Presentato il primo marzo al Centro Internazionale della donna di Via della Lungara a Roma, il testo ha dato l’avvio ad un dibattito sulla condizione della donna posta in stato di schiavitù. L’indagine offerta dall’autrice approfondisce il significato che ha assunto la prostituzione nelle varie epoche, dalla sua istituzione greca sino ai nostri giorni. L’odierna indecorosa offerta di sesso a pagamento, esibita nelle strade e in particolari luoghi di ritrovo, non evidenzia la violenza brutale che fissa il dominio degli uomini sul corpo delle donne.

L’associazione “Differenza Donna”, gestisce dal 1992 il Centro antiviolenza della Provincia di Roma e dal 1997 quello del Comune di Roma, e oltre 8000 donne e bambini vittime sono da qui passati per ricevere aiuto.
Sono moltissime le persone che chiedono di essere inserite nei progetti personalizzati per fuoriuscire dalla condizione di grave assoggettamento psico-fisico o addirittura dalla condizione di vera e propria schiavitù (con segregazioni e inaudite violenze corporee), che qui trovano una serie di interventi mirati, attraverso consulenze specializzate, e un programma di autonomia e di ri-nascita.
La violenza contro le donne si trova però anche in ambienti familiari dove insospettabili persone, mariti, padri padroni o compagni di un percorso di vita, rivelano talvolta la mostruosa faccia della malvagità, l’assoggettamento psicologico, le torture fisiche, agite nei confronti delle donne
Si conosce bene la scissione operata dalle vittime tra corpo e cervello. Per sopravvivere è inevitabile “scollegare” il cervello dal corpo. Le donne brutalizzate lo fanno inconsciamente per sperare di scampare all’annientamento, per non morire. Anche se la morte è una presenza costante nell’esistenza di queste persone catturate. La paura di morire di cui soffrono è doppia. Moltiplicata dalle aggressioni del loro seviziatore o dall’incapacità di tollerare la scissione tra corpo e psiche.

Testo di Oria Gargano, Edizioni “DIFFERENZA DONNA”, 2004 -Via delle tre cannelle 15,
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