Pazienza
Pazienza è la sola ed unica parola che mi viene in mente
Pazienza, è l’otto marzo, festeggiamoci un po’, portiamo le donne anziane a cena nei centri sociali, le più giovani fuori a cena con le amiche
Pazienza se non trovo più niente da festeggiare e la mimosa mi piace molto, ma puzza un po’
Pazienza se i casi di violenza sulle donne sono in aumento e basta non essere sposati regolarmente, che le botte che prendiamo dal nostro uomo convivente valgono un po’ meno nei tribunali.
Pazienza se non riesco a far carriera, perché anche se sono più intelligente e lavoro per tre(uomini) non c’è niente da fare.
Pazienza se si dice che le peggior nemiche delle donne sono le donne, se le commissioni pari opportunità sono svanite e le consigliere di parità, legate al carro del partito più forte che le candida, sfornano convegni.
Pazienza se pensavamo, quando ci siamo impegnate per averle che dovessero tutelarci e non indottrinarci o informarci, se la parità non ci interessa più, perché dovremmo essere fiere della nostra diversità e nessuno glielo dice che dovrebbero almeno cambiare nome.
Pazienza se non possiamo come madri neanche più fidarci della maestra e delle sue forbici, se non arriviamo alla fine del mese, se per lavorare non riusciamo a star vicino ai nostri figli, se non possiamo uscire da sole di sera, e se abbiamo un jeans e ci stuprano, forse non è proprio stato stupro.
Pazienza se mia nonna ha fatto la Resistenza, io il ‘68 e per far politica mi serve una quota, rosa.
Pazienza se il genitore marocchino di un mio alunno mi dice che la rovina della società sono le donne che lavorano, che è meglio avere il velo perché almeno le loro donne all’interno della casa sono le regine, peccato che regalino ai maschi bambini una cintura da appendere al muro che può servire a picchiare le sorelle.
Pazienza se non si parla più di Consultori, se la parola preservativo, pillola, sessualità sicura, autodeterminazione, diritto di scelta, aborto, sono parole bandite, se mi devo far sposare e non posso convivere, se il botulino mi fa paura e non mi va di farmi protesi di silicone
Pazienza se non portiamo un cilicio, di moda fra i teodem, e gli psicopatici del Codice
Da Vinci, non lo facciamo solo perché non sappiamo dove si può acquistare
Pazienza se per nostalgia, vado in garage e srotolo il manifesto “l’utero è mio e lo gestico io” o quello “tremate le streghe son tornate”, e per la polvere gli occhi mi piangono un po’.
Pazienza ragazze è l’otto marzo, poi passa!

Liana Barbati

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