(ANSA) – GINEVRA, 4 MAR – Cresce il numero di donne nei parlamenti del mondo, che arriva al livello record di una media di 17,7%, ma l’Italia resta al palo con un 17,3% che la colloca al 68.mo posto mondiale, dietro a Uzbekistan e Tagikistan (67.mi). Secondo i dati resi noti oggi a Ginevra dall’Unione Interparlamentare (Uip), il livello di 17,7%, pur essendo un record, e’ ancora insufficiente. Nel 1995, le donne erano l’11,3%. I Paesi con la piu’ alta percentuale di donne nei legislativi sono Ruanda, primo in classica con il 48,8%, seguito da Svezia (47%), Finlandia (41,5%) e Argentina (40%). L’Italia, piu’ o meno a centro classifica, e’ comunque davanti alle isole Mauritius (69.me), Bolivia (70.ma) e Stati Uniti (71.mi con il 16,8%). Le statistiche dell’Uip sui risultati delle elezioni svoltesi in 63 Paesi nel corso del 2007, rivelano una progressione delle donne nel 58% dei casi. Nel 20% delle camere rinnovate la proporzione di donne e’ invece rimasta la stessa, mentre nel 22% dei casi e’ peggiorata. Commentando i dati aggiornati, il Segretario generale dell’ Uip, Anders Johnson, ha espresso prudente ottimismo, ma ha anche sottolineato che ”a questo ritmo non si raggiungera’ mai la parita’ entro il 2050”. La presenza di donne ministro negli esecutivi e’ del 16,1%. Finlandia (57,9%), Norvegia (55,6%) e Grenada (50%) sono i Paesi con le piu’ alte percentuali di donne ministro, l’Italia e’ 30.ma con il 24%. Su 150 Capi di Stato, solo sette (pari al 4,7%) erano donne all’inizio del 2008. La proporzione e’ ancora piu’ bassa per le donne capo di governo, con il 4,2% di donne, pari a otto donne sui 192 governi del pianeta.

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