secondo Joseph Deiss

da Ticinonline

BERNA – Se le donne in Svizzera esercitassero un’attività professionale nella stessa misura degli uomini, si rafforzerebbe in media dello 0,3% la crescita del prodotto interno lordo annuale: lo ha sottolineato Joseph Deiss, intervenendo oggi a Berna alla presentazione del “Modello-F”, un progetto di formazione permanente flessibile dell’organizzazione delle società femminili svizzere alliance-F.
Il ministro dell’economia ha difeso con forza la promozione delle donne nel mondo del lavoro. “La donna è il futuro dell’economia”, ha detto nel suo discorso il consigliere federale, rifacendosi alla celebre frase del poeta Louis Aragon, “la donna è il futuro dell’uomo”. Secondo Deiss, la partecipazione femminile al mercato del lavoro è fonte di ricchezza. Ma attualmente nella Confederazione un terzo delle madri con figli fino ai 16 anni non esercita alcuna attività lucrativa e i tre quarti la esercitano solo a tempo parziale. “Un vero spreco di capitale umano” per l’economia elvetica, ha lamentato il consigliere federale.
Le misure per conciliare lavoro e famiglia esistono, ma “le iniziative vengono adottate in modo erratico, senza coordinamento e le cose avanzano lentamente”. L’informazione circola male e i progetti si scontrano con pregiudizi socioculturali. In tale contesto, la precarietà delle finanze pubbliche non agevola certamente la situazione. Nel limite delle sue competenze, il capo del Dipartimento federale dell’economia si è impegnato a lanciare un segnale politico per contribuire a stimolare aziende pubbliche e private. “Per la salute dell’economia svizzera, auguro al Modello-F di prosperare e di fare molti emuli”.
Sostenuto dall’Ufficio federale della formazione professionale, questo modello deve consentire in primo luogo alle donne con figli – ma anche agli atleti, ai militari in carriera e a coloro che sono spesso all’estero – di meglio conciliare la vita familiare con l’attività lavorativa. I cicli di formazione continua possono essere interrotti in qualsiasi momento e più volte senza perdita dei risultati acquisiti, né costi supplementari. Non è d’altra parte necessario lavorare in parallelo ad almeno il 50 % come lo richiede sovente il sistema duale, ha puntualizzato il portavoce del progetto René Grüninger. Lanciato in tre aziende nella Svizzera tedesca, il Modello-F sarà esteso ad altre tre in febbraio.

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