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 MANI SUL FIUME: COME NASCE LA VIDEO INCHIESTA DA UNA ZOLLETTA 
 DI ZUCCHERO

di Giulia Paltrinieri*
“Buongiorno, ecco, secondo me lei sta sbagliando proprio tutto”. Bene, cominciamo bene. Ho iniziato a mettere mano all’inchiesta da pochi giorni, non so quale strada imboccare per prima, mi sono fatta dieci diversi programmi di lavoro, finiti tutti puntualmente nel cestino della carta. E ora sono seduta al tavolino di un bar con una professoressa universitaria di geologia, che mi sta dando il colpo definitivo.

“Non mi guardi così, dico solo che forse dovrebbe cambiare prospettiva. Vede, io sono abituata a lavorare in piccola scala. Faccio analisi chimiche, studio le composizioni dei minerali al microscopio. Ma da un piccolo frammento di terra, posso capire qual è la storia di uno spazio molto più grande. Deve essere così un po’ anche il giornalismo no?”.

Il grande fiume, mi dice, è ormai un ecosistema fragile: non piove per mesi, lasciando i campi a secco, e poi d’un tratto l’acqua invade le golene, raggiungendo le case e facendo crollare gli argini. È come il corpo di un uomo, con tutta la sua forza e la sua fragilità. Se è sano, nulla lo potrà toccare. Ma se è diabetico per esempio, basterà una zolletta di zucchero per farlo cadere. “Bè, lei deve partire da quella zolletta di zucchero.” (29 marzo 2017)

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 DI ZUCCHERO

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