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 LEGGE ELETTORALE VA CAMBIATA
La Cassazione boccia il Porcellum Atti alla Consulta

Dopo il pronunciamento della Cassazione che ha sollevato dubbi di costituzionalità sul ‘porcellum’, forze politiche tutte d’accordo sulla necessità di cambiare la legge elettorale ma non sul come.
Stavolta sul famigerato porcellum il cerchio si stringe. La legge elettorale, tornata di strettissima attualità dopo l’intervento della Cassazione. I dubbi di costituzionalità e il rinvio alla Consulta, saranno sul tavolo del vertice tra governo e partiti di maggioranza mercoledì prossimo.
Sulla carta le posizioni sono distanti. Da una parte il Pd ha pronto un disegno di legge per ripristinare subito il ‘mattarellum’, dall’altra il Pdl rilancia l’elezione diretta del Capo dello Stato e insiste per inserire la modifica del sistema di voto nell’ambito più ampio delle riforme istituzionali.
Come sempre esiste una terza via ed è quella che fa intravvedere il ministro Franceschini: “L’argomento della presunta incostituzionalità di un premio di maggioranza così abnorme è stato sollevato più volte anche da noi. Vedremo che cosa ci dirà esattamente l’ordinanza della Corte Costituzionale, poi se ci si arriverà, quale sarà la pronuncia della Corte Costituzionale. Ma la politica – ha aggiunto – ha il dovere di intervenire per correggere una legge che produce un effetto così sbagliato e distorto. Penso che questa ordinanza della Corte possa essere anche una sollecitazione a intervenire comunque sulla legge elettorale. Poi se si completerà, come noi speriamo e vogliamo, il percorso delle riforme istituzionali, si metterà mano ad una legge elettorale organica, ovviamente dopo avere saputo se il sistema sarà bicamerale, monocamerale, quale sarà la forma di governo”.
Mettere in sicurezza la legge, qualora si andasse al voto entro pochi mesi, è la strada sulla quale il Pdl potrebbe aprire: leggere modifiche per rispondere subito ai rilievi della Corte di Cassazione ed evitare l’ennesimo stallo nel caso in cui all’improvviso venisse meno la tenuta del governo. Dietro le quinte il timore che sul mattarellum il Pd trovi subito una sponda in Parlamento con il Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche. (Sabato 18 Maggio 2013 )

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