Non respireremo più le sere
corti circuiti di sorrisi
come vulcani accesi sulla pelle.

Altri, nei secoli a venire,
spegneranno luci
che noi accendevamo veloci
in angoli di desideri.

Altri, nella casa del sole,
seccheranno i rami
che crescevano felici
tra lenzuola bagnate d’erba.

Nessuno avrà labbra di miele
che avanzavano sul mio petto
spingendomi oltre la sete.

Nessun plettro farà vibrare
le corde della mia poesia
come la tua mano nuda.

Si genufletta la notte
e guidi a nuove albe
il tuo passo esitante
il tuo incerto andar via.

Taccia l’artiglio della luna
che oscurò il mio cielo
ma illuminò la mia vela
in pieno di venti.

Giungemmo a noi chiamati
da imponderabili alchimie
spiriti affini attratti
da un’energia Suprema.

Tu fosti meridiana nel passaggio
sole brillante nelle immense notti
ed io la linea, l’ombra ed il quadrante
mi mescolai nella tua stessa Luce

E solo quella fu la nostra ora…

Maria Vittoria Catapano
da “L’Albero della Vita”, Casa Editrice “Terre Sommerse”

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