(ANSA) – NEW YORK, 28 DIC – La scrittrice e attivista americana Susan Sontag e’ morta a New York. Ne ha dato notizia il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, il centro per i tumori dove era ricoverata. La Sontag era nata a New York e aveva 71 anni.
Sontag, una degli intellettuali piu’ influenti d’America, era malata di leucemia. Era considerata una delle voci piu’ importanti della controcultura degli anni Sessanta. Autrice di 17 libri tradotti in 32 lingue, divenne famosa nel 1964 con la pubblicazione di ‘Notes on Camp’, che defini’ il concetto del ”cosi’brutto che e’ quasi bello” nei confronti della cultura popolare applicabile a tutto, dai boa di struzzo al ‘Lago dei Cigni’. Questo saggio venne poi incluso due anni dopo in ‘Against Interpretation’. L’ultimo libro di Susan Sontag, ‘Davanti al Dolore degli Altri’ era dedicato alle foto di guerra.
Forse la scrittrice piu’ ‘europea’ che abbiano avuto gli Stati Uniti, Sontag era cresciuta a Tucson e a Los Angeles, la figlia di una madre alcolizzata e di un padre mercante di pelliccia morto in Cina di tubercolosi durante l’invasione giapponese quando la figlia aveva cinque anni. Susan Sontag era stata una bambina prodigio: a tre anni aveva gia’ imparato a leggere, a 16 frequentava il college. Nel suo lavoro di scrittrice si amava definire una ”moralista ossessiva” e una ”zelota della serieta”. Tra i suoi romanzi piu’ celebri, l’Amante del Vulcano’ del 1997, ambientato nella Napoli sontuosa e miserabile del Settecento.
Lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie ha reso omaggio a Susan Sontag salutando in lei ”una cara amica” e ”una pensatrice temeraria e unica”. ”Susan Sontag era una grande artista della letteratura, una pensatrice temeraria e unica, e un’alleata infaticabile in numerose lotte”, ha detto in un comunicato Rushdie, presidente del Pen American Center, associazione di difesa degli scrittori. Susan Sontag ”ha fissato una regola in materia di rigore intellettuale alla quale i suoi numerosi ammiratori, dei quali faccio parte, continuano ad aspirare; e che dice che al talento letterario si accompagna l’obbligo di esprimersi sui grandi problemi attuali, di difendere la sovranita’ dello spirito creativo e dell’immaginazione contro le tirannie di ogni sorta”, aggiunge Rushdie, rendendo omaggio a colei che guido’, dal 1987 al 1989, il Pen American Center, dopo Norman Mailer. Lo scrittore anglo-indiano ringrazia altresi’ la Sontag per l’appoggio che gli diede dopo la ‘fatwa’ lanciata nel 1989 contro di lui per i ‘Versi satanici’. La scrittrice defini’ l’editto religioso dell’ayatollah Khomeini un ”atto di terrorismo contro la vita dello spirito”.

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