(AGI/REUTERS/AFP) – Detroit (Michigan), 25 ott. – Rosa Parks, la donna che nel 1955, a Michigan, in Alabama, si oppose alla prepotenza dei bianchi e mise in moto un movimento per l’emancipazione dei neri sotto la guida di Martin Luther King, e’ morta ieri a Detroit all’eta’ di 92 anni. “La nazione ha perso una donna coraggiosa e una vera eroina americana. Mezzo secolo fa Rosa Parks si levo’ in piedi non solo per se stessa, ma per generazioni e generazioni di americani”, ha dichiarato il senatore democratico Ted Kennedy, fratello del defunto presidente John. La Parks ha scritto il suo nome nella storia degli Stati Uniti, rendendosi protagonista di un atto di ribellione che ha cambiato le sorti della comunita’ afro-americana. Il 1 dicembre del 1955, mentre tornava a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, si rifiuto’ di cedere il suo posto a un bianco sull’autobus, come imponeva la legge. Altri tre neri obbedirono all’intimazione dell’autista, ma lei replico’: “Sono stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe”. E quando arrivarono i poliziotti disse: “Non pensavo di doverlo fare perche’ ho pagato il biglietto come tutti gli altri”. Quattro giorni piu’ tardi, fu multata di 10 dollari per aver infranto la legge sulla segregazione razziale che vagivano negli stati del sud. Lo stesso giorno i neri cominciarono, sotto la guida dell’allora sconosciuto Martin Luther King, un boicottaggio dei trasporti urbani che duro’ 381 giorni e determino’ una sentenza della Corte suprema che mise fine alle leggi “Jim Crow” sulla segregazione razziale nei trasporti pubblici a Montgomery. La Parks perse il suo posto di cucitrice (il suo datore di lavoro si giustifico’ con un rallentamento dell’attivita’) e nel 1957 emigro’ insieme al marito a Detroit, dopo aver ricevuto numerose minacce di morte.
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