Questo Paese non finisce mai di sorprendere. Si lavora molto e con ritmi febbrili, ma nei rari momenti in cui è concesso comunicare si scoprono tesori di umanità. Le persone sono semplici. Aspirano ad essere in armonia con la natura, che amano e rispettano. Sanno compiere gesti di solidarietà, perché sono state educate ad essere utili.
Vi sono momenti in cui si avverte forte il senso dell’unità, dell’appartenenza ad un’unica, grande realtà.
E` una sensazione che commuove e che sgorga veramente dal cuore.
La si può provare nei posti più impensati: in un ufficio governativo, dove l’impiegato spiega educatamente come si deve svolgere una pratica; per strada, nel rispetto disciplinato delle regole della circolazione; nelle strutture accessibili al pubblico, al cui ingresso le guardie di sicurezza eseguono i controlli di routine con serietà ed attenzione, ma sanno anche dare con gentilezza le informazioni richieste dai visitatori.
E si scopre un’omogeneità nell’orientamento dei gusti femminili in fatto di cultura. Impiegate, avvocatesse di grido, direttrici amministrative, rigorose scienziate che vantano diplomi conseguiti presso rinomate scuole militari, hanno in comune una passione: lo stile sobrio, misurato, classico di Jane Austen(1).
C’è una ragione speciale? Non lo so. Forse Jane Austen, così educata ma anche così pronta all’umorismo intelligente, rappresenta l’anima di questo popolo, mite e disciplinato.

Antonia Chimenti

(1) Jane Austen (1775-1817)
Scrittrice inglese che descrisse la provincia con sobrietà non priva di malizia e con un senso classico della forma.
Opere:
Buonsenso e sensibilità 1811
Orgoglio e pregiudizio 1813
Il parco di Mansfield 1814
Emma 1815
L’abbazia di Northanger (postuma)
Persuasione (postuma)

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