Da Orizzonti Nuovi del 1 marzo 2003

DELL’ITALIA DEI VALORI

Chi sono le persone che ne fanno parte, quali compiti hanno, come contattarle.
Le persone che nel nostro partito fanno parte della Consulta per le pari opportunità, preso atto del loro incarico, hanno iniziato a lavorare con entusiasmo. Operano in varie regioni d’Italia, e sono attente a tutte le proposte ed iniziative che riguardano le tematiche della democrazia paritaria.
La struttura della Consulta, da laboratorio politico, apprende leggi e normative, le analizza, fa proposte, osserva le strutture analoghe degli altri partiti e segue le iniziative delle varie Commissioni paritarie e Consulte regionali. Tra tutti questi compiti c’è quello, non meno importante, di conoscere noi stesse e i ruoli delle persone di sesso femminile che hanno responsabilità nel nostro partito.
La Consulta Idv, che operativamente si affida al gruppo che ne fa parte, intende estendere un invito permanente, per la partecipazione alle iniziative, a tutte le donne elette del nostro partito ed a tutte le donne con incarichi politici o di responsabilità organizzative.
Le analisi fatte in questi giorni sulla rappresentanza femminile, in occasione della modifica all’art. 51 della Costituzione, ci riguardano in maniera diversa da come riguardano gli altri partiti. Se esaminiamo il punto di vista degli incarichi di gestione e organizzazione sappiamo tutti che alcuni importanti ruoli sono affidati a donne: dalla tesoreria a Silvana Mura, all’organizzazione eventi ad Angela Zeoli, ai vari incarichi di coordinamento regionale, provinciale o cittadino affidati a donne.
Una citazione a parte merita l’Osservatorio Europeo sulla Legalità e la Questione Morale, assegnato anche qui ad una donna, Rita Guma, che dirige una struttura che conta numerosi iscritti e che rappresenta un importantissimo punto di riferimento per persone che, pur non essendo aderenti al partito, sono in sintonia con la concezione di legalità, rispetto delle istituzioni e delle leggi che è insita in ognuno di noi.
Chiaramente nell’Italia dei Valori non si possono analizzare, raffrontare le percentuali di elette/eletti per il calcolo della rappresentatività femminile. Potremo farlo nel futuro quando anche nel nostra compagine politica vi saranno deputati, senatori e ministri.
Possiamo invece attivarci, a partire dalle prossime elezioni provinciali, per aumentare la presenza di donne. Sollecitare e incoraggiare candidature e soprattutto lavorare sull’elettorato femminile che, come è noto, rappresenta ben più della metà del totale degli elettori.
Dobbiamo poco per volta conquistare la fiducia delle donne. Di elettrici ed elettori nelle candidate, e ancora prima, con un lavoro più difficile, dobbiamo aprire varchi in cui tutte le donne che ritengono la politica ostica e non congeniale al proprio modo di pensare possano cambiare idea ed attivarsi per realizzare in prima persona i propri ideali.
La realizzazione del mainstreaming, la integrazione cioè delle priorità dei bisogni di donne e di uomini in tutte le politiche al fine di promuovere una vera parità, è possibile. Così come lo è la necessità di tener conto degli effetti delle decisioni sulla vita, le situazioni, la qualità dell’esistenza di uomini e donne.
Nell’articolo 2 del nostro statuto è scritto che la nostra formazione politica punta ad integrare i tradizionali valori di libertà, uguaglianza, legalità e giustizia con i nuovi valori nuovi, ad iniziare dalle pari opportunità.
Siamo nella condizione ottimale per poterlo fare al meglio, perché non abbiamo zavorre. Nessuna storia, nessun esempio negativo, nessun passato da far dimenticare. Siamo nuovi e una strada mai percorsa ci si apre davanti. Sta a noi camminare nel senso giusto sin dall’inizio.

Wanda Montanelli

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