parte sua ”la piu’ attiva solidarieta’, in qualunque modo e maniera possa essere utile”.
”Vogliamo inoltre associarci all’appello fatto dal ministro perle Pari Opportunita’, Stefania Prestigiacomo, alle donne arabe e italiane affinche’ facciano sentire alta la loro voce nel chiedere la
liberazione delle due generose volontarie”.

ITALIANE RAPITE: DI PIETRO, SI’ A RISPOSTA UNITARIA
SPERO CHE ANCHE A IDV SIA DATO DI PORTARE IL SUO CONTRIBUTO

(ANSA) – ROMA, 8 SET – ”Di fronte a banditi come quelli che hanno rapito le volontarie italiane in Iraq non puo’ che esserci una risposta unitaria”. Lo afferma in una nota Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, secondo il quale ”non puo’ essere altrimenti, perche’ per questo drammatico
avvenimento non devono esistere lacerazioni fra maggioranza e opposizioni”.
”Bene ha fatto il governo – aggiunge quindi – a coinvolgere tutte le forze politiche in uno sforzo unitario per trovare una soluzione alla vicenda. Nel condividere una volta tanto lo sforzo del governo – conclude – ci auguriamo che anche all’Italia dei Valori sia data l’opportunita’ di portare il
proprio contributo”.

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