rispettare una scelta legittima delle donne
Carpinelli sostiene la richiesta dell’ospedale di Spoleto per la somministrazione

Sostenere la richiesta dell’ospedale di Spoleto di creare un centro per la somministrazione della pillola RU486 sull’interruzione della gravidanza.
È questo l’invito proposto in una mozione dal capogruppo in consiglio regionale dei comunisti italiani Roberto Carpinelli alla giunta di palazzo Donini anche dopo il caso di Torino dove la sperimentazione della pillola è stata bloccata dal ministro della sanità Francesco Storace.
Il Ministero ha bloccato tale sperimentazione perché manca ciò che in gergo tecnico viene definita “ospedalizzazione completa”. Nelle 48 ore che intercorrono tra la somministrazione delle due dosi del farmaco, infatti, il paziente non viene ricoverato.
La sperimentazione aveva avuto l’approvazione del Ministero della salute e del Comitato etico dell’ospedale mentre gli ispettori ministeriali non avevano accertato nessuna scorrettezza nell’iter della sperimentazione. Nella sua mozione Carpinelli ricorda che la pillola permette di interrompere la gravidanza senza l’invasività dell’intervento chirurgico, mantenendo in ogni caso la protezione ospedaliera e che non viene concepita come un aborto “fai-da-te” o “facile”; solo la tecnica è più semplice, ma difficile rimane la scelta della donna.
“Non si chiede di rispettare il diritto all’interruzione di gravidanza, ma la possibilità, per le donne, di scegliere, con coscienza, sulla propria vita” conclude il capogruppo dei Comunisti.

Categorizzato in: