A cura di www.pensiero.it

Nel dibattito sul blocco della sperimentazione della pillola RU486 al Sant’Anna di Torino interviene anche Elisabeth Aubény, Presidente dell’Associazione francese per la contraccezione, che fu tra le prime a sperimentare la pillola in Francia a fine anni Ottanta. La dottoressa ha portato la sua testimonianza nel corso di una sessione di incontri promossa dall’Associazione Ginecologi Consultoriali (AGICO), in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) in corso a Bologna.
“In Francia usiamo la pillola RU486 secondo protocolli prestabiliti dal 1992 e oltre un milione di donne ha effettuato l’aborto medico”, afferma Aubény, che lavora al Broussais Hospital di Parigi. “Ormai sulla pillola abortiva sappiamo tutto e posso dire che non crea nessun problema, è sicura e non mette a rischio la salute della donna. E dice una falsità chi sostiene che la RU486 banalizza l’aborto perché, al contrario, responsabilizza di più la donna. E questo è dimostrato dal fatto che in Francia il numero degli aborti è rimasto costante”. E così mentre in Italia la sperimentazione viene bloccata, la specialista annuncia che in Francia da dicembre la pillola abortiva sarà somministrata dal ginecologo privato in collegamento con l’ospedale.
“Le sperimentazioni, e parlo da scienziata”, conclude la Aubény, “si bloccano solo se sono dannose ma, nel caso della RU486, sappiamo che non ci sono pericoli per la donna. Ripeto, in Italia si sperimenta ciò che in Francia è ampiamente collaudato. Se in un Paese c’è una legge che permette l’interruzione volontaria di gravidanza, non ci sono differenze tra aborto chirurgico e aborto medico”. In Francia quindi è la donna che sceglie in accordo con il medico se sottoporsi all’aborto medico o a quello chirurgico, sempre che sia entro i 49 giorni dall’inizio dell’ultima mestruazione. In riferimento alle parole del capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa, che ha definito la pillola RU 486 “una moderna mammana tecnologica”, il co-presidente del Congresso SIGO, Domenico de Aloysio, ha sottolineato che “i dati presentati da Aubény sull’utilizzo della pillola RU486 in Francia sono la migliore risposta a chi si scaglia contro la sperimentazione all’ospedale Sant’Anna di Torino”. Sulla stessa linea Franco Mascherpa, uno dei due sperimentatori della RU486: “Mi sento offeso: noi non siamo delle mammane”. Sulla questione della sperimentazione non è mancata ovviamente la dichiarazione del presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, secondo la quale “le obiezioni degli ispettori non ci sembrano fondate e quando riceveremo l’ordinanza del Ministro della Salute esporremo le nostre ragioni e valuteremo se ci sono i termini per contestarla”.
Mentre l’Assessore regionale alla Sanità piemontese, Mario Valpreda, sottolinea che “stupisce l’atteggiamento degli ispettori, che hanno smentito se stessi e il lavoro precedentemente svolto. Il via libera del Ministero, infatti, era già arrivato e tutte le procedure previste dal protocollo sono state rispettate. In ogni caso, valuteremo congiuntamente ai medici del Sant’Anna i rilievi che ci vengono mossi”.

Antonio Caperna

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