ITALIA SOPRA MEDIA EUROPEA CON 15%

Roma, 29 mar. (Adnkronos/Labitalia) – Nell’Unione europea, le donne coprono solo il 14% delle posizioni di vertice negli istituti dell’alta formazione scientifica e tecnologica, anche se rappresentano il 44% dei laureati in queste discipline. In Italia, la situazione e’ leggermente migliore. Infatti, ai vertici accademici troviamo un 15% tutto femminile. Ma il record per presenze ‘rosa’ va alla Lettonia, dove ben il 23% dei ‘capi’ e’ donna. All’ultimo posto, invece, l’Olanda (8%). Lo rivela il rapporto 2005 su ‘Donne e scienza: merito e innovazione – l’uguaglianza di genere nella scienza’, pubblicato oggi dalla Commissione europea. Se il divario di genere nei livelli superiori della scienza tende a ridursi, il numero di donne che occupano posizioni ‘top’ in ambito scientifico avanza, tuttavia, troppo lentamente. Nel 1998, infatti, la media europea di presenza femminile ai vertici accademici era del 12% e in Italia appena dell’11%. Intanto, per il 2005 e il 2006, la Commissione ha annunciato lo stanziamento di 5,7 milioni di euro per il programma ‘Donne e scienza’, portando cosi’ le risorse totali disponibili a circa 20 milioni di euro. La Commissione ha stanziato anche 2 milioni di euro per avviare la ‘Piattaforma europea degli scienziati donne’, destinata a creare reti fra studiose, ricercatrici e organizzazioni delle donne finalizzate all’uguaglianza di genere nella ricerca scientifica. Proposta anche la creazione di un premio europeo sul merito nella
ricerca di genere.
Nel rapporto sull’uguaglianza di genere nella scienza, la Commissione ha precisato le azioni in preparazione a livello europeo, per promuovere il ruolo delle donne. ”L’aumento del numero di donne ‘agganciate’ dalla scienza -si legge nel documento- e’ un elemento cruciale per realizzare l’obiettivo di portare al 3% la quota di Pil investito nella ricerca e nello sviluppo”. Inoltre, sono indicate alcune linee guida per regolare lo squilibrio di genere. Tra queste, lo sviluppo di una gamma di indicatori per confrontare il tasso di successo di donne e uomini nelle posizioni piu’ elevate, una piu’ stretta collaborazione con l’industria per migliorare la situazione femminile nella ricerca industriale, la promozione di studi di genere. Un altro obiettivo e’ quello della partecipazione femminile nella misura del 40% a comitati scientifici e gruppi di studio, ma anche l’istituzione di un ‘Osservatorio di genere’, per monitorare i progressi nelle politiche di ‘gender mainstreaming’.

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