E’ intitolato ”Mi prendo cura di Te, sistema integrato di servizi alla persona” e interessera’ 80 lavoratori comunitari ed extracomunitari soggiornanti in Umbria e 30 ”Tutor dell’assistenza familiare”, in un progetto di qualificazione per la cura domiciliare di anziani e persone non autosufficienti. Stamani a Perugia, la vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, ha chiamato i 12 Comuni capofila di Ambito, per illustrare i dettagli del progetto e creare un tavolo interistituzionale per mettere in rete i diversi partner, Regione, Comuni, Province, Asl, Consulta per l’immigrazione e i Patronati. La realizzazione e la cura del progetto, evidenzia una nota, e’ affidata alla Scuola di Villa Umbra e rientra nell’Accordo di programma per la realizzazione di interventi in materia di servizi alla persona in seguito al quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha attribuito alla Regione 120mila e. per l’attuazione di un sistema integrato di azioni finalizzate alla qualificazione dei servizi di cura e di assistenza alla persona, all’erogazione di servizi socio assistenziali domiciliari da parte di lavoratori immigrati, all’attivazione di percorsi di formazione e qualificazione professionale degli operatori del settore e alla promozione di misure di contrasto al lavoro sommerso. A queste risorse si aggiunge una quota di cofinanziamento regionale di 60mila euro, impegnata dalla Regione, in favore dei 12 Comuni capofila.
”Oggi diversi fattori stanno incidendo sul sistema di welfare domiciliare per le persone non autosufficienti nel quadro di un incremento dei flussi migratori, in particolare femminili – ha detto Casciari – . L’aumento delle attese di vita e, quindi, della popolazione anziana determina una richiesta di maggiori e continue cure a favore di un crescente numero di soggetti fragili, non autosufficienti, in molti casi affetti da demenza o malattia d’Alzheimer.
Erroneamente, l’attivita’ di cura si inserisce in un contesto culturale che la vuole relegata entro una rigida connotazione di genere e per la quale si ritengono non necessarie particolari competenze e soggetto al forte rischio di un mercato sommerso ed illegale che lascia spazio al protagonismo delle organizzazioni criminali anziche’ ai diritti dei lavoratori ed alle garanzie per le famiglie”.
Il progetto ha previsto la pubblicazione di un Bando, la cui scadenza e’ prevista il 26 di marzo, per l’accesso di 80 lavoratori e lavoratrici provenienti da paesi extra comunitari e comunitari, compresi gli italiani. I partecipanti dovranno risiedere in Umbria e avere un’eta’ compresa tra i 18 e i 65 anni, nel caso degli extra comunitari dovranno essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o di attesa occupazione. (Asca 12 Marzo 2012 )

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