
80.000 morti per una nuova generazione di batteri resistenti agli antibiotici in grado di causare infezioni letali. Non è un allarmismo virtuale. E quanto si sta diffondendo in Europa, ma soprattutto in Inghilterra, nelle corsie degli ospedali. La Gran Bretagna ha già lanciato un allarme che spaventa tutta l’Europa.
La notizia è stata diramata dal Dipartimento per la gestione delle emergenze nazionali in Downing Street.
Esistono ormai microorganismi così forti da attaccare persone immunodepresse, che hanno subito importanti operazioni chirurgiche o trapiantati, bambini e anziani.
Ma nessuno parla del problema OGM. Invece meriterebbero attenzione i cosiddetti alimenti modificati geneticamente.
Ingerendo organismi il cui D.N.A. è stato ritoccato, modificato dall’uomo, come sta la nostra flora intestinale?
Quando entra nel corpo una sostanza non naturale è o no riconosciuta correttamente dal sistema immunitario? Andrebbe fatta chiarezza su questo punto, anche perché la nostra strategia è conoscere il nemico per difenderci correttamente. D’altronde la realtà è che ormai, queste sostanze penetrano e stagnano nel nostro organismo.
E poi c’è quello studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che già aveva sottolineato come un problema di sicurezza alimentare è l’uso di antibiotici negli ANIMALI D’ALLEVAMENTO.
Questa abitudine contribuirebbe alla comparsa di batteri resistenti e consente ai batteri portatori dei geni responsabili di tale antibiotico-resistenza di diffondersi dagli animali agli umani attraverso la catena alimentare.
E anche dagli USA erano partite le indagini. Il sistema di monitoraggio nazionale sulla resistenza antimicrobica aveva indicato come la carne fosse spesso contaminata da ceppi resistenti a diversi farmaci dei batteri Campylobacter, Salmonella, Enterococcus ed Escherichia coli.
E allora, con questa ennesima e nuova emergenza, facciamoci una domanda e facciamo dare delle risposte. Va cambiato il modello alimentare, come già stanno comunicando se solo fossimo più attenti. (08 aprile 2015, Marta Moriconi)


Commenti