(AGI) – Roma, 9 gen. – Spiega il professore Mauro Meucci, avvocato e autore di un libro sul mobbing,: “Di cause di molestie sessuali ne ho trovato non piu’ di 5 0 6, perche’ queste povere donne non reagiscono, si vergognano”. Tanto e’ che in cassazione non e’ arrivato, ancora, praticamente, nessun caso. E ricorda la vicenda di una dipendente di un autogrill toscano, questo si finito in tribunale, in cui la ragazza doveva subire continui palpeggiamenti da parte del capo. “Che fra l’altro – aggiunge Meucci – l’ha svergognata in tutti i modi”. “Danni da mobbing e loro risarcibilita’”, questo il titolo del libro di Meucci che ripercorre i casi accaduti dal ’90 ad oggi. Ma, per la Cassazione, come non ricordare il caso del datore di lavoro condannato per maltrattamenti in famiglia
(10090/2001), per aver insultato e minacciato un dipendente, che va considerato propio come il componente di un clan familiare. E ancora (5491/2001) c’e’ stato pure il caso del capo condannato per aver perseguitato il suo sottoposto procurandogli disturbi al sistema nervoso. E quello di un altro dirigente condannato per aver ‘abusato’ delle visite mediche di controllo su un lavoratore malato. Dal tribunale di Torino arriva invece il caso della lavoratrice risarcita perche’ isolata e maltrattata dal copoturno, mentre da Milano quello del demansionamento di una lavoratrice al rientro dalla maternita’.
Non c’e’ categoria che si possa ritenere immune dal pericolo mobbing tant’e’ che anche l’Associazione Stampa Romana ha aperto uno sportello per denunciare i casi di mobbing dei giornalisti

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