(ANSA) – ROMA, 9 ago – Sono circa sei su dieci le italiane che effettuano con regolarita’ una mammografia per la prevenzione del tumore al seno. Un dato positivo, che segna lo sviluppo dei sistemi di screening in Italia, ma che allo stesso tempo registra una discrepanza tra il Nord e il Sud del Paese: nel meridione solo a tre donne su dieci e’ data la possibilita’ di effettuare una mammografia preventiva, mentre nel settentrione questa offerta e’ rivolta ad oltre otto italiane su
dieci. Le cifre arrivano dallo studio PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), appena pubblicato sul Bollettino Epidemiologico Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanita’, dove gli esperti hanno intervistato telefonicamente 15.483 persone tra i 18 e i 69 anni: di queste, 2.902 erano donne tra i 50 e i 69 anni, la stessa fascia di eta’ per cui le linee guida italiane ed europee raccomandano una mammografia preventiva ogni due anni.I dati del PASSI, spiega Marco Zappa, dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS) di Firenze, contribuiscono a tracciare l’ identikit della donna attenta alla salute del proprio seno: e’ relativamente giovane, coniugata e con un livello di studio elevato. Ma ”la distanza fra il Centro-Nord e Sud permane, anche se si registrano significativi miglioramenti nelle Regioni Meridionali”.In particolare i dati piu’ aggiornati dell’ONS (relativi al 2004) paragonano l’estensione dei programmi di screening nelle diverse Regioni italiane, dove per ‘estensione’, si legge nel rapporto ONS, ”si indica generalmente la percentuale di donne interessate da progetti di screening mammografico rispetto alla popolazione femminile italiana nella fascia di eta’ 50-69 anni”. Mentre al Centro l’estensione arriva al 98,2% e al Nord all’82,3%, il Sud rimane ‘solo’ al 30%. Piu’ nel dettaglio, sono parecchie le Regioni del Centro-Nord che registrano un’estensione teorica (che rappresenta cioe’ la quota di popolazione residente in zone in cui e’ attivo un programma di screening organizzato) pari al 100%, come Val d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Al Sud, nonostante una estensione totale per Basilicata e Molise, si registra per la Campania un 78%, mentre la Sicilia segna il valore piu’ basso di tutti (8,3%), e la Calabria e la Puglia non presentano alcun programma di screening organizzato (oppure i dati relativi a queste Regioni non sono pervenuti all’ONS). La questione della diffusione degli screening organizzati sul territorio non e’ da poco: tanto che, commenta Zappa, ”l’importanza della presenza di screening organizzati e’ confermata dal fatto che, se si confrontano le coperture delle regioni dove un programma di screening e’ attivo e quelle in cui non lo e’, vediamo che un’alta copertura si raggiunge soltanto laddove un programma organizzato e’ presente”. Senza contare che, piu’ diffuso e’ il programma di screening, piu’ efficace puo’ essere la prevenzione del tumore del seno. Tra gli altri dati dello studio PASSI, relativi all’intero territorio nazionale, si legge che il 75% delle donne tra i 50 e i 69 anni ha eseguito almeno una mammografia a scopo preventivo nel corso della vita; il 57% delle intervistate ha invece riferito di aver effettuato una mammografia negli ultimi due anni, ”in linea con le indicazioni del Piano Sanitario Nazionale – si legge nel BollettinoISS – che raccomandano la mammografia con periodicita’ biennale”. Il tumore alla mammella rappresenta la neoplasia piu’ frequente e la principale causa di morte per tumore nelle donne: in Italia si contano infatti 32 mila nuovi casi ogni anno, con ben 11 mila decessi.

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