Da il “CORRIERE DELLA SERA” del 18.09.2008
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L’accusa della Montanelli, ex presidente della commissione rosa. Una componente: solo pregiudizi

Nel nuovo organismo le consorti di uomini di partito. Il leader: lamentele di trombati

MILANO – La consulta delle mogli. Non è un circolo in cui ci si scambiano ricette, o consigli per allevare i piccini. È una nuova tendenza del marketing politico: l’ organo di partito formato dalle consorti dei deputati e dei leader locali. Il pioniere è Antonio Di Pietro: l’ Italia dei Valori ha spazzato via la propria consulta delle donne, istituita nel 2003, per rimpiazzarla con un organo analogo ma composto per parte cospicua dalle mogli dei notabili di partito. In un caso, addirittura, la neo consigliera al femminile neppure sarebbe iscritta al Gabbiano: Rina Fara è la moglie del coordinatore provinciale di Sassari Lino Mura. Tanto per dire, il recapito email indicato sul sito dell’ Italia dei Valori è proprio quello del marito. La cosa, tra l’ altro, ha risvolti assai pratici: le forze politiche devono investire il 5% del finanziamento pubblico per favorire la partecipazione femminile alla politica. Ed è per questo che la ex presidente delle donne dipietriste Wanda Montanelli ha fatto causa al suo (ex) partito, sostenendo di non aver mai visto un euro. E ora attacca: «In Toscana sono risultate elette al primo posto Graziella Candeloro, la moglie dell’ onorevole Fabio Evangelisti, e al secondo la consorte del coordinatore Giuliano Fedeli. In Sardegna Rina Fara, la moglie del coordinatore provinciale Lino Mura, peraltro mai iscritta all’ Italia dei Valori, presentata dall’ amico parlamentare Federico Palomba. Nel Lazio idem con le persone sponsorizzate dal senatore Pedica, mentre l’ eletta in campania, Anita Sala, è la segretaria del senatore Formisano. Per non parlare della coordinatrice nazionale, la senatrice Patrizia Bugnano, moglie del coordinatore del Piemonte Andrea Buquicchio, o dei ruoli assegnati alla moglie di Di Pietro Susanna Mazzoleni e alla tesoriera del partito Silvana Mura, nota amica di famiglia». E quando non c’ è una moglie sottomano, secondo Montanelli, si rimedia con quel che si trova: «Salvo due regioni in cui ci sono donne già impegnate nel partito da antica data e un altro paio di casi gestiti con un minimo di democrazia, tutte le altre regioni sono divise equamente in propaggini degli uomini di partito». Ornella Speciale è l’ eletta in Sicilia: «Non conosco le altre realtà, ma parlare di “moglie di” mi pare un pregiudizio». Ma qualche moglie non proprio notissima in proprio non c’ è stata? «Forse in qualche altra regione c’ è stata, ma io non posso dirlo. In ogni caso dovevamo fare i coordinamenti in fretta, il momento politico è difficile e bisognava essere operativi il più presto possibile». La coordinatrice nazionale della consulta è Patrizia Bugnano. Che sarà pure la moglie del coordinatore piemontese, ma è pure parlamentare in proprio: «Trovo imbarazzante che una donna accusi altre donne di aver conquistato incarichi solo per l’ esser la moglie di questo o quello. Tra l’ altro, ricordo che tutte le coordinatrici sono state elette». Mentre la tesoriera Silvana Mura sbuffa: «Moglie di? Qui c’ è tutta gente che ha fatto un lavoro straordinario, i cui risultati si son visti alle elezioni e continuano a vedersi nell’ eccezionale interesse che Idv sta suscitando». Ma il più arrabbiato è proprio il Tonino nazionale: «Capita che qualcuno resti trombato, e se ne lamenta. E’ incredibile che una presunta rappresentante delle donne umilii così le donne». Beh, un po’ di mogli ci sono per davvero: «Ma chi? Chi? La Bugnano? Ma se è suo marito che è un principe consorte… ».
Cremonesi Marco

IDV: MONTANELLI, DI PIETRO EPURA E METTE MOGLI PARLAMENTARI

(AGI) – Roma, 13 set. – L’ex-pm Antonio Di Pietro procede con tante epurazioni e con la sistemazione di mogli di parlamentari nella nuova Consulta Donne dell’Idv. Lo dice la responsabile delle Pari Opportunita’ Idv, Wanda Montanelli che deplora nuovi gravi casi di discriminazione delle donne. “Come da previsioni, con un sistema di riorganizzazione del partito che ricorda tanto la Bulgaria, c’e’ stata una vera e propria epurazione delle originarie componenti la Consulta Donne Idv”, spiega la Montanelli, gia’ coordinatrice nazionale delle donne del partito, messa alla porta dall’ex pm a seguito delle richieste di applicazione dei principi costituzionali dell’art. 51, 3, e 2 e per una interrogazione sui fondi conferiti alle donne dalla legge 157/99 art. 3, per la promozione attiva delle donne alla politica. Pur indicate in bilancio, “le somme non ci risultavano, a me e alle altre donne della Consulta, esser state impiegate”, ricorda la Montanelli. “Alla mia legittima richiesta di far luce sulla questione – precisa la Montanelli – Di Pietro ha risposto con una ‘Consulta Donne alternativa’ sotto il pieno controllo e gestione da parte degli uomini di potere del partito e definita con meccanismi di pressione e acquisizione di tessere sui nomi di chi dovesse essere eletta”. L’esito di operazione? “La scomparsa della Consulta Donne originaria – conclude la Montanelli – soppiantata da una Consulta fatta da affiliate, parenti, amiche, segretarie di parlamentari, coordinatori, uomini, regionali e provinciali del partito”.

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