(a zia Febea di anni 96)

Stagioni della vita
che lente si susseguono in eterno divenire
lungo il viaggio dei tuoi giorni…
Così… mentre mi guardi da questa soglia, zia
negli occhi ormai velati
dai tanti anni vissuti,
mi par di intravedere ancora
quei sogni giovanili…
ed i pensieri soltanto sfiorati
che han dato colore ai tuoi giorni passati,
come i fiori mai colti,
dal tuo prato senza tempo…

E le speranze tue…
E quell’amore ancora da venire…
ben le hai serbate nella valigia dei ricordi
compagna di quel viaggio
cui dignitosa t’accingi…

Or non potrà il mio amore, né la preghiera trattenerti,
né la mia mano di bimba stretta alla tua
come in quel tempo lontano,
di meraviglie adorno il mondo… e di speranze…

… E scorrono i ricordi,
come fili di perle tra le tue dita ormai stanche,
come le veloci nuvole bianche
sospinte dal vento di primavere lontane,
come l’attimo…
di momenti resi eterni dal tuo sorriso,
bianco e nero di foto sbiadite
che il tempo ha custodite
perché potessi riprovare ora,
stupore sempre nuovo…
di questo nostro esistere ed amare

Stagioni della vita
per te, per me, per l’uomo di ogni tempo,
che naufrago conserva racchiuso dentro al cuore
il senso
dell’eterno divenire delle cose

Gabriella Manzini

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