STALKING. A GRANDE MAGGIORANZA OK CAMERA A DDL, PASSA AL SENATO
(DIRE) Roma, 29 gen. – L’aula di Montecitorio, a stragrande maggioranza, ha dato il via libera al ddl Carfagna su “Misure contro gli atti persecutori” (stalking). Ora il ddl passa all’esame del Senato. “Certo, si poteva fare qualcosa di piu’, dispiace che non sia passato per due voti il patrocinio gratuito, ma nel complesso siamo contenti perche’ questo provvedimento l’abbiamo voluto noi” commenta l’onorevole Emilia De Biasi, del Pd, che aggiunge: “Adesso il provvedimento passa al Senato, li’ ci aspettiamo qualche modifica sul versante della formazione professionale delle forze dell’ordine, molte volte impreparate sul come rapportarsi con le vittime”. Per De Biasi inoltre, non bisogna dimenticare che il passo successivo “e’ quello di una legge organica contro la violenza sessuale”, dove completare “il provvedimento approvato oggi”.
STALKING: CAMERA, AULA APPROVA TESTO, PASSA AL SENATO
(ANSA) – ROMA, 29 GEN – Si’ a larghissima maggioranza dell’Aula della Camera al disegno di legge sul contrasto allo ‘stalking’, ovvero di quegli atteggiamenti tenuti da chi affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianita’. I voti a favore sul testo sono stati 379, due quelli contrari, quelli dei liberaldemocratici, tre gli astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato.
STALKING. RECLUSIONE DA 6 MESI A 4 ANNI PER I PERSECUTORI
(DIRE) Roma, 29 gen. – Da sei mesi a quattro anni di reclusione. È quanto rischia chi “molesta o minaccia” qualcuno (uomo o donna che sia) “con atti reiterati” tali da provocare “un perdurante e grave stato di ansia o di paura”, oppure determinare “un fondato timore per l’incolumita’ propria o di un prossimo congiunto” o costringere il perseguitato “ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita”. Lo prevede il disegno di legge sullo stalking del governo approvato oggi alla Camera dei deputati, (ora va all’esame del Senato), alla presenza del ministro per le Pari opportunita’, Mara Carfagna, firmataria del provvedimento che introduce il reato di stalking nell’ordinamento italiano. Nel corso della discussione sono emerse, nelle commissioni, perplessita’ proprio sulla reclusione da 6 mesi a 4 anni: anche esponenti della maggioranza avrebbero sottolineato come la norma in questione potrebbe creare uno squilibrio all’interno del codice penale rispetto alle pene previste per reati piu’ gravi. Si prevede, inoltre, che la pena aumenti “se il fatto e’ commesso dal coniuge anche se separato o divorziato o da persona che sia o sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa”. Stessa musica se “il fatto e’ commesso a danno di un minore o di un soggetto diversamente abile”. Il delitto di stalking e’ punito sempre a querela di parte, spiega il testo della commissione, ma si puo’ procedere d’ufficio se il reato e’ commesso nei confronti di un minore o di un disabile e anche quando il molestatore sia stato gia’ ‘ammonito’ dal magistrato. Prima di presentare querela, infatti, la persona perseguitata puo’ chiedere al Questore di ammonire l’accusato che viene invitato dalla pubblica autorita’ a tenere una “condotta conforme alla legge”.
Il testo, inoltre, prevede che il giudice possa intimare all’imputato di non avvicinarsi (per un periodo che puo’ arrivare fino ad un anno) ai luoghi frequentati dalla vittima. Infine le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia di reato di atti persecutori “hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai Centri antiviolenza presenti sul territorio”. Tra le modifiche apportate in aula, l’aumento della pena se a commettere molestie e’ un recidivo o se si compie lo stalking nei confronti di una donna incinta.

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