
90 opere tra dipinti, disegni e costumi teatrali riferiti alla produzione artistica di Henri Matisse (1869-1954) sono esposti alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 21 giugno. Le opere provengono dai più prestigiosi musei americani ed europei, con un contributo importante del Museo Puškin di Mosca e dell’Ermitage di San Pietroburgo.
Maestro del fauvisme che superò ampiamente con larghe pennellate piatte di colore su un disegno soavemente ellittico, La Danza (1910), Matisse è uno dei più brillanti plastici del XX secolo. La sua opera, in genere, comprende disegni, stampe, sculture, collages di papiers découpés colorati, vetrate (cappella dei Domenicani di Vence1950, di cui ha realizzato l’intera decorazione). In Francia due musei sono interamente dedicati a lui, quello di Cateau e quello di Nizza.
La mostra indaga il rapporto tra Matisse e l’Oriente particolarmente felice e fruttuoso. E’ all’Oriente che Matisse deve una nuova idea di spazio che gli consente di superare i limiti della pittura intimistica di tradizione ottocentesca: il motivo della decorazione è coniugato alle suggestioni orientaliste.
Si possono ammirare capolavori come Giovane con copricapo persiano (1915-16), Ro-rah sulla terrazza (1912), Rifano in piedi (o Marocchino in verde, 1912), Pervinche-Giardino marocchino (1912), Il paravento moresco (1921) che evocano mondi di antica e fiabesca bellezza attraverso l’invenzione di uno spazio pittorico ispirato alla tradizione decorativa nord-africana e medio-orientale. Mentre opere come Ritratto di Yvonne Landsberg (1914) o Edera in fiore (1941) rendono come Matisse si sia ispirato alle culture ancora più lontane e misteriose, come quelle dell’Africa centrale o dell’Estremo Oriente.
La passione per la decorazione delle stoffe è raccontata attraverso la sua collaborazione con i Balletti Russi: Matisse disegnò i costumi per il balletto Le chant du rossignol messo in scena nel 1920 dalla compagnia di Sergej Diaghilev con musiche di Stravinsky e coreografie di Matisse.
Fausta Genziana Le Piane


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