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 VITA DI STENTI E SACRIFICI CHE FA QUESTO CONSIGLIERE (E LO FA 
 PER NOI)

Sul Messaggero di oggi singolare intervista a questo anonimo consigliere regionale (si chiama Cangemi ma fino ad oggi non mi pare abbia lasciato grandi tracce della sua attività politica) che fa “outing” sul suo precario stato finanziario (a quanto pare gli diamo troppo poco, non arriva neanche a 7000 euro netti al mese) prodotto dal recente taglio degli emolumenti per i gruppi partitici. Prima dei casi Maruccio e “Batman” percepiva infatti, come lui stesso ricorda, ben 12.000 euro mensili.
E siccome i guai non vengono mai soli, in base alla nuova legge imposta da Renzi alle regioni nessun consigliere potrà guadagnare ora più del Sindaco di Roma, cioè 5.200 euro. Quindi, ricapitolando, è passato in poco tempo da 12mila euro al mese a meno di 7mila e presto si stabilizzerà a circa 5mila.
“Non è giusto” è sbottato Cangemi che non ha esitato a definire il nuovo stipendio un affronto, anche se potrà continuare andare in pensione a 50 anni anziché a 65 come tutti.
Beh, io gli esprimo tutta la mia solidarietà. Di più, visto che non ce la fa proprio con 5.200 netti, mi sento di autorizzarlo, anche a nome dell’intera collettività, a rompere il patto che lo lega agli elettori, abbandonare anzitempo questa valle di lacrime e tornare al più presto al suo vecchio e certamente più remunerativo impiego. Perché trattenerlo controvoglia? Vada, vada pure. Non ne sentiremo la mancanza.

Wanda Montanelli

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