LA SOGLIA TRA SENTIMENTO NORMALE E PATOLOGICO
E’ RAPPRESENTATA DAI 60 MINUTI AL GIORNO, CONSUMATI IN FANTASIE ‘MORBOSE’
(Adnkronos) – Per questo occorre riabilitare la gelosia. “Quella ‘normale’ -prosegue Donatella Marazziti- fa parte del nostro patrimonio emotivo, come l’amore, la paura, l’ansia. Mentre la gelosia ‘patologica’ fa soffrire il geloso e il partner in modo continuativo. In questi casi, possiamo trovarci davati a un disturbo delirante o ossessivo, sintomo di una malattia psichiatrica, che va curata prima che sfoci in dramma”. Un limite indicativo offerto dalla psichiatra e’ la soglia dei 60 minuti al giorno trascorsi a pensare insistentemente all’eventuale tradimento del partner: “superare questo limite puo’ essre considerato un campanello di allarme”. La conferma viene da uno studio effettuato su un campione di 420 studenti universitari tra i 20 e i 25 anni. Un 10% di questi soggetti presentavano gelosia patologica, con un livello di serotonina, il neurotrasmettitore, piu’ basso rispetto alla popolazione normale”. Esistono 4 tipi di gelosia, racconta la professoressa Marazziti, ciascuna ha il suo corrispettivo patologico. “C’e’ la forma depressiva (non ci si sente all’altezza del partner), quella ossessiva (si e’ costantemente attanagliati dal dubbio se si sia amati o meno), quella ansiosa (si vive con l’incubo di essere lasciati) e, infine, quella paranoica (caratterizzata da una sospettosita’ costante ed eccessiva)”. E l’identikit del geloso ‘tipico’? “Non c’e’ differenza tra i sessi o una relazione con l’eta’ -risponde la psichiatra- ad essere piu’ gelosi, pero’, sono i celibi, molto meno i coniugati. Tra i giovani, invece, a prevalere e’ la forma piu’ preoccupante della gelosia paranoica. Quanto alle donne, infine, si registra il piu’ alto tasso di gelosia depressiva e ossessiva”. “Dal burqua allo scambio di coppia, cioe’ dalla repressione piu’ arcaica alla trasgressione piu’ spinta -sottolinea Piero Angela, che giovedi’ presentera’ il volume a Roma- la gelosia e’ qui su un tavolo operatorio: il risultato e’ che non esiste la ‘gelosia’, ma esistono le gelosie. Una galassia di comportamenti, un mix di componenti genetiche, educative, sociali, che in dosi diverse creano le differenze individuali. Alla base c’e’ sempre il timore di essere traditi, ma viene coniugato in diversi modi”. Non siete affatto gelosi? Potete sempre provarlo, sperimentando i test pratici che accompagnano il volume, studiati apposta per misurarne il livello soggettivo. Il lettore puo’ individuare il suo tipo attraverso i questionari proposti. “La memoria e’ un giardino -scrive Orhan Pamuk, in epigrafe al volume- Scusa amico, ma quand’e’ che avresti conosciuto mia moglie, e dove? Ma no, no, forse la memoria di Ruya non era cosi’ crudelmente affollata”.

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