Francesco Ciano di Più Sicurezza, creatore della soluzione Stop Stalking, lo scorso 27 febbraio ha scritto al questore di Torino, Francesco Messina, chiedendo di integrare il suo sistema di allarme vocale a difesa delle donne vittime di stalking e violenza a YouPol, la app sviluppata e gestita dalla Polizia di Stato per la lotta contro bullismo e spaccio di droga.
L’8 febbraio scorso, infatti, anche la questura di Torino ha adottato YouPol. L’app è già operativa a Roma, Milano e Catania, a febbraio è stata estesa a tutti i capoluoghi di regione e da agosto sarà implementata in tutte le province italiane.
Stop Stalking, presentato a novembre 2017 alla fiera Sicurezza, è un dispositivo integrabile a un impianto di videosorveglianza, installabile presso la propria abitazione o in qualsiasi locale.
È un sistema di allarme vocale che permette all’utente di usare la propria voce come arma di difesa contro stalker e aggressori in genere.
È stato sviluppato da Più Sicurezza, un’azienda di Grugliasco (Torino) attiva da oltre 20 anni nel settore della sicurezza.
Secondo Francesco Ciano chi fa stalking è assimilabile a un bullo, quindi se estesa ad altri reati e crimini come lo stalking, l’App YouPol insieme a Stop Stalking può rendere l’azione preventiva e repressiva a tutela delle vittime ancora più forte e tempestiva.
La richiesta di Ciano è ancora in attesa di risposta da parte del questore di Torino.
Come funziona l’App YouPol
L’applicazione sviluppata e gestita dalla Polizia ha l’obiettivo primario di difendere gli adolescenti dal bullismo e di combattere lo spaccio di droga. Il tutto in tempo reale consentendo a chiunque (adolescenti ed adulti) di interagire ed intervenire nei casi di bullismo e spaccio di droga tramite segnalazioni anche anonime.
Il sistema digitale sviluppato dalla Polizia di Stato sostituisce il vecchio basato su SMS: l’App è disponibile per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android.
L’App YouPol permette di contattare direttamente la Polizia per segnalare eventi e denunciare anche in forma anonima; geolocalizzare in tempo reale il dispositivo della vittima che chiede aiuto o di chi segnala; inviare testi, immagini, video, link, siti web, indirizzi del luogo dove si verifica il fatto; segnalare situazioni di pericolo ed emergenza tramite registrazione oppure in forma anonima: dopo la verifica della segnalazione, scatta un meccanismo repressivo o preventivo; lanciare una richiesta di aiuto ancora più urgente con la chiamata di emergenza Ina (tasto di colore rosso).
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