LE PROPOSTE: DALLA PREFERENZA DI GENERE ALLE ALTERNANZE BLU-ROSA

(DIRE) Roma, 21 nov. – “In questi giorni si riparla di legge elettorale. Bisogna attrezzarsi subito”. E’ Marina Sereni, vicepresidente vicario dei deputati dell’Ulivo, ad aprire le danze: nel corso del convegno su “Donne e politica”, indirizza un invito chiaro alle colleghe deputate e politiche: “Non tutte le leggi elettorali sono favorevoli alla rappresentanza femminile; quella attuale, per esempio, ha allontanato ancora di piu’ le donne dalla politica”. Due sono le priorita’, secondo Sereni. La prima e’ “ripristinare un sistema bipolare forte e trasparente”. L’attuale sistema “ha amplificato, nella politica, il gioco della politica”. Mentre le donne sono piu’ appassionate “alla politica al servizio dei problemi concreti del Paese”. Poi si tratta di “spingere i partiti a prevedere una presenza significativa della donne nei vari collegi, e prevedere penalizzazioni per quelli che non solo non candidano ma non eleggono donne”. Sereni ha, pero’, anche una proposta di riserva. Tra le ipotesi ventilate in questi giorni, la reintroduzione delle preferenze: nel caso, dice, potrebbe essere utile “una doppia preferenza di genere, una maschile e una femminile”. Potenzialmente d’accordo con l’ipotesi della doppia preferenza di genere Alessandra Mussolini: “Una preferenza all’uomo e una alla donna, come i canarini? Una legge canarino? Perche’ no, potrebbe essere utile”. La premessa da fare, pero’, e’ che “tutto e’ meglio di questa legge elettorale”.
Patrizia Paoletti Tangheroni, Forza Italia, e’ convinta che la legge attuale “non abbia cambiato molto le cose, ha inciso molto poco”. Le preferenze di genere, dice, “possono essere un aiuto nelle piccole realta’, ma quando entra in gioco la campagna elettorale, quali donne dispongono di patrimoni adeguati?”. Piuttosto, suggerisce, meglio “liste bloccate con alternanza uomo-donna”. Sposa questa linea la collega della Lega nord, Carolina Lussana: “Con l’attuale legge, un passo in avanti potrebbe venire dall’alternanza nelle liste”. Ci sarebbero due modi per raggiungere dei risultati: “Si puo’ rendere vincolante l’alternananza, pena l’inammissibilita’ della lista”. Oppure “prevedere multe per chi non si adegua”. Certo e’, aggiunge poi, che “il problema resta culturale: raccoglierei l’invito del presidente Napolitano ad una democratizzazione interna dei partiti”. Secondo Giulia Bongiorno, An, al di la’ dei tecnicalismi, e’ essenziale creare “un sistema che consenta un riequilibrio, ma che si tempo determinato”. Si tratta di scegliere il come, poi le misure “potrebbero valere per due tornate elettorali”. Una volta verificato l’effetto , una volta riequilibrato il sistema, le misure dovrebbero andare in cantina.

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