
Il Ministro della Cultura dello Yemen (yemenembassy.it)
Abdullah Awbal Mandooq Saleh, Ministro della Cultura dello Yemen, ha annunciato una nuova Costituzione, che vieterà le nozze ai minori di 18 anni. Il Ministro ha dichiarato la novità proprio in Italia, in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi a sei tecnici yemeniti per il restauro archeologico nell’ambito di un programma sostenuto dal Ministero degli Esteri, da Monumenta Orientalia e dalla missione archeologica italiana in Yemen.
Il fenomeno delle spose minorenni è molto diffuso in Yemen, soprattutto nelle zone tribali e rurali del Paese. Qui, denucia l‘Unicef (Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di diritti dell’infanzia), nelle famiglie più povere sono i genitori stessi, costretti per motivi economici, a dare in sposa le loro figlie in cambio di una dote. I dati allarmanti dell’Unicef, seppur parziali, stabiliscono che in Yemen il 52% delle spose ha meno di 18 anni e fra queste ben il 14% convola a nozze ad un età inferiore ai 15 anni. Spesso, per cancellare le tracce di questi matrimoni, si usa mascherarli, “trasformando” il marito in un parente della sposa o negando ufficialmente le nozze per evitare denuncie.
Recentemente il mondo ha potuto rendersi conto delle conseguenze di questi precoci matrimoni in Yemen. Basti pensare al caso della piccola Rawan, che ha pagato con la vita le nozze forzate ed è morta per emorragia interna dopo la sua prima notte con il marito di 40 anni. A questo proposito risultano importantissime le parole del Ministro yemenita, il quale annuncia che il comitato per la revisione della Costituzione ha trovato un accordo per inserire un nuovo articolo, che vieti a chi ha meno di 18 anni di sposarsi.
Le difficoltà che si presentano in merito a questa decisione sono considerevoli. Nel 2009 il Parlamento yemenita aveva votato una legge per vietare il matrimonio ai minori di 17 anni, ma gli esponenti più conservatori e religiosi si erano opposti, affermando che fosse una violazione della legge islamica, che non pone limiti all’età per le nozze. Questi precendenti negativi non scoraggiano le decisioni prese dal comitato per la Costituzione e il Ministro Saleh assicura: «Sono state incontrate diverse resistenze da una parte dei gruppi tribali, ma nonostante questo si è redatto un disegno di legge che presto verrà applicato».
Le Agenzie e i movimenti a protezione dei diritti dell’infanzia continuano a far sentire la loro voce nel panorama internazionale, per spingere le Istituzioni a prendere delle misure contro questi abusi. Il Direttore della Divisione per i diritti delle donne di Human Rights Watch denuncia: «Le conseguenze dei matrimoni infantili sono devastanti. Le bambine vengono tolte da scuola, la loro istruzione interrotta in un modo permanente e molte soffrono di problemi di salute cronici per avere troppi figli e troppo presto».
Il cambiamento auspicato, alla luce delle ultime decisioni, sembra essere ancora molto lontano, ma è stato accolto dal governo yemenita, che nella figura del Ministro Saleh afferma: «Lo Yemen sta attraversando una fase di transizione, come può accadere a tutti. Ma ci stiamo avviando verso la riconciliazione nazionale e stiamo tentando di mettere a punto la nuova Costituzione. Questo porterà presto stabilità nel Paese». (29.10.13 Vanessa Gonzato)


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